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Carabinieri

Furti di portafogli nei negozi: in manette tre componenti di una famiglia sinti “professionista” del crimine

Con bancomat e carte di credito rubate sono stati poi effettuati prelievi "compulsivi" tra Thiene, Villaverla e la provincia di Vicenza.

Furti di portafogli nei negozi: in manette tre componenti di una famiglia sinti “professionista” del crimine
Cronaca Thiene e Valdastico, 03 Febbraio 2021 ore 15:32

Eseguite tre misure cautelari e denunciato a piede libero, quattro componenti di un’intera famiglia di origine sinti.

Furti di portafogli nei negozi

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Thiene nella mattinata di ieri, martedì 2 febbraio 2o21, hanno eseguito tre misure cautelari e denunciato a piede libero, quattro componenti di un’intera famiglia di origine sinti, che aveva studiato un sistema collaudato per l’esecuzione accurata di azioni furtive all’interno di negozi che prevedeva la distrazione della commessa e/o titolare per poi asportarle i portafogli contenenti oltre al denaro contante, bancomat, carte di credito e conseguente loro indebito utilizzo compiti tra Thiene, Villaverla e la provincia di Vicenza nel periodo tra il 15 settembre e il 2 ottobre 2020 :

  • DI COLOMBI Paolo, classe 1965,
  • PASQUALE NADA, classe 1971
  • DI COLOMBI Ketti, classe 1993
  • DI COLOMBI Roberto, classe 1999

Le indagini dei Carabinieri prendono il via immediatamente a seguito del primo furto di portafogli consumato il 15 settembre 2020 presso la “Cartoleria al Corso” di Thiene ai danni della titolare: nel primo pomeriggio infatti due donne entrano in cartoleria e, mentre la più anziana distrae la titolare con un pretesto, l’altra più giovane si porta dietro il bancone e sfila dalla borsa della titolare il portafogli, riuscendo ad impossessarsi del contante e delle carte di credito custodite all’interno.

Le due donne escono poi dal negozio e in maniera frenetica iniziano ad utilizzare le carte di credito e il bancomat effettuando prelievi ed acquisiti in vari negozi di Villaverla, Costabissara, Vicenza e Venezia per un totale di 2000 euro, mentre la titolare si accorgeva della sparizione dopo aver ricevuto sul suo cellulare i vari sms alert inviati dall’istituto di credito per l’utilizzo delle carte.

Il primo sopralluogo porta all’acquisizione della denuncia minuziosa della vittima e dei vari filmati acquisiti su tutti i luoghi dove erano stati fatti i prelievi bancomat presso gli ATM e gli acquisti presso i vari negozi.

Le indagini

I militari del NORM danno quindi corso ad un’attività di indagine tecnica, supportata da un’approfondita attività informativa e dall’acquisizione di riscontri precisi e puntuali che permetteva di individuare anche l’auto, condotta dal complice, utilizzata per la fuga dopo gli eventi criminosi.

Quanto raccolto minuziosamente porta quindi i Carabinieri del Nucleo Operativo a redigere un’informativa articolata riguardo agli eventi delittuosi, inviata alla Procura della Repubblica di Vicenza che ha permesso al magistrato Dott. Paolo Fietta, che ha coordinato le indagini, di richiedere al Giudice l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico degli indagati.

Nella mattina di ieri infatti, con la preziosa collaborazione dei carabinieri della Compagnia di Mestre, sono stati notificati i provvedimenti cautelari emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari Dott.ssa Barbara Maria Trenti a: PASQUALE Nada e ai figli DI COLOMBI Ketti e Roberto. Le due donne, sono state sottoposte agli arresti domiciliari presso il campo nomadi di residenza, mentre il figlio è stato colpito dal divieto dimora in tutta la provincia di Vicenza unito all’obbligo di presentazione giornaliero presso i carabinieri di Mestre, mentre DI COLOMBI Paolo (n.d.r. il padre autista) è stato denunciato in stato di libertà.

Le accuse per tutti i responsabili, già conosciuti alle forze dell’ordine quali autori di analoghi reati commessi in molte provincie del Veneto, sono di: concorso in furto con destrezza, aggravato e continuato oltre all’indebito utilizzo di carte di credito/bancomat per un danno patrimoniale complessivo di oltre settemila euro.

Un’attività d’indagine, fulminea, ferma e decisa per colpire e frenare un fenomeno predatorio che potenzialmente causa, non solo danni economici ma anche gravi ripercussioni sulla sicurezza percepita degli esercenti e dei cittadini in generale.

Durante l’attività d’indagine il successivo 26 settembre 2020 a Villaverla, si verifica un evento criminoso analogo: qui verso le ore 17:40, dentro il negozio di abbigliamento “Lou Lou”, veniva consumato il furto del portafogli contenuto nella borsa, sempre della titolare, mentre la stessa veniva artatamente distratta da una giovane coppia di malviventi.

Nella circostanza infatti, questa volta una coppia di ragazzi di giovane età, entrava in negozio e, mentre l’uomo distraeva la vittima chiedendole informazioni su un abito esposto in vetrina, la ragazza rimaneva all’interno del negozio e, approfittando della distrazione, rubava il portafogli che si trovava all’interno della borsa dietro il bancone.

All’interno del portafogli, oltre ai documenti della denunciante vi erano 350,00 euro in contante e due tessere bancomat. Poco dopo il furto, con le due tessere bancomat trafugate, sono stati effettuati quattro prelievi di denaro contante, presso l’ATM di una banca di Thiene per un totale di euro 1.000,00.

L’ultimo evento, con le stesse modalità esecutive, veniva consumato il successivo 2 ottobre, sempre nel pomeriggio, presso il negozio di abbigliamento per bambini all’insegna “Morbillo” di Thiene. Come nel precedente evento, la titolare veniva stata distratta da una coppia di ragazzi che, in pochi minuti, le rubavano il portafogli dalla borsa per poi allontanarsi di tutta fretta.

In particolare l’uomo faceva uscire dal negozio la titolare con il pretesto di voler comprare un capo esposto nella vetrina esterna, mentre la complice, rimanendo in negozio, approfittava dell’assenza della titolare per rubargli il portafogli che si trovava dentro una borsa appoggiata a terra vicino al bancone. La vittima, nel presentare la denuncia, riferiva che all’interno del portafogli, erano custoditi i suoi documenti d’identità, euro 50,00 in contanti e due bancomat a lei intestati con le quali i ladri hanno eseguito, subito dopo, ben 12 operazioni tra prelievi ATM presso alcuni istituti di credito di Thiene e acquisti di generi vari e di abbigliamento in diversi negozi e
centri commerciali della provincia di Vicenza per un totale di ben 3.400 euro.

Tecnica collaudata: l’ipotesi di una stessa “mano”

La possibile connessione tra i vari eventi criminosi emergeva non solo dalle similitudini, ma anche dalle dettagliate denunce presentate dai titolari dei negozi al momento del furto, che hanno fornito una precisa e puntuale descrizione dei due giovani i quali, seppur travisati dalla mascherina di protezione e dagli occhiali da sole, ha portato gli investigatori a ipotizzare che tutti e tre gli eventi erano fortemente collegati.

Il cerchio così continua a stringersi sui responsabili, con elementi sempre più forti raccolti anche grazie alla testimonianza fornita di ben 15 persone che hanno portato all’individuazione e all’identificazione dei quattro responsabili di tutti gli eventi delittuosi, riconducibili alla stessa famiglia criminale di origine “sinti” specializzata in furti di portafogli presso gli esercizi commerciali e successivi prelievi/pagamenti con carte bancomat trafugate alle vittime.

Questi, in tre diverse occasioni, provenienti da Mestre, dove risiedono in un campo nomadi, hanno attraversato a bordo dell’utilitaria condotta dal capo famiglia, due provincie diverse per giungere a Thiene e consumare i furti dei portafogli per poi allontanarsi repentinamente dal luogo percorrendo la via di fuga più veloce, non prima
di aver effettuato freneticamente acquisti e prelievi con le carte bancomat trafugate approfittando del codice pin custoditi nei portafogli.