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Tennis Club Valdagno, lettera aperta al premier Conte dopo il Dpcm: “Quante cose non sa”

L'accorato post del presidente Daniele Danzo: "Nei nostro campi distanziamento assicurato, invece sugli autobus come funziona?".

Tennis Club Valdagno, lettera aperta al premier Conte dopo il Dpcm: “Quante cose non sa”
Schio e Valdagno, 28 Ottobre 2020 ore 11:53

Diventato virale il lungo e accorato post rivolto al premier dal presidente dell’Asd Tennis Club Valdagno, Daniele Danzo.

La lettera aperta a Conte arriva da Valdagno

Buongiorno illustrissimo Presidente Conte“. Inizia così la lunga lettera aperta che il presidente del Tennis Club Valdagno, Daniele Danzo, ha indirizzato al premier – condivisa anche sui social – dopo la firma dell’ultimo Dpcm.

“Ci tenevo ad augurarle un buon halloween, avevo preparato qualche addobbo per gli 80 ragazzi della Scuola Tennis così che potessero divertirsi all’entrata degli impianti, ma a seguito del suo ennesimo decreto questa croce sta meglio appesa al cancello – ha proseguito Danzo – Le anticipo anche gli auguri di Natale, che fortunatamente come lei sostiene sarà per tutti un sereno Natale. La ringrazio poi a nome di tutti gli utenti per l’ennesima illusione; sebbene il nostro non sia uno sport di contatto abbiamo comunque ricevuto un’altra mazzata in quanto possono proseguire gli allenamenti solo gli atleti agonisti, quindi circa il 10% dei nostri tennisti, questo probabilmente perché lei NON CONOSCE realmente come si articolano i tesseramenti in questa disciplina”.

In campo distanziamento assicurato: “E nei bus invece?”

E il post prosegue:

“Lo sa che se lei si presenta da noi con certificato medico agonistico e versa la quota associativa può diventare anche lei un giocatore abile a disputare una competizione nazionale? Probabilmente non sa nemmeno come si tiene in mano una racchetta, ma in 10 minuti sarebbe un tesserato agonista e potrebbe continuare anche lei ad allenarsi, fantastico. Mi sembra una decisione proprio corretta nei confronti di tutti gli amatori, corsisti e ragazzi della Scuola Tennis che frequentano questa disciplina da anni, per pura passione e svago. Tutto questo probabilmente perché lei NON SA che un campo da tennis misura circa 650 mq, no no, non ho scritto male, misura proprio 650 metri quadri, 2 o 4 persone in 650 metri quadri è veramente pura follia vero? Ritrovarsi come sardine in un bus invece va più che bene immagino, ah, però dimentico che i ragazzi nei bus hanno la mascherina, magari le ragazze hanno quelle in pizzo, consigliate per l’efficacia, noi invece che ce la togliamo per la pratica sportiva siamo degli untori”.

E ancora:

“Vabbè, meno male che possiamo continuare a giocare all’aperto, peccato che lei NON SAPPIA che nel centro-nord Italia, da settembre, quasi tutti i campi da tennis vengono coperti da strutture pressostatiche o si trovano da sempre all’interno di tensostrutture, quindi purtroppo non ci giocherà nessuno all’aperto nel periodo invernale. Avrebbe potuto avvisarci un po’ prima così evitavamo di installarle le coperture, anche perché credo lei NON SAPPIA che una struttura pressostatica come le 2 installate presso il nostro circolo ci costano circa 500,00 euro al mese per il sostentamento in quanto necessita di corrente continua che ne garantisce la ventilazione al suo interno e la conseguente stabilità. Penso inoltre lei NON SAPPIA che all’interno di queste strutture c’è un ricircolo continuo di aria cosicché non vadano in sovra-pressione, ma non entriamo troppo sul tecnico…

Domande retoriche…

“Detto ciò, ora che facciamo? Continuiamo a pagare le bollette ogni mese con la speranza di poter tornare alla normalità o spendiamo ancora soldi per rimuoverle e sgravarci così da ulteriori utenze senza sapere che futuro ci aspetta?”, la domanda del presidente dell’Asd.

“Anche perché d’inverno, all’aperto, non si può giocare in qualsiasi superficie. Credo lei NON SAPPIA quante tipologie di campi da tennis ci sono; in Italia prevalgono quelli in terra battuta ed io sono anche disposto a lavorare con guanti, cappello e sciarpa (ah, sono Istruttore di tennis, uno di quei dementi che ha ancora la partita Iva aperta), ma la terra battuta nel periodo invernale diventa fango e a tennis non si può giocare”.

E per concludere:

“Abbiamo regalato mascherine a tutti alla riapertura, anche ai bimbi della Scuola Tennis, acquistato piantane per il gel mani, barriere in plexiglass, un sanificatore, adottato solo bicchieri e materiale usa e getta nel punto ristoro ed attuato sempre tutti i protocolli per prevenire qualsiasi forma di contagio ed ora eccoci qui a riscattare il nostro premio, un’altra quasi totale chiusura. Però rimango ottimista ed allegro perché in fondo l’importante è che passeremo tutti un sereno Natale, anche se dovrò selezionare i parenti con cui farlo, massimo quanti per tavolo? Buona continuazione Presidente, se decide di intraprendere la carriera da tennista sono a sua disposizione, e le faccio sicuramente la tessera agonistica, così quando emetterà nuovamente questi fantastici decreti sarà ritenuto un professionista e potrà comunque giocare, anche al chiuso… Viva l’Italia”.

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