Dal 6 all’8 marzo 2026, Vicenza ospita Re:set, iniziativa culturale finalizzata alla riflessione collettiva su linguaggi, narrazioni e meccanismi sociali legati all’identità. L’evento si svolge presso lo spazio rigenerato Centrale – ex Centrale del Latte, trasformato per l’occasione in un polo di incontro tra cittadinanza, reti associative, figure professionali e comparto studentesco.
Il festival non si configura come una celebrazione rituale, ma come un laboratorio aperto per scardinare bias culturali e rappresentazioni predefinite del femminile.
Programma e coinvolgimento delle nuove generazioni di venerdì 6 marzo
L’apertura di venerdì 6 marzo è riservata alla popolazione studentesca delle scuole superiori cittadine, con percorsi guidati tra le esposizioni e workshop su relazioni e stereotipi.

L’inaugurazione ufficiale per il pubblico è prevista alle ore 18:30, seguita dal dibattito sui modelli affettivi curato da Moica e AIDM Vicenza.
“Re:set è un progetto nato dalla forza di una rete di professioniste. L’obiettivo è riunire menti pensanti per analizzare narrazioni scontate e immaginare punti di vista inediti”
Spiega Cristina Malavolta, direttrice operativa di Illustri APS e responsabile della rassegna.
Benessere e approfondimenti tematici di sabato 7 marzo
La giornata del 7 marzo focalizza l’attenzione sulla consapevolezza corporea e l’educazione. La mattinata prevede sessioni di meditazione, pilates e reiki, mentre il pomeriggio ospita interventi sull’educazione all’affettività con Alice Xotta e un focus sui ritmi biologici condotto da Giulia Verziaggi.
Per agevolare la partecipazione dei genitori, è previsto un servizio di baby-sitting creativo. La sessione pomeridiana prosegue con tavoli di confronto informali e un intervento di Camilla Speriani sull’uso dell’ironia come strumento di autodifesa contro i pregiudizi.
Urbanistica inclusiva e visione della città di domenica 8 marzo
Domenica 8 marzo il dibattito si sposta sulla dimensione pubblica e la progettazione urbana. L’incontro introdotto da Ida Grimaldi precede una tavola rotonda dedicata all’urbanistica di genere e al “design for all”. All’approfondimento partecipano esponenti dell’amministrazione locale e tecnici del settore, tra cui Cristina Balbi, Isabella Sala, Leonardo Nicolai, Lucia Lancerin, Sophia Los e Marcella Gabbiani. Il confronto mira a definire strategie per rendere gli spazi cittadini più accessibili e attenti alle necessità dell’intera comunità.

Per l’intera durata della manifestazione, i visitatori possono accedere a diverse sezioni espositive che indagano il rapporto tra corpo, memoria e spazio. Tra le produzioni presenti figurano le installazioni di Illustri APS, Arte News Vicenza e il progetto “Soma” di Giulia Ammendola.
Le opere spaziano dalla critica alle “frasi fatte” fino alla valorizzazione del contributo storico delle figure femminili a Vicenza. L’accesso a tutte le attività del festival è libero e gratuito, con prenotazione richiesta per specifici laboratori tramite il portale ufficiale dell’evento.