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Fabrizio Capellini conquista l’oro ai mondiali di scherma

Il campione assieme ai suoi compagni, Giovanni Abati, Fabio Di Russo, Maurizio Galvan, Francesco Tiberi e Giuliano Zuliani, è salito sul podio.

Fabrizio Capellini conquista l’oro ai mondiali di scherma
Sport Bassano, 22 Ottobre 2019 ore 08:30

Fabrizio Capellini conquista l’oro ai mondiali di scherma

E quest’anno l’Italia porta a casa una medaglia d’oro dal Mondiale di Scherma a Il Cairo nella World Veterans Fencing Championship, salendo a quota 13 medaglie. A brillare è stata la Squadra Italiana di Fioretto Maschile, di cui uno in particolare arriva proprio dal territorio bassanese. Stiamo parlando di Fabrizio Capellini, della Scherma Conegliano, che assieme ai suoi compagni, Giovanni Abati, Fabio Di Russo, Maurizio Galvan (pure lui della Scherma Conegliano), Francesco Tiberi e Giuliano Zuliani, ha conquistato il podio per l’oro per 30 stoccate a 26 contro gli Stati Uniti. Una carriera a dir poco sensazionale. Di seguito si possono elencare alcuni dei suoi successi: nella categoria master over 40 otto finali Nazionali, di cui sei volte secondo, due volte terzo FM, una volta secondo SPM e due volte secondo a squadre nel 2008/09; oppure un oro FM e bronzo SPM individuali all’Olimpic European Master Game di Lignano 2011; e molti altri ancora.

Da dove parte la tua storia e la tua grande passione per la scherma?

«Partiamo da lontano, da quando avevo nove anni, nel 1970. Sono nato a Enego, ma ho sempre vissuto a Cremona e Brescia, nelle quali ho avuto modo di conoscere il mondo della scherma e i maestri con cui ho tutt’ora un legame molto forte: infatti, il legame tra maestro e allievo è una cosa che rimane per tutta la vita. All’età di 16 anni ho smesso e mi sono trasferito a Romano d’Ezzelino. A 39 anni ho iniziato ad accompagnare mia figlia a fare scherma, che ha continuato per un po’ e da lì ho ricominciato a piccoli passi pure io fino ad arrivare nel circuito Veterans».

Che ci dici del risultato a Il Cairo? E qual è la tua più grande soddisfazione?

«Il mondiale a Il Cairo è il sesto per me. Ho partecipato sia perché sono stato selezionato, ma anche per scelta. E su sei, questa è la terza medaglia. Infatti, abbiamo vinto un oro a squadre anche in Ungheria nel 2014, e ho vinto un bronzo nell’individuale in Bulgaria nel 2013. La mia più grande soddisfazione? Personalmente l’oro in Ungheria, dove ho potuto guidare la squadra verso il podio».

La carriera di Fabrizio non termina qui. Infatti, sta già pensando all’insegnamento della scherma.

«Attualmente sto frequentando dei corsi per completare il processo verso l’insegnamento. Diciamo che la mia storia è quella di un ragazzo che si è appassionato alla scherma, fino a quasi farne una professione. Attualmente insegno a Conegliano, dove seguo una quarantina di ragazzi assieme a un maestro. Penso che questo de Il Cairo sia l’ultimo mondiale per me nella categoria 50. Potrei farne uno, ma prima vorrei completare l’insegnamento».