Il dibattito sulla superintelligenza tecnologica approda nell’aula del Parlamento europeo, dove l’eurodeputato Sergio Berlato (ECR/FdI) ha chiesto controlli internazionali uniformi per evitare la fuga di capitali verso territori privi di legislazione. Nella giornata di lunedì 15 giugno 2026, a Strasburgo, l’esponente politico è intervenuto durante la discussione del dossier denominato “Semplificazione dell’attuazione di regole armonizzate sull’intelligenza artificiale (Omnibus digitale sull’IA)”. Secondo il parlamentare, la mancanza di una regolamentazione condivisa rischia di trasformare l’innovazione in una minaccia per la sicurezza globale, penalizzando al contempo la competitività del mercato europeo.
Il rischio di un vuoto normativo internazionale
L’esponente politico ha lanciato un monito sulla velocità con cui si sta sviluppando la tecnologia priva di supervisione. “L’intelligenza artificiale rappresenta indubbiamente una scoperta tecnologica di portata epocale. La spasmodica corsa alla ricerca della superintelligenza, che potrà agire senza avere bisogno degli esseri umani, ha raggiunto livelli preoccupanti”, ha affermato il rappresentante istituzionale. La necessità di agire con urgenza è legata alla rapidità del progresso tecnico, che richiede interventi legislativi immediati per tutelare i cittadini e definire i limiti operativi dei sistemi automatizzati.
La tutela degli investimenti finanziari nel mercato europeo
Il fulcro della posizione espressa a Strasburgo riguarda la tutela dei flussi finanziari e la stabilità economica del continente. “Molti sono consapevoli del fatto che l’intelligenza artificiale può trasformarsi presto da utilissima comodità a pericolo esistenziale imminente per l’intero genere umano. Servono regole a livello globale perché sappiamo benissimo che, se solo l’Europa vorrà dotarsi di regole per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, i grandi investimenti in questo settore potrebbero essere dirottati verso quei paesi e quei continenti presso i quali si può agire senza rispettare nessuna regola e senza essere sottoposti a nessun controllo. Facciamolo presto, prima che sia troppo tardi”, ha concluso l’eurodeputato. Il rischio evidenziato è una disparità competitiva che penalizzerebbe le aziende dell’Unione Europea rispetto ai competitori globali.