Schio

Profughi afghani a Schio, il Centrodestra: "Chi rompe, paga: gli Stati Uniti se ne facciano carico"

Nel frattempo in città sono stati accolti i primi sei scappati dall'inferno di Kabul. Ma per il capogruppo di SchioCittà Capoluogo il rischio è che si apra una stagione di "emergenza migratoria".

Profughi afghani a Schio, il Centrodestra: "Chi rompe, paga: gli Stati Uniti se ne facciano carico"
Politica Schio e Valdagno, 01 Settembre 2021 ore 11:12

In Conferenza dei Capigruppo di ieri sera, il sindaco ha confermato la disponibilità del Comune di Schio all'accoglienza di una famiglia di profughi afghani giunti in queste ore in città. Si tratta di 6 persone che fanno parte delle 5000 che in questi giorni hanno abbandonato la terra natia attraverso i ponti aerei organizzati dall’Aeronautica militare italiana.

Profughi afghani a Schio, il Centrodestra: "Chi rompe, paga: gli Stati Uniti se ne facciano carico"

"Non ho sollevato nessuna critica - spiega dal centro destra il capogruppo di SchioCittà Capoluogo in Consiglio comunale Alex Cioni -, ritenendo doveroso aprire le porte a delle persone che hanno lavorato con noi durante i lunghi anni della missione italiana ad Herat. Piuttosto - ci ha tenuto a rilevare il consigliere - abbiamo ancora troppi falsi profughi africani che continuano a bivaccare in giro per Schio e altri temo ne arriveranno".

Per il consigliere comunale ed esponente del direttivo provinciale di Fratelli d'Italia "è evidente, però, che un conto è aprire le porte a chi ha lavorato con noi, altra cosa è prendersi in carico tutti coloro che vogliono abbandonare l’Afghanistan. Non è possibile. Il rischio di partire con un’emergenza umanitaria per finire con un’emergenza migratoria diventerebbe più che reale. L’Europa, e l’Italia dal canto suo, devono veicolare in tal senso messaggi chiari. Dopodiché, nemmeno i corridoi umanitari possono essere una soluzione praticabile - insiste Cioni".

"Piuttosto aiutiamo in quest'opera di accoglienza i Paesi limitrofi all'Afghanistan. A meno che non siano gli Stati Uniti a farsi carico pienamente di questa operazione in casa propria, visto che solitamente chi rompe un vaso poi paga e si dovrebbe portare a casa pure i cocci".