Caos in comune

Otto consiglieri si dimettono: cade la giunta comunale a Nove

Sfiduciato il sindaco dopo l’addio di quattro esponenti della maggioranza e quattro della minoranza, si profila il commissariamento

Otto consiglieri si dimettono: cade la giunta comunale a Nove

Il Comune di Nove torna verso il commissariamento. Nella mattinata di lunedì 16 febbraio 2026 otto consiglieri comunali hanno rassegnato le dimissioni, determinando la caduta dell’amministrazione guidata dal sindaco Luca Rebellato (in copertina).

A lasciare l’incarico sono stati quattro esponenti della maggioranza e quattro della minoranza. La sfiducia comporta lo scioglimento anticipato del Consiglio e l’avvio dell’iter per nuove elezioni.

Otto consiglieri si dimettono: cade la giunta comunale a Nove

Secondo quanto riferito dal Giornale di Vicenza, per la maggioranza hanno formalizzato le dimissioni l’assessore alla Cultura Anna Pesavento e i consiglieri Paolo Zanon, Francesca Termini e Marco Carlesso, eletti nella lista “Ripartiamo da Nove-Luca Rebellato Sindaco” e in quota Lega.

Nel documento diffuso, contestano al primo cittadino “un’evidente carenza di metodo democratico nella condivisione delle decisioni”. I quattro riferiscono di non essere stati coinvolti nelle scelte ritenute fondamentali e di aver visto le proprie proposte ignorate o modificate.

Le dimissioni erano state precedute da un richiamo formale protocollato nelle settimane precedenti, con la richiesta di regole chiare di informazione e confronto sugli atti di Giunta.

Dimissioni in blocco anche per il gruppo di minoranza “Per Nove Futura”. Il sindaco Luca Rebellato parla di un’intesa tra Lega e Partito Democratico per far cadere l’amministrazione.

Il primo cittadino ha informato i vertici locali della Lega, tra cui il sindaco di Cartigliano Germano Racchella, chiedendo una presa di posizione sul comportamento dei consiglieri leghisti.

Le accuse delle minoranze

Anche i consiglieri di minoranza Franco Bordignon, Fabio Zanardello, Anna Gnoato e Roberto Sguario parlano di decisione “soppesata e sofferta”. Contestano al sindaco e alla Giunta la gestione dell’attività amministrativa e l’assenza di collegialità in un Consiglio composto da tredici membri.

Secondo i dimissionari, in quasi tre anni sarebbe mancato un confronto effettivo sia con l’opposizione sia all’interno della stessa maggioranza.

Verso il commissariamento

Con otto dimissioni su tredici consiglieri, l’amministrazione risulta decaduta. Si profila ora la nomina di un commissario prefettizio, in attesa delle nuove elezioni comunali.

Per Nove si tratterebbe di un nuovo commissariamento a distanza di quattro anni dal precedente scioglimento del Consiglio.