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Bollettino aggiornato

Covid, Zaia: “Ragionevoli speranze di arrivare in zona gialla” | Dati 27 gennaio 2021

Ventisettesimo giorno di calo della curva dei contagi. L'Rt probabilmente pari a 0,62. Cauto ottimismo espresso dal Governatore.

Covid, Zaia: “Ragionevoli speranze di arrivare in zona gialla” | Dati 27 gennaio 2021
Politica Vicenza, 27 Gennaio 2021 ore 14:17

Cauto ottimismo, per l’andamento della curva epidemiologica, ma anche preoccupazioni per lo scenario europeo, con Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna ancora pesantemente colpite.

Covid Zaia, il punto della situazione

Ventisettesimo giorno di calo della curva dei contagi. L’Rt probabilmente pari a 0,62. E un cauto ottimismo espresso dal Governatore Luca Zaia in occasione della consueta conferenza stampa per fare il punto della situazione sulla pandemia in tutto il territorio regionale.

“Siamo ad oggi la seconda regione con indice più basso – ha dichiarato Zaia – l’indice di contagio è basso. Da venerdì sapremo cosa saremo, ma abbiamo ragionevoli speranze di andare in zona gialla. Un grande segnale di speranza ma anche di preoccupazione. Questo virus in Europa sta facendo fare l’altalena. La Spagna sta risalendo, anche la Francia, Gran Bretagna, Germania in lockdown. Non abbassiamo la guardia”.

Tanti gli argomenti trattati in occasione del punto stampa: dal bollettino quotidiano al tema della ripresa della scuola in presenza.

I tamponi molecolari in totale sono 3704008, 2502268 quelli rapidi, più di 42mila in 24 ore – ha continuato – Il numero di positivi è fuorviante, accumula dati di diversi giorni fa: 2385, 1200 non delle scorse 24 ore. Sono 309mila i positivi dall’inizio41mila 345 positivi ad oggi. 2475 ricoverati in totale, 2185 area non critica, meno 45, 290 in terapia intensiva, meno 7 rispetto al giorno precedente. 62 morti in un giorno, 8757, ottava regione in Italia per mortalità. Dimessi 13913 in totale, 114 ieri”.

Un dato appare piuttosto chiaro: le curve dell’infezione hanno un andamento strano, al vaglio dei tecnici e degli esperti. Le terapie intensive, per esempio, salgono in verticale, poi, dopo una fase di plateau precipitano in modo netto.

“Negli ultimi 20 giorni abbiamo assistito all’inversione tra ricoveri e dimessi, tanti dimessi e pochi ricoveri – ha precisato Zaia – Si è invertito il rapporto tra ingressi e uscite. Un dato strano. Le curve di marzo erano assai diverse. Questo può essere spiegato dal fatto delle mutazioni. Noi lo diciamo da tempo, ma eravamo ridicolizzati. Ora invece tutti stanno facendo studi”.

Esemplare, in questa analisi, è stato il caso drammatico che ha travolto un’intera famiglia. Il Governatore, infatti, ha ricordato la tragedia che ha colpito i Busso, prima di tutto il figlio Ivan, noto falconiere di 42 anni, morto per il Covid, così come i suoi genitori, anche loro deceduti per il virus.

“Sono venuti a mancare in 18 giorni – ha puntualizzato – Ho chiesto che si analizzassero i campioni per sequenziare il virus. Ma anche in altri casi. Quando abbiamo la carta d’identità della mutazione, la abbiniamo ai sintomi clinici del titolare di quel tampone. Una mutazione magari dà polmoniti molto aggressive, un’altra magari solo asintomatici. Virus di marzo non ne abbiamo più. Da dopo l’estate abbiamo otto mutazioni in Veneto, cinque quelle trovate nella banca dati nazionale, una è quella inglese, due sono nostre“.

Sotto i riflettori, comunque, resta ancora il tema delle zone e delle misure di contenimento.

“Il 6 di gennaio c’era chi chiedeva la zona rossa per noi – ha dichiarato – Siamo scesi facendo sacrifici nelle settimane di Natale senza passare dalla zona rossa. Ripercorriamo l’andamento dall’inizio: fase di esordio a febbraio, la curva sale, il 4 marzo in lockdown, ma la curva continua a salire e vira gradualmente. Adesso la curva scende giù a strapiombo.

Il professor Baldo ha concluso uno studio davvero importante: abbiamo voluto vedere il livello circolazione del virus nella popolazione casuale. Non nei contatti stretti del positivo, per capire il reale stato di salute. Siamo gli unici che hanno fatto questo studio per analizzare la reale circolazione del virus“.

Lunedì il 50 per cento degli studenti tornerà tra i banchi di scuola. E se da un lato c’è la soddisfazione per poter permettere questa “apertura”, dall’altro resta una buona dose di preoccupazione.

Lunedì apriamo le scuole al 50 per cento per tre settimane – ha concluso – Una scelta decisa dai tavoli dei Prefetti ed è quanto previsto dalla Legge. Ricordiamo un aspetto: alcuni ragazzi non possono, non che non vogliano, non possono andare a scuola per svariati motivi.

Spero che si renda conto di questa categoria che ha il diritto di scegliere, e il Legislatore ha valutato anche questo. Chi avesse necessità di sollevare l’esigenza lo può fare scrivendo al proprio istituto o scuola. Parliamo di conviventi con patologie, di persone immunodepresse. Dopo queste tre settimane di sperimentazione si vedrà come organizzare le scuole per l’immediato futuro”.