Venezuela

Casa Italo Venezuelana in Veneto: cosa cambia dopo l’arresto di Maduro e il caso Alberto Trentini

All'indomani dell'arresto di Nicolàs Maduro abbiamo intervistato Lys Golia, attivista della Casa Italo Venezuelana

Casa Italo Venezuelana in Veneto: cosa cambia dopo l’arresto di Maduro e il caso Alberto Trentini

Nella notte tra venerdì 2 gennaio 2026 e sabato 3, dopo quattro mesi di scaramucce tra i rispettivi presidenti, gli Stati Uniti hanno catturato Nicolás Maduro a casa sua, in Venezuela, e lo hanno poi tradotto in carcere a New York. Maduro e la moglie Cilia Flores, ora dovranno affrontare un giudizio per narcotraffico e commercio illegale di armi, avanti alla Procuratrice Generale del distretto meridionale di New York, Pam Bondi.

L’operazione è stata illustrata sempre il 3 gennaio 2026, in una lunga e dettagliata conferenza stampa del presidente Donald Trump che ha anche spiegato le ragioni dell’intervento e anticipato che sarebbero gli Stati Uniti a governare il Venezuela in questa delicata fase di transizione.

Le parti avverse, intanto, non hanno esitato a mettere in dubbio le ragioni politiche del presidente americano tirando in ballo quelle più venali del petrolio. A queste ultime, Donald Trump ha bellamente risposto come in tempi non sospetti, durati decenni, le multinazionali americane abbiano investito pesantemente in infrastrutture petrolifere e che le nazionalizzazioni iniziate da Hugo Chavez, avrebbero tutto il sapore di una ruberia che va sanata. Punto.

Reazioni in Italia

No, non è delle reazioni politiche o diplomatiche che vogliamo parlare, quanto piuttosto di quelle della Comunità Venezuelana residente in Italia e per farlo, abbiamo cercato Lys Golia, socio fondatore e presidente nel primo mandato della “Casa Italo Venezuelana Nord Centro Sud“, costituita nel 2020 a Pove del Grappa, allo scopo di tenere le fila della diaspora venezuelana in Italia e inviare aiuti umanitari nel Paese d’origine.

Lys Golia è nata a Caracas nel 1962, è sposata in Italia ed è una imprenditrice di successo nel settore del commercio di abbigliamento. Essa ha famigliari in Italia ed in Venezuela e tramite l’Associazione, in questi anni ha tenuto costanti rapporti per aiutare il suo Paese natale.

Lys Golia, Casa Italo Venezuelana Nord Cento Sud

Chiediamo a Lys Golia: vi aspettavate quanto è successo?

“Per la verità dal punto di vista politico ce lo auguravamo ma eravamo molto scettici: questa accelerata consentirà di rendere ragione al presidente eletto il 28 luglio 2024, Edmondo Gonzales, elezione a fronte della quale Nicolàs Maduro ha fatto spallucce“.

Quanto al pretesto politico che coprirebbe gli interessi economici legati al petrolio, lei come la vede?

“Credo che sia più una strumentalizzazione, considerato che prima che Hugo Chavez andasse al potere ed avviasse le nazionalizzazioni, con Rafael Caldera gli investimenti americani in Venezuela erano ben accetti. Poi sono stati anni bui: l’ideologia ha portato solo fame, violenza e indotto alla fuga di milioni di persone. Dall’utopia alla dura realtà cui ci hanno obbligato, ce ne passa, o no?“.

“Ma ce lo ricordiamo come Chávez preparò il terreno a Maduro, indicandolo come suo erede politico? Certo, ancorché risicata e con denunce di irregolarità nei seggi, nel 2013 l’investitura gli venne data da una vittoria elettorale dopo la quale Maduro giurò come Presidente e – ereditando più che vincendo il mandato – promise di proseguire il progetto di Chávez, quello ideologico e quello di gestione dispotica del potere. Fino a ieri”.

Torniamo al vostro impegno, Lys?

“Certamente, noi abbiamo fatto attivismo dall’Italia e con il ricavato delle nostre raccolte fondi, mandavamo medicinali e materiale sanitario in Patria: ci siamo costituiti quando è partita l’emergenza Covid e i nostri ospedali avevano bisogno di tutto. L’impegno è stato costante e dura ancora”.

Nel video che segue, ecco la distribuzione di medicinali e di aiuti, coordinata in Venezuela da “Medici Uniti”.

Avevate dei referenti?

“Si, “Medici Uniti” ed in particolare il dottor Pedro Fernandez che per la distribuzione dei nostri aiuti umanitari è stato messo all’indice dal regime fino ad essere sequestrato nella clinica in cui lavorava ed incarcerato  il 20 ottobre 2025, qualche giorno dopo l’assegnazione del “Premio Nobel per la Pace” a Maria Corina Machado, motivo per il quale il dottor Fernandez aveva espresso pubblicamente la sua soddisfazione. Ritorsione? Fate voi: questo era ed è il clima in Venezuela”.

Chiediamo il rapido rilascio del dottor Pedro Fernández, così come di tutti i prigionieri politici”.

Il dottor Pedro Fernandez

Quindi non sarà una transizione facile..

“Tutt’altro. Tagliata la testa, la piovra in Venezuela ha pericolosi tentacoli: c’è un braccio terroristico, ci sono i Cartelli della droga, c’è Hamas, gli Hezbollah e gruppi paramilitari. Tutte queste forze sono state utili ad instaurare e mantenere il clima di terrore ed oggi sono pronte a contrastare il cambiamento con i loro mezzi. No, non sarà una transizione facile“.

Nel video che segue, troverete il Lys pensiero, sulla situazione venezuelana attuale:

 

Questione Trentini

Della vicenda Alberto Trentini, ovvero del nostro connazionale volontario, ancora in carcere pur dopo la recente liberazione di una novantina di prigionieri politici, cosa pensa?

Alberto Trentini

“Penso che la mancata liberazione possa essere legata, questa si, a rapporti diplomatici tra gli Stati: l’Italia non ha mai riconosciuto la presidenza di Nicolàs Maduro – né poteva difendere l’indifendibile – dopo le elezioni vinte da Edmondo Gonzales Urrutia nel 2024 e questa potrebbe essere la risposta: da dittatore, appunto”.