«Chiediamo, e in queste ore ad Ankara lo si ribadisce, un maggiore sforzo per la difesa e per l’autosufficienza europea. Ma aerei militari a batteria non ne conosco, né carri armati, né navi, né la logistica che movimenta i nostri mezzi e i nostri beni. Questa è la contraddizione che l’Europa continua a ignorare. La strategia per la bioeconomia, se declinata in un’ottica di neutralità tecnologica, deve mettere al centro anche il tema dei carburanti. Parliamo di biocarburanti prodotti in Europa, con materie prime europee e lavoratori europei, capaci di tenere insieme decarbonizzazione, sicurezza e occupazione. Gli scarti animali, gli scarti dell’agricoltura, il recupero di materie prime e seconde rappresentano un punto di partenza concreto per la nostra autonomia.»
Lo rileva nella giornata di mercoledì 8 luglio 2026 Elena Donazzan, eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr e vicepresidente della Commissione ITRE del Parlamento europeo, durante la sessione plenaria a Strasburgo.
Le critiche alla Commissione e il ruolo dei biocarburanti
«Il Commissario Roswall, rispondendo in plenaria, ha evocato l’autonomia strategica senza però dire una parola su come conciliarla con l’ideologia green: non si può invocare la difesa europea e allo stesso tempo penalizzare i carburanti che la rendono possibile. Un segnale importante è arrivato oggi dall’Eurocamera, che ha frenato la stretta sui biocarburanti a base di soia prevista per gli obiettivi green: il Parlamento dimostra oggi di avere più buonsenso della Commissione. Serve un approccio fondato sulla circolarità economica, garantito attraverso la bioeconomia, per difendere ciò che è realmente europeo».
L’esponente politica evidenzia così la necessità di una revisione pragmatica delle attuali normative comunitarie per non compromettere la logistica continentale.