Accoglienza diffusa

Emergenza manodopera: i richiedenti asilo possono essere una risorsa

Rigotto, presidente di Apindustria Confimi Vicenza:" In futuro il problema sarà uno: saremo in grado di produrre i nostri prodotti?"

Emergenza manodopera: i richiedenti asilo possono essere una risorsa
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Da qui l’invito lanciato da Apindustria Confimi Vicenza alla Prefettura, ma anche a quei soggetti che già operano per l’inserimento professionale e sociale dei richiedenti asilo

Emergenza manodopera: i richiedenti asilo possono essere una risorsa

Questo il tema dell’incontro avvenuto tra Apindustria Confimi Vicenza, Prefettura di Vicenza, Caritas di Vicenza e Archimede, con l’obiettivo di costruire un progetto in grado di rispondere alla carenza di personale per le aziende e allo stesso tempo creare percorsi di integrazione lavorativa e sociale per gli stranieri che arrivano nel territorio provinciale. Oltre a dare una risposta alle aziende del territorio circa le difficoltà sempre maggiori a reperire manodopera, attingendo al bacino dei richiedenti asilo nel nostro territorio provinciale con l’attivazione di percorsi di formazione ad hoc propedeutici all’integrazione lavorativa e sociale.

Denatalità, meno giovani attirati dai lavori manuali e in fuga: a rischio la produzione

È questa la proposta lanciata da Apindustria Confimi Vicenza che è stata al centro di un primo incontro esplorativo con la Prefettura di Vicenza, la Caritas di Vicenza e l’agenzia per il lavoro Archimede.

"Vent’anni di continua denatalità, un numero sempre minore di giovani che intraprendano percorsi professionali dove sia richiesta manualità, un elevato numero di giovani attratti da paesi esteri che sanno riconoscere più di noi le loro competenze, scarsa comunicazione delle PMI sull’attrattività dell’impresa manifatturiera, decreti flussi assolutamente insufficienti – elenca Mariano Rigotto, presidente di Apindustria Confimi Vicenza -. Tutto questo ha creato una situazione di tempesta perfetta e ci pone di fronte ad una riflessione: oggi e in futuro il vero problema non sarà più se saremo in grado di vendere i nostri prodotti, bensì se saremo in grado di produrli. Come Associazione siamo molto impegnati nell’orientamento scolastico, ma questo non basta, sia per i numeri della denatalità, sia perché comunque implica tempi lunghi, mentre abbia necessità urgente di personale".

Da qui l’invito lanciato da Apindustria Confimi Vicenza alla Prefettura, ma anche a quei soggetti che già operano per l’inserimento professionale e sociale dei richiedenti asilo o che lavorano ogni giorno per rispondere alle necessità di personale delle aziende, come l’agenzia per il lavoro Archimede.

L'idea: formare i richiedenti asilo che sono nel territorio

L’idea discussa è semplice in realtà - spiega il presidente Rigotto -: sfruttare il periodo in cui i richiedenti asilo restano nel nostro territorio per formali, su base volontaria, e quindi collocarli nelle nostre aziende, una volta ottenuto il permesso di soggiorno. Per la formazione si potrebbero utilizzare le strutture scolastiche in orario serale e le nostre aziende sono pronte a mettere a disposizione i propri tecnici come docenti. In questo modo riteniamo di poter formare delle professionalità che troverebbero immediatamente collocazione nei reparti di produzione e logistica delle aziende manifatturiere, risolvendo una criticità per il nostro sistema produttivo e allo stesso tempo mettendo in atto un progetto di grande valore etico e sociale"

Una proposta che ha subito trovato attenzione e disponibilità da parte di Caritas Diocesana Vicentina, che attraverso il servizio “Tirocini e lavoro” gestito dall’Associazione Diakonia Onlus è da tempo impegnata sul fronte dell’inserimento socio-lavorativo di persone che vivono in una situazione di marginalità.

"Nel 2022 il nostro servizio – sottolinea il direttore di Caritas Diocesana Vicentina, don Enrico Pajarin – ha incontrato 205 persone in cerca di occupazione, gestito 70 tirocini lavoro, ma soprattutto aiutato 50 persone ad ottenere un contratto. I progetti da noi fin qui avviati come ente accreditato per i Servizi al Lavoro presso la Regione del Veneto mirano proprio ad incrociare la domanda e l’offerta di manodopera. Ben venga, quindi, questa nuova proposta lanciata da Apindustria Confimi Vicenza, che trova sicuramente il nostro interessamento e apprezzamento".

Anche il prefetto di Vicenza si dice a favore:

"Al momento - ha osservato il Prefetto di Vicenza Salvatore Caccamo – nei centri di prima accoglienza di questa provincia sono presenti 673 richiedenti asilo e 454 sfollati provenienti dall’Ucraina. Nell’ambito di tali strutture, organizzate secondo il modello della “microaccoglienza” diffusa su tutto il territorio provinciale, viene garantito da parte degli enti gestori convenzionati con la Prefettura lo svolgimento di percorsi di alfabetizzazione e di formazione professionale degli ospiti, che possano consentire l’impiego di questi cittadini stranieri come manodopera all’interno delle aziende locali. L’impegno della Prefettura è anche rivolto a una maggiore sensibilizzazione nei confronti dei medesimi enti gestori, affinché essi possano tenere in considerazione le reali esigenze promananti dal mondo delle piccole e medie imprese per meglio calibrare le proprie attività formative. Ciò avviene anche attraverso lo sviluppo di specifiche progettualità già in essere, le quali prevedono il coinvolgimento di molteplici componenti attive nella gestione del fenomeno migratorio e sono tese a realizzare non solo la mera accoglienza dei richiedenti asilo ma anche il loro concreto inserimento nel mondo lavorativo in un’ottica di effettiva integrazione nel tessuto socio- economico».

 

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