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Cervelli in fuga: Il dovere di richiamare in patria i giovani talenti

Donazzan: "Il Veneto ha finanziato 14 progetti territoriali per attrarre giovani talenti, ma serve un cambio di narrazione".

Cervelli in fuga: Il dovere di richiamare in patria i giovani talenti
Economia Vicenza, 19 Dicembre 2019 ore 16:30

“Abbiamo il dovere di richiamare in Patria i giovani che hanno scelto di andare fuori, i cosiddetti ‘cervelli in fuga’. Quella all’estero può sicuramente essere un’esperienza da fare, perché è giusto che i nostri giovani migliori si confrontino con nuove sfide e nuove dinamiche, in una contaminazione continua che li porta ad una forte crescita personale: spetta poi all’amministrazione pubblica favorirne il rientro, per rendere ancor più competitiva il territorio e l’intera Nazione”.

Cervelli in fuga: Il dovere di richiamare in patria i giovani talenti

Questo il pensiero dell’assessore all’istruzione, formazione e lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan,. che oggi ha partecipato all’evento conclusivo del programma “INN Veneto” promosso per la prima volta dalla Regione per favorire la circolarità dei ‘cervelli’ e dei talenti.

Con uno stanziamento di 3 milioni di euro (fondi Fse), il programma “Inn-Veneto: cervelli che rientrano per il Veneto del futuro” ha consentito di finanziare 14 progetti, ha coinvolto 3 mila destinatari e ha messo in campo 55 borse di rientro per favorire la mobilità e 30 borse territoriali pagate per sostenere la permanenza dei ‘cervelli’ di rientro e favorire la circolarità delle intelligenze e delle idee.

Per la referente delle politiche regionali per la scuola, la formazione e l’università occorre cambiare ‘linguaggio e approccio’ rispetto al cosiddetto esodo dei giovani:

“L’Italia ha una grandissima capacità di competere all’estero – ha rimarcato Donazzan – con una esportazione che supera anche quella della Germania. Il Veneto, poi, vanta nel territorio le migliori imprese manifatturiere. Per anni, purtroppo, è stata raccontata una storia diversa, che siamo una nazione vecchia, dove non si può più fare impresa. In realtà, non è vero, non è così, perché in 935 mila prodotti l’Italia arriva a livelli d’eccellenza”.

Oltre ai primati ‘made in Italy’ nel manifatturiero, nell’agroalimentare e in alcune nicchie specifiche di ricerca e di alta tecnologia, Donazzan ha ricordato che

“L’Italia è la nazione con la più alta densità di bellezze al mondo e il nostro territorio ha straordinarie capacità di competere. Bisogna però investire nel capitale umano, come da anni sta facendo la Regione del Veneto”, ha avvertito.

“I 14 progetti finanziati – ha concluso – hanno dimostrato di poter contribuire a far crescere il nostro territorio, in termini di relazioni, di capacità di dialogo con il mondo esterno, e di coinvolgimento delle Università, il luogo per eccellenza dove si sfornano i nostri cervelli. Questa edizione del programma “Inn Veneto” si chiude, dunque, con importanti risultati che ci stimolano a proseguire in questa direzione”.