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Skanes Dansteater: la compagnia svedese in scena al Teatro al Castello “T.Gobbi”

In scena il 26 luglio alle 21.20 al Teatro al Castello “T.Gobbi” di Bassano l’inedito progetto che vede la compagnia svedese Skanes Dansteater impegnata in uno scambio di coreografi e coreografie con la compagnia nazionale coreana in: Korea Connection Project.

Skanes Dansteater: la compagnia svedese in scena al Teatro al Castello “T.Gobbi”
Cultura Bassano, 24 Luglio 2019 ore 14:30

Skanes Dansteater: la compagnia svedese in scena al Teatro al Castello “T.Gobbi”

Prima nazionale assoluta per un inedito incrocio tra est e ovest, tra la svedese Skånes Dansteater e la Korea National Contemporary Dance Company, protagoniste di un esclusivo scambio coreografico. In scena la compagnia svedese Skanes, con due creazioni: The longest distance between two points e Burnt Offering, entrambe in scena il 26 luglio alle 21.20 al Teatro al Castello “Tito Gobbi” di Bassano. Uno spettacolo inserito nel ricco cartellone di Operaestate Festival, in collaborazione con il Comune di Bassano del Grappa e le aziende partner.

La prima coreografia, The longest distance between two points, di Fernando Mélo da Skanes Dansteater, ha come punto di partenza la tendenza umana a dividere e ad organizzare le persone attraverso strutture definite, e al tempo stesso la capacità di superare i confini. Attraverso una composizione coreografica ispirata proprio al tema del confine, il lavoro esplora le barriere geografiche, fisiche e psicologiche, e l’estremo bisogno umano di contatto. Un tema apparentemente astratto, che proprio per questo, secondo il coreografo, trova la sua forza nella danza:

“guardare il movimento non è semplicemente un’interpretazione emotiva, ma piuttosto un’attività fisica e sensoriale. La danza offre un modo di esprimere la nostra immaginazione attraverso una forma diversa dal linguaggio parlato […] e trasmette, quindi, il vero significato del movimento che non può essere espresso a parole al pubblico”.

Il secondo titolo, Burnt Offering, prende il nome da un sacrificio religioso, dove l’offerta alla divinità viene bruciata sull’altare. Da questa immagine di riti religiosi lontani, prende il titolo la creazione della coreana Hyerim Jang, che pone sull’altare, come vittima sacrificale, il Tempo, che brucia costantemente e per questo è così importante per l’essere umano. E proprio per questa riflessione sull’importanza del tempo la coreografa decide di riprendere sulla scena le vite degli operai, travolti da ripetitive routine quotidiane e dal duro lavoro, fino alla perdita di significato delle loro stesse vite, un’alienazione invisibile e per questo ancora più pericolosa ed efficace. Il senso della loro vita viene quindi ricercato nel rito, trasposto qui in una forma modernizzata che unisce la danza Seungmu (danza tradizionale coreana, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità) ai ritmi tipici del lavoro manuale, ricreati attraverso diversi strumenti musicali e diversi ritmi.

A proposito del progetto di scambio Korea Connection Project i coreografi hanno condiviso il loro entusiasmo per un progetto che li mette alla prova, e allo stesso tempo ha arricchito sia loro stessi, sia i danzatori. Afferma Fernando Mélo, inviato in Corea dalla compagnia svedese:

“In quanto coreografo, sono affascinato dalla possibilità di una collaborazione che porti nuova ricerca e conoscenza al mio processo creativo. Sono grato per questa opportunità di condividere il mio lavoro con un pubblico nuovo, di lavorare con un gruppo di danzatori unico come quello della Korea National Contemporary Dance Company”.

Si concentra sui danzatori anche la coreana Hyerim Jang, che ha lavorato con Skanes Dansteater:

“I danzatori sono estremamente curiosi e fanno molte domande sui dettagli del lavoro. A volte, quando ho dovuto dedicare molto tempo per rispondere alle domande, mi sono lasciato trascinare dall’entusiasmo. Mi sono reso conto che, molte volte, la comunicazione e la comprensione sono religiosamente necessarie in un ambito in cui avviene uno scambio di diverse culture e danze”.