«Rom.a.ntica», il nuovo progetto di Degetto

Un insieme di collezioni realizzate su carte speciali che provengono dal Tibet, dal Nepal, dall'India, dal Giappone e dalla Cina e dalla Cartiera Favini.

«Rom.a.ntica», il nuovo progetto di Degetto
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«Rom.a.ntica», il nuovo progetto di Degetto

Qualche mese di meditazione dopo il successo della sua prima personale «Paesaggi dell'anima. I luoghi del Pensiero e della Creazione». L'esigenza di ritrovare la creatività persa nella frenesia dell'organizzazione, di allontanarsi dalla natura materiale del progetto concluso, avvicinandosi alla propria essenza. E dopo la meditazione, la ricerca, tra gli scaffali della biblioteca, un'idea che si fa largo e che diventa nuovo progetto. Samuele Degetto, pittore sperimentale rossanese, porta nel cuore il ricordo di due figure importanti nel suo percorso di vita, la zia e il nonno, ormai solo anime, ma capaci di riempire di nostalgia il suo cuore. A loro dedica «Rom.a.ntica», un insieme di collezioni realizzate su carte speciali che provengono dal Tibet, dal Nepal, dall'India, dal Giappone e dalla Cina e dalla Cartiera Favini, da sempre la preferita di questo artista eclettico, che nel momento esatto in cui sembra abbia trovato la sua dimensione, la stravolge, inventandosi strade nuove. Non teme l'incognita, anzi la ricerca. Cinque i temi che vorrà proporre: il mare, la danza, il circo, il giardino alchimista, l'Oriente. Filo conduttore di molte sue opere il ricamo. Complicate sovrapposizioni di perline, di coralli, di cristalli che sembrano realmente applicati e che invece sono disegnati a mano con 25 matite diverse. Un lavoro incredibile e certosino. Alla domanda, come mai «Rom.a.ntica», con i due puntini, risponde che è un rebus, un gioco di lettere interscambiabili.

«Roma naturalmente ha un nesso. E' una città che amo, la città che mi ha omaggiato con due premi importanti: Caffè Sospeso e il Premio Dionisiaco (patrocinato da Roma Capitale, dall'Università 3, dalla Regione Lazio e dalla Fondazione Centro Italiano di Cultura di New York), dove ho ricevuto una menzione d'onore ed una critica sulla mia opera “Piove. E io sto alla finestra a guardare”».

Le stanze di Villa Caffo Navarrini, ospiteranno i quadri di Samuele  e le scenografie di Renata Andolfatto, nota Visual Merchandising Director della zona. «Il mare» sarà ispirato a «Caruso» il famoso brano di Lucio Dalla; «La Danza» alle grandi etoile del balletto, da Martha Graham, a Pina Bausch, a Isadora Duncan, a Carla Fracci; «Il Circo» sarà la memoria di un mondo amato dal nonno, movimenti, costumi sfavillanti, spettacolo. E la figura del Clown, una maschera che nasconde un uomo, o forse una donna, una dualità che si ritroverà in certe sue donne androgine. Non esiste sesso nell'arte, l'artista non ha genere, trascende da una definizione. E poi «Il Giardino Alchimista», donne insetto, donne animale, un proseguo del Gabinetto delle Curiosità del lavoro precedente, Gamme Rouge. Infine «L'Oriente», un viaggio immaginario in Cina, Giappone, Pakistan, India e Arabia, la regalità degli abiti e dei tessuti, donne guerriere che combattono per affermare la loro parità con l'uomo. E la poesia, da sempre un connubio amato da Degetto, per la cui realizzazione ha richiesto l'opera della poetessa Antonella Pederiva, con la quale già annovera una collaborazione letteraria.

«Condivisione», spiega Degetto «sarà questa la parola chiave. Anche stavolta Monica Gastaldello, la creativa che aveva realizzato una collana da una mia opera, creerà un gioiello e un abito. Il lavoro è ancora lungo, ma vi assicuro che in primavera sarò pronto ad offrire ai visitatori il meglio di me».

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