L'opera "Orfeo ed Euridice" di Gluck arriva al teatro Gobbi

Va in scena il 14 luglio alle 21.20 al Teatro al Castello “Tito Gobbi” di Bassano del Grappa l’opera di Gluck Orfeo ed Euridice, con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal Maestro Marco Angius.

L'opera "Orfeo ed Euridice" di Gluck arriva al teatro Gobbi
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L'opera "Orfeo ed Euridice" di Gluck arriva al teatro Gobbi

Il primo spettacolo di Operaestate ad essere accolto sul palcoscenico del Teatro al Castello “Tito Gobbi” di Bassano, il 14 luglio alle ore 21.20, è un’opera mai rappresentata prima al festival: Orfeo ed Euridice, con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal Maestro Marco Angius, che ha appena debuttato (venerdì 12 ) a Padova, co produttrice insieme alla città di Bassano di questa nuova Opera.  Un evento inserito nel ricco cartellone di Operaestate, il Festival promosso dalla città di Bassano del Grappa in collaborazione con i partner e le aziende parte degli amici del festival.
Acclamato fin dalla prima viennese del 1762, Orfeo ed Euridice non è solo il capolavoro di Gluck, è anche l’opera che nel Settecento rivoluzionò il teatro musicale, richiamando tutto al servizio del dramma rappresentato. Un’opera capace di conquistare anche il pubblico di oggi, sia per la vicenda - la sfortunata storia d’amore tra Orfeo e Euridice - che per la partitura, che sintetizza diverse tradizioni musicali europee, e infine anche per il libretto, che esalta l’umanità dei protagonisti e la forza del loro sentimento.
Questa nuova produzione si ispira proprio all’originale di Gluck, ma non dimentica la sua importanza nella storia della musica europea, e i numerosi rimaneggiamenti subìti, o le partiture ad essa ispirate. È per questo che il Maestro Angius decide di sostituire l’ouverture originale dell’Orfeo con l’Orpheus di Berlioz, datato 1859; ma anche di sorprendere il pubblico con un brano estremamente contemporaneo: la seconda Sequenza di Berio (1963), grande estimatore dell’Orfeo monteverdiano, scelta per rappresentare l’infallibile arpa di Orfeo che fallisce, davanti a un miracolo che forse non avverrà mai (il ritorno di Euridice in vita).
“Quando Orfeo tenta di suicidarsi di fronte alla seconda morte d’Euridice – spiega Angius -  fermato in extremis da un Amore sornione e manipolatore, ci sembra d’intravvedere la crisi in cui piomba l’arte […] Ho così immaginato che Orfeo provi a riaccordare ancora una volta la sua arpa/lira magica con cui aveva ammansito le belve infernali ma che lo strumento s’inceppi”.
Gli innesti da altre opere non erano una novità nemmeno all’epoca, data la brevità dell’Orfeo ed Euridice (circa 90 minuti): ed ecco quindi inserirsi (subito dopo la prima scena del secondo atto, quando Orfeo trionfa sugli spiriti infernali grazie alla sua arte canora) anche la nota Danza delle Furie del balletto Don Juan (1761), eseguita dalla Compagnia Lubbert Das diretta da Nicoletta Cabassi.
Il cast della serata vedrà nel ruolo di Orfeo Laura Polverelli, uno dei mezzosoprani più acclamati della sua generazione, affiancata da Michela Antenucci (Euridice) e dalla giovanissima Veronica Granatiero (Amore), mentre il coro Iris Ensemble sarà preparato da Marina Malavasi.

E sul perché quest’opera sia ancora così attuale e importante, quando apparentemente è la storia di un amore sfortunato, con un eroe lasciato nel dubbio e una protagonista sfuggente, Angius aggiunge: “Orfeo ed Euridice di Gluck non è un’opera lirica in senso tradizionale. È un’azione teatrale, un teatro per musica, dove converge il mito di Orfeo, che è il simbolo dell’artista, e anche il simbolo del rapporto tra l’arte e la società. Orfeo è l’artista di oggi che si rapporta al nostro presente e tenta con la sua lira, con il suo canto, di salvare l’umanità o, almeno, di cambiarla in meglio.”

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