Cultura

La musica meditativa di Katy Marcante

«Porta le persone ad uno stato di rilassamento, che si prende cura dell’essere umano perché utilizza frequenze che aiutano l’equilibrio interiore».

La musica meditativa di Katy Marcante
Cultura Bassano, 28 Giugno 2019 ore 11:00

La musica meditativa di Katy Marcante

«Lungo il percorso del cammino di Santiago, mi imbattei in una chiesetta. Una piccola chiesetta dallo stile romanico, poco illuminata. Nella semplicità di quel luogo, l’acustica era perfetta. Così mi misi a cantare, come al mio solito. Entravo spesso nelle chiese vuote e cantavo. Una luce si accese ed illuminò il buio circostante. Presi paura. Non appena mi girai, vidi un tumulto di persone che mi stavano ascoltando».

Alcuni avvenimenti nel proprio percorso di vita, sembrano regalarci un segno. Quel segno era giunto a Katy Marcante, lungo il cammino di Santiago. Un gesto, quello della folla in ascolto, che andava a sommarsi a tanti piccoli eventi che stavano prendendo forma pian piano nella sua vita. Katy Marcante ha iniziato a cantare 22-23 anni fa. Da autodidatta si è inoltrata in vari generi: dal rock blue al jazz e al funky. Fino alla musica meditativa. E quel viaggio a Santiago le ha permesso di raggiungere una consapevolezza maggiore ed avvicinarsi a una musica che andasse a toccare le corde dell’anima. Da questo incontro realizza l’attività «Il Benessere Dal Suono», nata dall’esperienza di meditazione con l’unione del Canto ispirato e dei suoni provenienti da antichi strumenti.
Katy, racconta di come si è realizzato l’incontro con la musica meditativa.

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«Mi sono avvicinata alla musica meditativa dalla necessità di esprimere la musica che ho dentro. Ciò avveniva ed avviene quando entro nelle chiese vuote e canto quel che sento. È bellissimo. Poi durante il cammino di Santiago, sono entrata in questa chiesetta romanica, semplice ed abbastanza buia ma con un’acustica spettacolare. Accorgermi delle persone che mi stavano ascoltando mi ha commosso. Un signore americano mi ha chiesto se potevo cantare per lui. E ho cantato quello che io sentivo. Ci siamo commossi entrambi a fine canto. È stata una crescita di consapevolezza. La mia musica che va a toccare le corde dell’anima».

Che cos’è la musica meditativa?

«L’espressione della mia più profonda essenza. È una musica che porta le persone ad uno stato di rilassamento, che si prende cura dell’essere umano perché utilizza frequenze, melodie e tonalità che aiutano a riappropriarsi di un equilibrio interiore. Ne esiste di vari generi e tipi. Si sente parlare molto di musica a 432 hertz. In parte utilizzo anch’io quest’accordatura che aiuta l’essere umano a ristabilire un equilibrio legato alla sua fisiologia e naturalezza. Mi aiuto anche con strumenti musicali quali campane tibetane, tamburo oceanico, tamburo sciamanico, Sruti Box, monocordium. Mi occupo anche di musica evocativa etnica. Tendenzialmente organizzo sessioni di meditazioni sonore, sedute di gruppo o individuali, dove le persone ricevono i suoni di strumenti e il mio canto e trovano beneficio in quanto si rilassano ed entrano in uno stato di calma interiore. Insieme alle Pleiadi, il mio gruppo, facciamo musica evocativa etnica. Evocativa in quanto evoca sonorità di altri paesi ed etnica in quanto si utilizzano strumenti provenienti da varie zone del mondo. Poi collaboro con un chitarrista e con lui faccio musica jazz e swing. Insieme a miei amici, che sono anche guide escursionistiche, organizziamo passeggiate nei boschi e lungo il cammino realizzo degli inframezzi musicali per ristabilire un contatto tra natura e essere umano».

Come ti prepari alle sessioni di musica meditativa?

«Innanzitutto devo star bene io per fa star bene gli altri. Quindi prima di concerti o sessioni di meditazione faccio pratiche quali Thetahealing, che mi ha aiutato molto».

Quali sono i prossimi progetti?

«Due sono i progetti principali: realizzare un cd musicale con vari artisti e inoltre, sto studiando per diventare musicoterapista e portare la musica presso strutture sanitarie».

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