La Clownterapia di Paolo Rossi: 18 anni di attività

Tanti anni di esperienza nel mondo dei sorrisi e del divertimento: ricordi, emozioni e avventure che non si possono riassumere a parole.

La Clownterapia di Paolo Rossi: 18 anni di attività
Cultura Bassano, 04 Luglio 2019 ore 09:31

La Clownterapia di Paolo Rossi: 18 anni di attività

Paolo Rossi all’anagrafe. Principe Paolino per il mondo delle meraviglie che da 18 anni ad oggi si è costruito. Un piccolo universo composto da trampoli, nasi rossi e tanti sorrisi. Sorrisi che il Principe Paolino dona alla gente, grande e piccina, lungo le corsie degli ospedali con il gruppo di clownterapia, agli spettacoli di magia, per strada, con la giocoleria. 18 anni di esperienza sono tanti, troppi da raccontare e da descrivere a parole. Troppe sono le emozioni vissute da Paolo e raccolte dietro semplici gesta e sguardi di persone conosciute per strada.

Paolo, raccontaci di te e di Principe Paolino.

«Principe Paolino è nato 18 anni fa, il 24 giugno 2001, quando ci fu la mia prima apparizione con i trampoli nel paese dove abito prima di trasferirmi qui a Villaraspa. In realtà un po’ di colpa l'ha avuta il mio amico parrucchiere Luca che da anni mi spronava e mi diceva che dovevo fare qualcosa, visto il mio spirito goliardico. Nel 2000, appena lasciato dalla fidanzata, mi sono buttato in avventure che mi facevano stare bene. Ho conosciuto Adriano che mi ha introdotto al mondo dei trampoli. Con un altro amico, Giuseppe, ce li siamo costruiti, così il 24 giugno 2001 abbiamo fatto la nostra prima apparizione con i trampoli al centro del paese. Da quel momento ho iniziato a frequentare un gruppo di ragazzi che per divertimento si allenavano a Vicenza e ho imparato le basi di giocoleria e di clowneria ed infine con ho conosciuto un gruppo volontario di clownterapia. Ma la cosa che mi ha profondamente dato molto è stata la conoscenza del Club magico Emilia Romagna, la mia scuola di magia che per un anno ho frequentato».

C'è un episodio o un ricordo maggiore che hai a cuore in questi 18 anni?

«Ci sono davvero molti ricordi e numerosi episodi che porto nel cuore, ognuno con il proprio valore. Sono uno dei fondatori della prima Ambulaclown, insieme al mitico clown Margherito. Ho conosciuto molte belle persone nell’arco di questi 18 anni: i ragazzi e organizzatori dei “parchi del sorriso” del Rotary, la famiglia circense dei Cavedo che mi ha pseudo adottato come un figlio/fratello, realizzando il sogno di esibirmi nella sala Nervi, i volontari clown, l’esibizione in trampoli all'udienza con Papa Giovanni Paolo II. Un altro posto favoloso in cui ho lavorato è il Bosco Magico».

Senti di essere cambiato attraverso quest'esperienza?

«Non lo so se sono cambiato! Adoro ancora divertirmi come un bambino e finché mi diverto, difficile che cambi, però vivo alla giornata e ogni giorno è un nuovo giorno».

A 18 anni di distanza, cosa puoi dire di quest'esperienza?

«Cavoli! Sono diciotto anni di sacrifici, facendo qualcosa che mi piace! Forse potevo farmi una famiglia ma certamente dovevo trovare una persona che ami il mondo dello spettacolo. Non tornerei indietro, spero di continuare a divertirmi».