Il messaggio del coro Elikya ai cuori in ascolto

Non solo parole, ma messaggi importanti per ogni uomo, quelli testimoniati dai canti e dalla musica proposti nello straordinario concerto.

Il messaggio del coro Elikya ai cuori in ascolto
Cultura , 28 Maggio 2019 ore 10:00

Il messaggio del coro Elikya ai cuori in ascolto

Il ritmo nelle vene e la musica nel sangue. Un fuoco improvviso divampato in tutti gli animi delle persone presenti nella navata della chiesa parrocchiale di S. Giustina di Solagna. Non importa che fossero giovani o anziani, tutti avevano una parte del corpo che si muoveva in modo automatico, una danza dello spirito. Questo è ciò che è accaduto lo scorso sabato 18 maggio alla presenza del Coro Elikya, che ha tenuto un concerto davvero unico. L’Unità Pastorale «Medio Brenta», formata dalle località di Solagna, San Nazario, Campese e Campolongo sul Brenta, a conclusione dell’anno pastorale assieme alla Mensa di Solidarietà, alla Caritas, ai catechisti e agli animatori, i consigli pastorali ha infatti proposto uno spettacolo straordinario di cultura e solidarietà. Si trattava, infatti, di un coro multietnico, che ha presentato al pubblico numerosi canti, in varie lingue, accompagnati da una musica travolgente, con percussioni e melodie interessanti e provenienti da tutto il mondo. Tanti generi mischiati assieme in uno stile unico. L’originale formazione del gruppo conta circa una sessantina di figure. Sebbene a Solagna ne fosse arrivata soltanto una piccola rappresentanza, questa ha saputo, tuttavia, avere la forza di mille voci. Dopo una breve introduzione e un saluto di benvenuto da parte del parroco Don Massimo, il presidente dell’associazione Elikya Faustin Ntsama ha illustrato le attività e le finalità del gruppo, che viaggia per l’Italia a dare testimonianza di fede, pace, speranza e fratellanza. Si tratta, infatti, di una realtà cristiana di giovani di diverse età, culture e confessioni differenti, aperta allo scambio interreligioso, accomunati dalla grande passione per la musica. L’associazione è stata così in grado di offrire alla comunità del paese un’occasione di crescita personale, famigliare e sociale, educando e sensibilizzando ai valori della fratellanza e dell’integrazione. Grande merito del successo avuto è da attribuire al maestro Raymond Bahati, che con il suo carisma e la sua empatia è stato in grado di coinvolgere il pubblico nel canto e nella danza, un modo diverso per parlare con l’Altissimo e pregare assieme. Ogni canzone è stata accompagnata da un’opportuna spiegazione, che preparava i cuori all’ascolto. Pertanto, non si può assolutamente dire che sia stata una serata comune con la presenza di un coro. Ma piuttosto, è da affermare che tutti coloro che hanno assistito a quelle ore di musica siano tornati a casa arricchiti, custodendo nell’animo un messaggio prezioso. Alla fine del concerto, la comunità solagnese ha deciso di fare un dono al coro, ossia una pianta di ulivo addobbata da parole che racchiudono significati importanti per ogni credente. La stessa pianta, però, ha rappresentato una testimonianza, quella di pace, ma anche quella di amicizia che si spera cresca tra le due realtà e che venga coltivata nei prossimi anni.