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«Il giro del mondo in poltrona» al Salone Nobile con Jacek Pałkiewicz

Il 77enne di origine polacca è noto per la scoperta delle fonti del Rio delle Amazzoni, oltre che per aver scritto più di trenta libri che documentano le sue avventure.

«Il giro del mondo in poltrona» al Salone Nobile con Jacek Pałkiewicz
Cultura Bassano, 06 Ottobre 2019 ore 18:30

«Il giro del mondo in poltrona» al Salone Nobile con Jacek Pałkiewicz

Una serata di grandi emozioni, un viaggio per conoscere i posti più remoti della Terra attraverso racconti e diapositive di chi quei luoghi li ha visti con i propri occhi, vissuti in prima persona e, in alcuni casi, addirittura scoperti e resi noti al mondo intero. Il Salone Nobile di Villa Morosini Cappello ha ospitato un evento che ha fatto fare il «giro del Mondo in poltrona» alla folla di persone presenti. Guida di questo insolito viaggio è stato Jacek Pałkiewicz , giornalista, esploratore e membro della prestigiosa Royal Geographical Society di Londra.

Il 77enne di origine polacca è noto per la scoperta delle fonti del Rio delle Amazzoni, oltre che per aver scritto più di trenta libri che documentano le sue avventure. Esperto di sopravvivenza in condizioni estreme, Pałkiewicz ha ripercorso i suoi viaggi più belli, alla scoperta degli angoli più affascinanti del Pianeta attraverso racconti e diapositive.

«La mia passione per l’avventura è nata semplicemente. Avevo sei anni e mia madre e mia zia mi leggevano moltissimi libri di avventura, tutti quelli che riuscivano a trovare in biblioteca. Io ascoltavo con il dito sul mappamondo, cercando Paesi dai nomi esotici. Così, quando ancora non frequentavo la scuola, avevo già imparato a conoscere tutti i Paesi del Mondo. Quando venivano ospiti a casa, capitava mi chiedessero “Cosa vuoi fare da grande?” ed io, senza esitazioni, rispondevo che avrei fatto il viaggiatore. E così è stato, anche se il mio primo viaggio è arrivato tardi. Ai miei tempi c’era ancora il Muro di Berlino, le frontiere chiuse e non c’erano passaporti. Era tutto più complicato. Il mio lavoro di giornalista mi portava a viaggiare, ma solo nei Paesi comunisti: Ungheria, Bulgaria, Cecoslovacchia. Il mio sogno si spingeva molto più lontano e non potevo sopportare l’idea di non riuscire ad andare al di là di quel Muro. Tentai di oltrepassarlo diverse volte, al primo tentativo mi beccarono e feci qualche settimana di galera. Con un pizzico d’esperienza, alla fine, ce la feci: avevo 31 anni e oltrepassai il Muro di Berlino. Quando mi trovai dall’altra parte mi sentii come se tutto il Mondo mi appartenesse. In Italia avevo degli amici, quindi decisi di venire a Sandrigo, dove conobbi la mia futura moglie, la pittrice Linda Vernola. Ho messo qui le mie radici e poco dopo ho avuto la cittadinanza italiana, il passaporto europeo e finalmente ho potuto viaggiare da persona libera. All’inizio, però, non avevo neanche un soldo: ho lavorato come scaricatore di bevande a Riccione d’estate, come barman e ho messo da parte qualcosa. Poi, ho fatto l’esame al consolato liberiano di Genova, per ottenere la patente di Secondo Ufficiale della Marina Mercantile e così, per due anni, ho girato tutto il Mondo. Nel frattempo ho iniziato a lavorare per alcune testate giornalistiche, come “Gente”, “Famiglia Cristiana” e altre. Dopo qualche anno sono entrato al “Corriere della Sera”, dove per dodici anni ho scritto i miei reportage. Il viaggio che porto nel cuore è la traversata dell’Atlantico in solitaria, per 44 giorni su una lancia di salvataggio. L’ho fatto nel 1975 e tutti ne parlavano, in Italia ed in Europa: era la prima volta che qualcuno affrontava un’impresa del genere».

La serata ha avuto il patrocinio del Comune di Cartigliano e del Comune di Cassola.

«È davvero un piacere e motivo d’orgoglio aver ospitato Jacek Pałkiewicz a Cartigliano», commenta il primo cittadino cartiglianese Germano Racchella. «Serate come questa, in cui i cittadini possono incontrare personaggi di rilievo sono un’occasione di crescita. Cartigliano è da sempre legata al concetto di natura e di bellezze paesaggistiche, quindi penso che non ci sarebbe potuto essere teatro più adatto della nostra Villa per ospitare un evento così».