«Alla Corte», l’evoluzione del turismo in 90 anni

Roberto Astuni racconta la storia di una realtà che fin dalla sua nascita è stata simbolo della città, luogo di aggregazione per il bassanese.

«Alla Corte», l’evoluzione del turismo in 90 anni
Cultura Bassano, 26 Giugno 2019 ore 14:40

«Alla Corte», l’evoluzione del turismo in 90 anni

Un tempo che scorre e che viene catturato dalle mura e dall'atmosfera di quei locali storici che nel nostro territorio bassanese si propongono di mantenere salde e vive le tradizioni e i costumi, diventando simbolo della città. «Hotel Alla Corte», inserito nei locali storici del Veneto, può vantare di aver visto fiorire ben 90 primavere e di essere diventato un’identità della zona. A raccontarci dell'evoluzione dello storico locale è Roberto Astuni.

«Il locale, fin dalla sua nascita, ben 90 anni fa, è sempre stato punto di ritrovo, di aggregazione e coincideva con la classica passeggiata che il bassanese si dilettava a fare nelle giornate di festa, una sorta di gita fuori dalle porte di Bassano», racconta Astuni.

La vita del locale è sempre stata in evoluzione: dalla prima famiglia storica è stato acquistato nel 2000 da un imprenditore locale, fino ad arrivare nel 2010 con questa nuova gestione.

«Nel 2010 c'è stata una prima fase di ristrutturazione e poi la riapertura con una visione più moderna e più incentrata sulla valorizzazione del territorio e del suo turismo. Un desiderio concreto di fare accoglienza al visitatore che trascorre a Bassano del Grappa le sue vacanze e che ha la possibilità così di scoprire non solo la nostra città, ma tutte le altre che fanno parte del nostro territorio, un museo a cielo aperto. Una parte dell'hotel è stata adibita a Bike Hotel: moltissimi stranieri ci raggiungono entusiasti di poter pedalare sulle nostre zone che mettono a disposizione percorsi per tutte le tipologie di appassionati per le due ruote. Abbiamo creato sinergie con il territorio creando dei pacchetti che permettono, insieme a guide certificate, di scoprire il panorama, non solo a livello sportivo ma anche a livello turistico. In primo piano sempre il territorio e ciò che ci circonda, dal cibo agli arredi: tutto deve ricordare ciò che siamo, la nostra identità».

All'interno dell'hotel Alla Corte c'è il Ristorante Sant'Eusebio, ispirato nell'aspetto e nella sostanza alla semplicità dell'antica pieve di Sant'Eusebio, «Un gusto semplice che ha in sé il fascino di un angolo di Italia che non ti aspetti, ma che ti sa conquistare con la sua bellezza genuina e austera. Una tradizione secolare, vicina al territorio e attenta alla stagionalità».

Una ristrutturazione completa anche nella struttura per adeguarsi in modo puntuale ed attento alle esigenze del cliente. Un'attenzione particolare alla comunicazione per riuscire a trasmettere la passione per l'accoglienza e per fare in modo che ogni ospite si senti parte dell'atmosfera della nostra Bassano come se ci abitasse da sempre.

«Quello che ho cercato fin dall'inizio di mettere in pratica è stato quello di coinvolgere tutti in un progetto che creasse sinergia per fare in modo che il territorio potesse essere valorizzato. Come con il Marchio d'Area Territori del Brenta: un gruppo di comuni, una ventina, che si promuovono sotto un unico marchio e una sola identità. Bassano per la sua conformazione ha la necessità di fare rete e purtroppo non esiste in nessun scaffale turistico di agenzie. L'unico pacchetto che esiste su Bassano è quello che proponiamo noi, legato al mondo delle bici. L'obiettivo è quello di rendere il più possibile attrattivo il territorio, riconoscendo le eccellenze che abbiamo senza che ognuna perda la sua identità».

Da dove inizia la sua passione per il l'accoglienza?

«Nasco da una famiglia di ristoratori. Va a mio nonno Alfredo, che aveva un locale qui a Bassano del Grappa, la mia passione per questo mondo. Fin da ragazzino nei fine settimana lavoravo da mio nonno: il regalo più bello è stato un papillon nero per andare a servire in sala: mi sentivo al posto giusto e fiero, con questa farfallina nera al collo. Mio nonno mi ha sempre trasmesso il piacere dell'accoglienza, stare con le persone e capirne i bisogni. Un amore che dura una vita».