Cultura

Alessandra Vanin, la donna sulla bici storica

"Sono una ciclostorica da 9 anni, cioè pedalo per l'Italia per promuovere il ciclismo storico in ogni territorio del nostro Paese".

Alessandra Vanin, la donna sulla bici storica
Cultura Bassano, 06 Aprile 2019 ore 09:00

Alessandra Sara Vanin, un nome, una donna, una potenza. Dopo una vita vissuta in dipendenza dalle grandi aziende in cui lavorava si è ritrovata senza la sua mansione ed è stato il momento della svolta. «Sono una ciclostorica da 9 anni, cioè pedalo per l'Italia per promuovere il ciclismo storico, ogni città oramai crea un evento perché portiamo in un weekend un’entrata di turismo, con cui riempiamo b&b, ristoranti, pizzerie, alberghi, bar. Poi le piazze e le vie diventano palcoscenico di una sfilata colorata di bici storiche».

Alessandra Vanin, la donna sulla bici storica

La sua forza di volontà è il vento che spinge le vele della sua professione, che può essere mossa solo da un forte soffio della passione. Quella che viene dal profondo dell'anima e che non si può scacciare in alcun modo.

Che tipo di eventi organizza?

«Organizzo due tipi di eventi con due diverse tipologie di abbigliamento e biciclette. Le tweed ride o pedalate in stile e le ciclostoriche ovvero pedalate con maglie in lana e bici da corsa. Il mio obiettivo è quello di promuovere questo movimento di biciclette storiche in tutte le sue forme, mostre, sfilate, organizzare eventi e promuovere il turismo».

Bassano Bike Vintage, che cos’è?

«E’ il terzo anno che organizzo la Bassano Bike Vintage a Bassano del Grappa. In due giorni due pedalate diverse, il sabato pedalata d'epoca in eleganza per le vie e le piazze e la domenica la pedalata con biciclette da corsa storiche che partono dagli anni ‘10 fino a arrivare agli anni ‘70».

Quando ha incontrato per la prima volta la bicicletta?

«Fin da piccola mi ero sempre spostata sulle due ruote, ma a 18 anni avevo iniziato a pedalare con la mountain bike per un gruppo di Marostica. Purtroppo poi mi hanno diagnosticato una tromboflebite e ho dovuto lasciare questo mondo. Le operazioni sono state tante e ho trovato la soluzione solo dopo molto tempo».

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Si è mai affacciata al mondo della beneficenza?

«Ho partecipato a eventi per scopi umanitari e per solidarietà come nel dicembre del 2016 ho pedalato per i terremotati di Norcia, con il ghiaccio e con una bicicletta storica Wilier triestina, ma la gioia era nel dimostrare che la forza e la tenacia alla fine premia. Ero l’unica persona del Veneto e donna: un’impresa difficile con il ghiaccio ma lo scopo della pedalata, in cui eravamo in 80 persone, era con l'iscrizione di portare 4 case in legno nei luoghi chiusi al traffico per pericolosità del terremoto con professionisti in bicicletta per guidare poi i turisti, il tutto accompagnati e supportati dalla polizia di Norcia. A Luglio poi farò una pedalata sociale per l’Africa».

Lei è presente anche a varie fiere?

«Sì, sono presente come comparsata e ospitata. L’1, il 2 e il 3 febbraio per la prima volta mi hanno invitato ad avere uno stand per esporre la mia vita, cioè tutto quello che faccio per il ciclismo storico ed è stato un successo! Tanto che il giorno dopo avevo un articolo sul “Mattino” di Padova, interviste di una rete che collabora con la fiera e da lì si è aperto un altro paragrafo, ossia quello di esporre la mia vita. Sarò quindi presente il 7 aprile a Padova alla festa della bicicletta come mio stand, invitata dal comune».

Nella sua vita ha fatto anche parte di tanti altri progetti.

«Lo scorso 4 marzo a Roma al Coni è stato promosso un libro dal presidente Malagò ed io ero presente. All’interno della pubblicazione c’è un mio articolo “il ponte degli alpini e il campionissimo” e il racconto parla dei miei inizi da ciclista, l'amato Ponte Vecchio e il velodromo Mercante in occasione del centenario di Fausto Coppi. Ho anche fatto parte di un film intitolato “Anima Alpina” in cui sono la postina del fine guerra in sella alla mia bicicletta. Senza dimenticare la partecipazione al primo film che è stato prodotto 4 anni fa a Castellania sempre in memoria di Fausto Coppi chiamato “Il segreto della Pedona”. Ho anche inaugurato 4 anni fa una scuola a Perugia, il cui progetto eran quello di aiutare i ragazzi nel mondo del lavoro, infatti nei 3 anni hanno integrato con un corso di meccanica per bici storiche e usciranno con un diploma specializzato. Il giorno 28 marzo sarò a Perugia per una nuova conferenza».

Come si sente in questo momento della sua vita?

«Sono consapevole del fatto che sono stata in grado di riprendere in mano la mia vita quando tutto sembrava cadermi addosso, mi sono rimessa in gioco. Ho iniziato questo percorso lavorativo 9 anni fa, ora ho 50 anni e un’energia vitale di una ventenne, che mi porterà lontano. Basta crederci».