LINEE GUIDA DA DEFINIRE

Zaia attacca: “Germania apre con Austria e non con Italia? Offensivo”

Si discute ancora delle linee guida Inail da applicare: proposta aperta del Presidente della Regione che verrà valutata da Conte.

Zaia attacca: “Germania apre con Austria e non con Italia? Offensivo”
Vicenza, 15 Maggio 2020 ore 15:06

Riaprire si, ma in fretta e in sicurezza: ecco i punti toccati nella conferenza stampa di oggi, 15 maggio 2020.

Il bollettino aggiornato

Sono 485.906 i tamponi effettuati (+11mila rispetto a ieri), i positivi sono 18.889 (+44), in isolamento 4259 persone (-177), ricoverati 644 (-41) di cui 311 positivi e il resto si sono negativizzati. Le terapie intensive sono 54 (-8), di cui 24 positivi e il resto negativi. Dimessi 3.142 (+40), morti 1299 in ospedale su un totale di 1.762. Nati 71.

Ancora in dubbio per le linee guida

“Appena conclusa la video conferenza con Conte, Speranza e Boccia: il governo intende portare avanti due provvedimenti: un decreto e un dpcm. C’è intendimento per stabilire delle date per l’apertura di spiagge, bar e ristoranti alle quali le Regioni autonomamente possono derogare, anticipando le aperture. Il provvedimento, come annunciato, permette di applicare linee guida regionali, fatto salvo il rispetto di quelle nazionali. Bisogna trovare una soluzione di natura legislativa: non ho mai presentato ufficialmente delle linee guida che non diamo perché è inutile fare una trattativa. Abbiamo da giorni le linee guida, abbiamo cercato di allinearle con quello che è venuto fuori dalle categorie già un mese fa. L’azione di confronto vada nella direzione di capire che le linee guida Inail sono sicuramente un riferimento ma non devono rendere le linee regionali inutili. Siccome vogliamo aprire, lo vogliamo fare in maniera serena, senza mettere nei guai i nostri lavoratori. Parti sociali e datori di lavoro, nel tavolo di Palazzo Chigi, hanno fatto le linee guida per gli ambienti di lavoro dove si stabilisce che la distanza di un metro permette ai lavoratori di non portare la mascherina. Cinque metri in spiaggia e un metro in fabbrica è un ragionamento che non sta in piedi: le linee guida Inail devono essere tali, senza stabilire metri e centimetri. Le nostre linee guida, punto per punto, hanno tutto ma è fondamentale fare l’ultimo passo in più. Tutto dipende da come verrà scritto il decreto che regola questa visione. Le linee guida devono essere dei riferimenti e non dei dettami da cui non si possa uscire.”

Le garanzie per modificare le linee Inail

La proposta di Zaia è la seguente:

“La via d’uscita migliore non è dire che le Regioni dovranno applicare delle linee guida regionali rispettose di quelle nazionali ma che le regioni applicano le linee dei loro dipartimenti di prevenzione e quelle Inail nazionali nel momento in cui non hanno quelle regionali. La proposta verrà valutata e permetterebbe di andare più veloci. Io voglio evitare che si crei l’effetto “avanti tutti e poi indietro tutta”: ho detto al presidente del Consiglio di metterci in condizione di parlare in tempi ragionevoli con i nostri cittadini.”

Tante spese per i parrucchieri ma “si semplifica in sicurezza”

Si semplifica in sicurezza, alcune cose non sono derogabili. Alcuni anni fa non esistevano gli ultravioletti e la sanificazione: adesso, abbiamo un virus che impone delle regole sanitarie di base. Sta cambiando in mondo ma sappiamo che parrucchieri e barbieri sono sempre stati attenti da questo punto di vista. Loro sono già sul pezzo.

Riaprono anche i grest, per andare incontro ai genitori che hanno ripreso a lavorare. Ci sono le risorse per finanziarli e l’idea è anche qui di riaprire il prima possibile.

La riapertura dei confini

Dal 3 giugno, si potrà circolare da nord a sud: a questo punto, qualora si volesse iniziare a girare, non ci saranno più regioni ad alto o a basso rischio? C’è molta confusione e il tempo stringe.

“E’ vero che mancano ancora 15 giorni e la situazione può esplodere, nel bene o nel male. La vera preoccupazione restano gli assembramenti, il rischio sottovalutato e non vorrei trovarmi davanti a dei focolai con la solita chiamata di popolo che dice che sapevamo che era rischioso: si parli ora o mai più. Se non si rispettano le regole, la reinfezione ci sarà. Resta una responsabilità individuale. Se leggo che la Germania riapre con l’Austria e non con l’Italia lo trovo offensivo: non siamo appestati.”

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