Guardia di finanza

Vendita di pellet irregolare, 25 tonnellate di prodotto sequestrate in un capannone a Cassola

Risalendo la “filiera”, le Fiamme Gialle hanno controllato la società distributrice della merce, con sede a Cassola, sequestrando altre 25 tonnellate di prodotto.

Vendita di pellet irregolare, 25 tonnellate di prodotto sequestrate in un capannone a Cassola
Cronaca Bassano, 07 Dicembre 2020 ore 09:14

Guardia di Finanza, sequestrate 46 tonnellate di pellet per violazione delle norme a tutela del made in Italy.

Vendita irregolare di pellet, prosegue l’attività delle Fiamme gialle

Proseguono i controlli delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso sulle irregolarità connesse alla vendita del pellet, spostando l’attenzione dalle principali arterie di comunicazione stradale ai canali di vendita all’ingrosso e al dettaglio del prodotto. Nei giorni scorsi, in seguito all’intensificazione dei servizi di monitoraggio e di analisi dei flussi commerciali del pellet, più che mai richiesto dai consumatori con l’arrivo della stagione fredda, i
finanzieri della Tenenza di Castelfranco Veneto hanno sequestro oltre 46 tonnellate di prodotto, confezionato con indicazioni ingannevoli sulla sua origine geografica.

Vendita di pellet irregolare, 25 tonnellate di prodotto sequestrate in un capannone a Cassola

Il controllo a Loria

L’operazione ha preso le mosse da un controllo in un esercizio commerciale di Loria, gestito da un cittadino cinese, dove le Fiamme Gialle castellane hanno individuato uno stock di 1.350 kg di pellet, confezionato in sacchi che recavano ben visibili, in più punti, diciture che evocavano l’origine italiana della merce. Una più approfondita analisi sulla documentazione di acquisto del prodotto e sulle sue certificazioni ha fatto tuttavia emergere come la merce provenisse in realtà dall’estero, da dove giungeva a un’impresa veneta che la imbustava, utilizzando indicazioni che traevano facilmente in inganno i consumatori circa l’“italianità” del pellet.

Con questo trucco, il commerciante riusciva a garantire ai propri clienti un prezzo assolutamente concorrenziale rispetto a quello della merce realmente prodotta in Italia. L’intervento dei finanzieri è stato quindi esteso a un magazzino nella disponibilità del negoziante cinese, nella periferia di Treviso, dove sono stati rinvenuti e sequestrati altri 1.368 sacchetti di pellet, per un peso di oltre 20 tonnellate.

La “pista” vicentina

Risalendo la “filiera”, le Fiamme Gialle hanno infine controllato la società distributrice della merce, con sede a Cassola (VI), sequestrando, all’interno di un capannone, altre 25 tonnellate di prodotto, pronte per essere consegnate ai dettaglianti per la vendita. I due titolari delle ditte coinvolte sono stati dunque denunciati alle Procure della Repubblica di Treviso e Vicenza per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

L’intervento, che fa seguito ai recenti sequestri “su strada” di oltre 117 tonnellate di pellet contraffatto, testimonia l’impegno profuso dalla Guardia di Finanza anche nell’importante settore della tutela del “Made in”, a salvaguardia delle eccellenze nazionali e della corretta competizione sul mercato, a beneficio degli operatori economici onesti e rispettosi delle regole.

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