Trovata la tomba Francesco Bonato. Ora il sogno di riportarlo a casa

I Caimani del Piave sulle tracce dell’Alpino Francesco Bonato. Individuata la lapide nel cimitero di Ostffunzomsta in Ungheria.

Trovata la tomba Francesco Bonato. Ora il sogno di riportarlo a casa
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Trovata la tomba di Francesco Bonato. Ora il sogno di riportarlo a casa

L'hanno trovato. La lapide della sua tomba porta il numero 62 e le sue spoglie riposano assieme a quelle di altri tre soldati. Il cimitero è quello, come si sapeva, di Ostffunzomsta, «Cimitero tra gli alberi», luogo in cui sono sepolti 94 caduti italiani, gli unici che non sono stati riportati in patria durante il ventennio. Era un desiderio grande quello di recuperare tracce della vita e della morte dell'Alpino Francesco Bonato, una volontà così forte da spingere Ubaldina Manera, moglie del nipote, a interpellare mesi fa la stampa e ad appellarsi a chiunque potesse fare qualcosa. Un sogno che la famiglia oggi vede realizzato grazie al contributo del Gruppo di rievocazione Caimani del Piave. Antonio Bragagnolo, Mirko Pagnossin, Andrea Spessato, Davide Strenghetto, Cristian Patres, Tiziano Simeoni sono partiti il 25 maggio, diretti in Ungheria per lo scambio culturale programmato da tempo con la delegazione della Contea di Vas. Ma il viaggio del Gruppo aveva anche un'altra missione. Una lettera in mano, lo «Sterberegister-elenco dei caduti» recuperato da Vienna e poche, precise indicazioni per rintracciare il luogo dove fosse sepolto Francesco Bonato. Di lui, originario di Crosara di Marostica, si sapeva solo che fosse caduto prigioniero e morto l’11 marzo 1918 in Ungheria a Ostffyasszonyfa. Alla famiglia solo una comunicazione inviata all’ufficio di stato civile del Comune di Crosara il 13 maggio 1920 dove si precisava che la cappellania militare greco-ortodossa aveva comunicato che il soldato in questione era stato sepolto nello stesso luogo del decesso e che il documento era stato firmato da Dorift Suten, cappellano militare.

Un'emozione forte quella provata al ritrovamento della tomba. Con un'ospitalità che solo chi sa cogliere il valore della storia riesce a dimostrare, la ricerca ha coinvolto diverse persone in Italia e in Ungheria: il Colonello Wolfgang Wildberger della Croce Nera Austriaca, Szonja Deák traduttrice e membro dell'Associazione Gràdics, András Fülöp dell'Ordine dei Cavalieri di San Giorgio, József Gecse storico e responsabile per i cimiteri del distretto di Celldömölk/Pecs che con i suoi soci ha trovato tutta la documentazione riguardante il cimitero e la sepoltura dell'Alpino Bonato. Una sentita, intima cerimonia ha celebrato il momento del ritrovo della tomba su cui è stata posta una corona e davanti alla quale sono stati intonati la Canzone del Grappa e l'Inno italiano. Un'emozione grande, un momento che dà valore all'impegno di recupero storico di gruppi come quello dei Caimani del Piave a cui si deve il merito di onorare il passato e di consegnare al presente il valore di quello che è stato. Ora il passo successivo: tentare di riportare a casa le spoglie di Bonato tramite il corpo degli Alpini. Un gesto che assumerebbe particolare significato dal momento che l'anno prossimo ricorre il centenario della sezione Ana Montegrappa. Sarebbe l'epilogo di una storia da ricordare e tramandare, pregna di sentimento e di valore umano. Una vicenda che attraversa le persone, quelle semplici, e fa parte della coscienza di tutti.

«Penso a tutta la gente che ci ha aiutati e mi commuovo – confessa Ubaldina – mai avrei immaginato di riuscire ad arrivare a questo punto. Il grande sogno della nostra famiglia sarebbe quello di riuscire a riportare a casa il nonno, ma se così non fosse poco importa. Lo sappiamo in un posto bellissimo e siamo consapevoli che la sua memoria ha ricevuto l’onore che meritano tutti coloro che hanno combattuto e sofferto tanto».

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