Cronaca

Thiago ancora grave, investitore in cella

Il conducente ubriaco Pietro Dal Santo aveva i valori 4 volte superiori alla norma.

Thiago ancora grave, investitore in cella
Cronaca Bassano, 21 Marzo 2019 ore 10:33

L'incidente

Scappa da un controllo della Polizia locale e travolge una famiglia: ad avere la peggio il piccolo Thiago di 15 mesi al quale è stato amputato il piedino destro. Pomeriggio di terrore lo scorso venerdì 8 marzo, poco dopo le 17, quando il furgone si dirige verso la famigliola. Il papà è subito riuscito a mettere in salvo il primogenito mentre la mamma si è lanciata sul passeggino per mettere in sicurezza il piccolo. Sul posto sono giunti i carabinieri e hanno fermato Pietro Dal Santo, impresario di 58 anni di Thiene, che si trovava in evidente stato di ebbrezza. Nonostante ciò l’uomo non ha voluto sottoporsi alla prova etilica, per cui si è reso necessario un prelievo di sangue in ospedale, prelievo che avrebbe confermato un valore di alcol nel sangue di quattro volte superiore allo 0.5 consentito dalla legge.

I testimoni e i soccorsi: Fabio Vivian e Marco Chiurato

Il primo ad arrivare sul posto, pochi istanti dopo il tragico impatto tra il camion e la famiglia è stato Fabio Vivian, titolare dell’omonima autoscuola.

«Da anni ho un’autoscuola in corso Mazzini, praticamente a 30 metri dal luogo dell’incidente e quel giorno, all’improvviso, abbiamo sentito un forte botto e poi le urla di alcuni passanti. Così mi sono precipitato all’esterno e sono rimasto sbigottito nel vedere il furgone in una posizione assolutamente scomposta. Erano già presenti due vigili, un uomo ed una donna, che avevano preso in mano la situazione con grande prontezza. Nella mia carriera ho affiancato per diverso tempo i medici dell’elisoccorso per promuovere corsi di formazione ai corpi volontari e professionali, in pratica quelli dove spieghiamo come prestare soccorso nei primi 15 minuti dal crash. È fondamentale sapere come agire e farlo con tempestività, senza dimenticare mai di far emergere anche il fattore “empatia”. Ebbene, come cittadino e come “addetto ai lavori”, devo complimentarmi con le forze dell’ordine accorse sul posto. I due vigili presenti al momento dell’incidente sono stati eccezionali per professionalità e umanità: l’uomo ha subito chiesto una maglietta per fermare la perdita di sangue dalla gamba e ha gestito nel migliore dei modi l’emergenza mentre la vigilessa ha saputo tranquillizzare la mamma di Thiago, stando vicino a lei ed al bambino. Rischio di essere ripetitivo, ma penso che sia davvero doveroso sottolineare come, in una tragedia come quella che ha scosso Marostica e l’Italia intera, ci sia stata una perfetta risposta da parte della polizia locale, dei vigili del fuoco, dei carabinieri, del personale medico e di tutte le forze dell’ordine che si sono adoperate per far fronte all’emergenza. Ci tengo a ringraziare in particolar modo Michele Perin, il nuovo comandante della Polizia locale, che sta facendo un eccellente lavoro. Per motivi legati alla mia professione giro l’Italia e spesso lo faccio proprio in contesti dove si parla di prevenzione e soccorso: ebbene, una coordinazione come quella che c’è stata a Marostica, non l’ho mai vista altrove».

Poco dopo Fabio Vivian, sul luogo dell’incidente è arrivato Marco Chiurato, celebre artista di Marostica e pasticcere, che ci parla di quei minuti concitati e drammatici.

«In altre testate giornalistiche hanno riportato che sono stato io il primo ad accorrere sul posto, ma non è andata proprio così. Mia madre era lì, ha assistito alla scena ed è corsa a casa da me a raccontarmi cosa era appena successo. La mamma del piccolo Thiago lavorava in pasticceria da noi, si era licenziata il giorno prima della sciagura proprio per passare più tempo con i suoi bambini. Quando sono arrivato sul luogo dell’incidente ho visto quello che era successo al piccolo. Ho cercato di tranquillizzare la mamma dicendole che si trattava solo del piedino, ma se devo essere sincero avevo visto che la situazione era grave. Il fratellino di Thiago è stato da noi tutto il pomeriggio: abbiamo cercato di farlo giocare, di distrarlo quanto più possibile. Credo che in un attimo siano state colpite tre famiglie: quella composta da mamma, papà, il piccolo Thiago ed il suo fratellino; quella della persona che ha provocato l’incidente, non per lui, ma per i suoi figli e poi la famiglia che un giorno Thiago si farà. Da che ho memoria, non ricordo che nulla del genere sia mai accaduto a Marostica. Non ci si può mettere alla guida ubriachi, correre con il camion in un centro storico è da pazzi. E pensare che solitamente ci sono sempre molte macchine parcheggiate in quel punto, quel giorno nessuna. Magari avrebbero potuto attutire un po’ il colpo».

L'arresto

L’uomo è stato arrestato dai militari e la difesa d’ufficio è stata affidata a Luca Milano che, nei giorni successivi, ha fatto sapere che il suo assistito è profondamente dispiaciuto per quanto accaduto, ma resta in carcere con l’accusa di lesioni personali gravissime, guida in stato di ebbrezza, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di sottoporti all’alcol test; reati per i quali l’imprenditore thienese rischia una condanna fino a sei anni di reclusione. Nel frattempo il piccolo si trova in Pediatria a Padova e accanto a lei ci sono i genitori, fra cui la mamma che deve fare i conti con delle fratture agli arti. «La famiglia è molto concentrata sul dolore del loro piccolo che è ancora in prognosi riservata - conferma il legale Beppe Padovan - Stanno vivendo un’angoscia indescrivibile, a dare loro la forza per guardare avanti c’è la grande macchina di solidarietà che si è mossa nei loro confronti. Una grande testimonianza di umanità, sia affettiva sia economica. Al momento non pensano né al processo né al risarcimento, in questo momento pensano solo al piccolo e alle sue condizioni. Sono visibilmente scossi - aggiunge il legale - ma ringraziano di cuore quanti stanno dimostrando loro la vicinanza, anche con preghiere e molta discrezione».

La solidarietà, il commento di Roberto Xausa

Per Thiago, dunque, si è mossa la grande macchina della solidarietà in modo da raccogliere fondi per garantire una certa «tranquillità» alla famiglia albanese molto nota e ben voluta in tutta la città. Una famiglia che è sempre stata dedita al lavoro e alla famiglia e che ora invoca la certezza della pena, per giustizia e non certo per vendetta.  Dopo lo shock e il dolore per il terribile incidente di venerdì scorso, tantissime persone hanno deciso di dare un sostegno concreto alla famiglia del piccolo bimbo di 14 mesi travolto dal furgone guidato da Pietro Dal Santo. Un sostegno reso possibile grazie alla raccolta fondi promossa dalla Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank e attivata già l’indomani dell’incidente.

«Continuiamo a ricevere donazioni, anche da fuori regione. È ancora presto per parlare di cifre, ma la risposta al nostro appello è stata più che positiva» commenta Roberto Xausa, presidente della Fondazione. «Appena siamo venuti a conoscenza di quanto accaduto e soprattutto delle circostanze, abbiamo subito pensato di organizzare questa raccolta fondi per aiutare a famiglia del bambino a pagare le spese mediche, le cure più appropriate e le riabilitazioni più decisive». La Fondazione, quindi, lo scorso sabato mattina ha fatto aprire le porte della banca di corso Mazzini per attivare immediatamente un conto corrente sul quale chiunque può versare il proprio contributo (IBAN: IT75 F058 5660 5001 5157 1416 291 – Causale: “Aiutiamo Thiago”). «Questa chiamata alla solidarietà è stata subito condivisa anche dall’Amministrazione Comunale, dalla Confcommercio e dagli Artigiani» precisa Xausa. «Abbiamo pensato anche di attivare cinque punti di raccolta, dove è possibile donare direttamente in contanti». I cinque punti sono la sede della Pro Marostica e la «Casa del Caffè» in piazza Castello e il negozio «Filippin per Lei», l’edicola «La Centrale» e la pasticceria «Chiurato» in corso Mazzini. «A donare non sono solo i marosticensi. Anche tanta gente che frequenta la città per vari motivi sta lasciando un aiuto» prosegue il presidente della Fondazione. «Stiamo mantenendo i rapporti con la famiglia attraverso il loro legale. Ci è stata chiesta la massima riservatezza in questo momento difficile e ci sembra doveroso rispettare il volere della famiglia».

Il sindaco Matteo Mozzo esprime il suo pensiero in merito alla tragedia

Nemmeno il sindaco della città scaligera, Matteo Mozzo, in cui è avvenuto il tragico incidente si è risparmiato nel commentare l’evento.

«Il grave incidente ha fortemente scosso la nostra comunità. Fin da subito le dimostrazioni di solidarietà verso la famiglia, molto amata in città, sono state numerose e grande è stata la mobilitazione anche nella raccolta fondi, attivata su iniziativa di Fondazione Banca Popolare Volksbank in collaborazione con l'Amministrazione e le Associazioni Artigiani e Commercianti. Ero sul posto pochi minuti dopo l'incidente e, nella tragicità della situazione, i cittadini di Marostica presenti si sono attivati per lasciare spazio ai soccorsi, senza scene di panico o atteggiamenti inconsulti. Sul posto per caso erano presenti anche alcuni volontari della Protezione civile che hanno collaborato ai soccorsi e alla gestione del traffico. Il nostro ringraziamento più grande va alle forze dell'ordine, ai Carabinieri e alla Polizia locale, che sono intervenuti tempestivamente sia per fermare l'investitore sia per soccorrere il bambino coinvolto nell’incidente. Le prime cure del nostro agente di Polizia Locale sono state davvero determinanti. Adesso è assolutamente il momento della speranza. Come annunciato in un appello concordato con la famiglia del bambino, confidiamo nel silenzio e nella preghiera, perché i genitori possano affrontare con forza questi difficili e delicati momenti. La grande risonanza mediatica dell'accaduto ha invaso la loro privacy; i toni, soprattutto sui social network, sono stati smisurati; si sono diffuse notizie non sempre veritiere. Come primo cittadino faccio appello alla moderazione e al rispetto della dignità delle persone».

Parole che stimolano la riflessione e che portano a pensare al fatto che in istanti così delicati sia necessario lasciare spazio alla nostra più sincera e profonda umanità.

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