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Striscioni fascisti contro i sindacati firmati dal Fronte Veneto Skinheads

Sono apparsi questa notte davanti alle sedi dei sindacati di Mantova.

Striscioni fascisti contro i sindacati firmati dal Fronte Veneto Skinheads
Cronaca 23 Ottobre 2019 ore 15:13

Striscioni fascisti contro i sindacati firmati dal Fronte Veneto Skinheads.

Striscioni fascisti esposti davanti alle sedi dei sindacati Cgil e Cisl

Come riportato dal Giornale di Mantova la notte scorsa sono stati esposti striscioni fascisti contro le sedi Cgil e Cisl di Mantova. I sindacati hanno diramato un comunicato di risposta: “Respingiamo questo vile attacco alle libere associazioni dei lavoratori”.

Il comunicato di Cgil e Cisl Mantova

“Questa notte odiosi striscioni e volantini firmati dal Fronte Veneto Skinheads sono stati affissi  davanti alle sedi della Cgil e della Cisl di Mantova. Respingiamo questo vile attacco alle sedi delle nostre libere associazioni di lavoratori, le quali fin dal loro fondamento hanno posto con coraggio e dedizione la loro azione non al servizio della politica, ma nell’esclusivo interesse delle lavoratrici e dei lavoratori”.Queste azioni intimidatorie – prosegue il comunicato dei due sindacati – non fermeranno e non scalfiranno l’azione quotidiana con cui le nostre categorie e i nostri servizi danno quotidianamente  risposta ai lavoratori tutti”.

La rivendicazione degli Skinheads e la dedica a Corridoni

Sul sito del Fronte Veneto Skinheads è comparso questa mattina un annuncio in cui gli autori degli striscioni fascisti affissi a Mantova e in altre città italiane (a Modena, Parma, Crema) rivendicano il gesto compiuto. Il testo viene in conclusione firmato “ferocemente” da un portavoce senza nome. Nella rivendicazione si legge: “L’Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads intende rivendicare con questo comunicato gli striscioni affissi sulle sedi dei sindacati CGIL e CISL la notte del 23 Ottobre, in concomitanza con il 104° anniversario del sacrificio supremo di Filippo Corridoni. Una figura, quella del sindacalista rivoluzionario, che mai più di oggi può essere d’esempio e fungere da faro nel buio della giustizia sociale e sindacale italiana“.