A Thiene

Sotto la lente di ingrandimento il verbale dei Vigili redatto nei confronti dell'aggressore

La Procura di Vicenza ipotizza che il verbale non sia veritiero

Sotto la lente di ingrandimento il verbale dei Vigili redatto nei confronti dell'aggressore
Pubblicato:
Aggiornato:

Agenti aggrediti da un soggetto che hanno anche ammanettato, non avrebbero messo correttamente a verbale i fatti accaduti tanto che, mentre sono sotto inchiesta, per saperne di più sono stati acquisiti i video delle telecamere di sorveglianza.

I dubbi della Procura

La Procura di Vicenza, ha avviato un’indagine che riguarda alcuni agenti del Comando della Polizia locale di Thiene che non l'avrebbero detta giusta o, meglio, trascritta giusta, la dinamica che li ha portati ad ammanettare uno straniero.

La Pubblico Ministero Cristina Carunchio sta infatti procedendo per falso e per arresto illegale a carico di tre Agenti del Comando di via Rasa e per accertare la dinamica esatta del loro operato, ha acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

La posizione degli indagati

Dal canto loro, gli indagati si sono detti sorpresi poiché sostengono di avere agito correttamente.

Il vice commissario Robin Dal Santo e gli agenti Alex Frusti e Valeria Testolin, anzi, intenderebbero farsi interrogare per chiarire i fatti, forti anche di uno specchiato comportamento in servizio e della stima di cui godono da parte di colleghi e superiori.

I fatti

L'indagine avviata a loro carico, che ha sollevato un certo clamore, va ricondotta  ad una operazione cui gli Agenti hanno partecipato il 14 marzo 2025 dopo che una scledense di 58 anni aveva sporto denuncia al Consorzio della Polizia locale Nordest Vicentino, per essere stata aggredita da uno sconosciuto: essa sarebbe stata in zona stazione a Thiene, quando un immigrato le si sarebbe avvicinato per poi colpirla e ferirla con un pugno.

I Vigili, proprio grazie alle telecamere ed in base alle descrizioni ricevute, avevano identificato l'autore dell'aggressione e messisi sulle sue tracce, lo incrociavano mentre in bicicletta pedalava tra piazza Scalcerle e il parcheggio ex Nordera e tentavano di fermarlo.

Il giovane successivamente identificato per Amare Mukot, 27 anni, originario dell’Eritrea, senza regolare permesso di soggiorno, se la sarebbe svignata lanciando la bicicletta contro uno degli agenti il quale, ferito, veniva medicato al pronto soccorso con con prognosi di 5 giorni.

L'eritreo veniva quasi immediatamente catturato e arrestato per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Quando la querelante, a sua volta lo riconosceva, il giovane veniva denunciato anche per lesioni.

Tutto bene?

Tutto sembrava concluso in fretta e bene tanto che la notizia dell'arresto ha procurato al terzetto una buona dose di elogi e pacche sulle spalle, almeno fintanto che la Procura non ha dimostrato interesse per il caso contestando che la bicicletta non era stata lanciata contro chicchessia e che le ferite il Vigile se le era fatte cadendo a terra durante l'inseguimento.

Fatto gli è che quanto ricostruito dalla Procura sarebbe suffragato non solo da filmati acquisiti dai militari dell'Arma a ciò incaricati ma anche da testimonianze.

I chiarimenti necessari

Ora l'indagine dovrà fare chiarezza sulle tante incongruenze emerse: perché gli agenti avrebbero verbalizzato il falso?

Come mai l'eritreo al giudizio per direttissima ha patteggiato 6 mesi di reclusione (pena sospesa), e si è scusato per comportamento tenuto?

Patrocinati dall'Avvocato Nicola Guerra, gli agenti daranno spiegazione del loro operato che nessuno metterà in discussione sino a prova del contrario, poiché nei procedimenti giudiziali la contestazione di un reato non può che essere tassativa e specifica.

Anche noi staremo quindi a vedere se e di che reato si sarebbe trattato.

 

Commenti
Lascia il tuo pensiero

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici sui nostri canali