Cronaca
In provincia di Verona

Si erano "pappati" illegalmente 1,3 milioni di contributi Covid: denunciati in quaranta

L’attività di controllo in questione ha riguardato oltre 106 milioni di euro di contributi erogati e relativi ad incentivi alle imprese e finanziamenti a fondo perduto.

Si erano "pappati" illegalmente 1,3 milioni di contributi Covid: denunciati in quaranta
Cronaca Vicenza, 06 Luglio 2022 ore 09:26

Tra le aziende segnalate: imprese di volantinaggio, di fabbricazione e commercio di mobili, di lavorazione di legname, ma anche bar, gelaterie, attività di imballaggi e di confezionamento per adulti, di lavorazione orafa, un barbiere.

Si erano "pappati" illegalmente 1,3 milioni di contributi Covid

Nel perdurante periodo emergenziale, i Finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza hanno intensificato l’azione di contrasto in materia di spesa pubblica, con particolare riferimento alla verifica della regolarità dei contributi a fondo perduto e agevolati erogati dallo Stato alle aziende per far fronte alla grave crisi economica connessa all’emergenza sanitaria da Covid-19.

L’attività di controllo in questione ha riguardato oltre 106 milioni di euro di contributi erogati e relativi ad incentivi alle imprese e finanziamenti a fondo perduto.

Nello specifico l’attività del Corpo ha consentito di accertare una frode complessiva per oltre 1,7 milioni di euro, con una illecita percezione di sussidi statali per oltre 1,3 milioni di euro; l’erogazione di quasi 450 mila euro di contributi indebitamente richiesti ma non ancora riscossi, invece, è stata tempestivamente bloccata dai finanzieri.

I controlli

Le Fiamme Gialle beriche, nel corso di centinaia di controlli, hanno infatti individuato 87 casi di illecita percezione di incentivi con denuncia all’Autorità Giudiziaria di 44 soggetti, titolari/amministratori di altrettante imprese che hanno ottenuto aiuti finanziari del tipo contributi “a fondo perduto” e i finanziamenti assistiti da garanzia, non avendone diritto: in particolare la corresponsione del beneficio governativo denominato “contributo a fondo perduto” è consentito solo nel caso i cui l’attività imprenditoriale risulta interrotta per effetto di eventi determinanti dall’emergenza epidemiologica COVID-19.

In dettaglio, il riferimento è alle seguenti tipologie di aiuti previsti dai provvedimenti d’urgenza emanati dal Governo tra il mese di marzo e il mese di dicembre 2020:

  • D.L. 8 aprile 2020, n. 23 (Decreto Liquidità), con cui è stata disciplinata la concessione di garanzie straordinarie e transitorie sui finanziamenti bancari erogati, a tassi d’interesse agevolato, dal mondo bancario e finanziario alle imprese, prestate da SACE S.p.a., Fondo di garanzia delle piccole e medie imprese (PMI) e ISMEA, cui ha fatto seguito nell’anno 2021 il rifinanziamento di appositi fondi del bilancio statale per la concessione di ulteriori garanzie (necessarie al sostenimento della liquidità delle piccole e medie imprese e di quelle operanti nella filiera agricola) e nell’anno 2022 la proroga (al 30.06.2022) destinata a mantenere l’operatività degli interventi straordinari in garanzia sia del Fondo PMI che di SACE S.p.a.;
  • D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio), con cui è stato introdotto un contributo a fondo perduto (senza obbligo di restituzione), erogato dall’Agenzia delle Entrate ai soggetti esercenti attività d’impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario che, per effetto dei provvedimenti di carattere socio-sanitario assunti per fronteggiare la crisi epidemiologica, avevano subito un calo di fatturato parametrato al periodo aprile 2019/maggio 2020.

I controlli hanno interessato quasi tutto il territorio della provincia, compresa la città capoluogo e i principali comuni berici, quali Bassano del Grappa, Schio, Thiene, Asiago, Marostica, Rosà, Cornedo Vicentino, Dueville, Sandrigo, Altavilla Vicentina, Caldogno, Malo, Cassola, Rossano Veneto, Arcugnano e Sarcedo.

In particolare, a Vicenza, i militari del locale Gruppo, ad esito di specifici controlli, hanno denunciato la titolare di una ditta individuale attiva nel commercio di mobili usati e di oggetti di antiquariato che ha indebitamente percepito contributi statali per 36mila euro, segnalando la sua posizione alla competente A.G.. Sempre sul territorio del capoluogo berico, i Finanzieri del Nucleo PEF hanno denunciato il titolare di un’impresa attiva nel commercio all’ingrosso, per aver conseguito indebitamente oltre 68mila euro di contributi non spettanti.

Sempre a Vicenza, i finanzieri del Nucleo Pef hanno sottoposto a controllo un’azienda operante nel settore delle locazioni immobiliari di beni propri, risultata beneficiaria, tra gli altri, di finanziamenti garantiti per 300.000 euro, il cui legale rappresentante ha comunicato dati e notizie, afferenti la situazione dimensionale dell’impresa, mendaci, nonché utilizzato il predetto finanziamento garantito per fini diversi da quelli dichiarati, destinandolo a favore di una società controllata.

Attività di controllo esperite presso il comune di Rosà da parte del Nucleo PEF Vicenza hanno, poi, consentito di accertare l’indebita percezione di contributi statali da parte di una ditta operante nel settore del trattamento metalli per oltre 42 mila euro, con denuncia alla competente A.G. del titolare.

I Finanzieri del Nucleo PEF, ancora, esaminando la corretta assegnazione di fondi erogati a favore di imprese sedenti in Rosà, hanno constatato la indebita percezione di oltre 30.500 euro di contributi statali da parte di un’impresa locale operante nel settore della ristorazione, denunciando il titolare alla competente A.G.. In quest’ultimo caso, la società controllata, già dal mese di agosto 2019 (ben sei mesi prima dell’inizio della crisi pandemica), non disponeva più di alcun bene strumentale, né di risorse proprie o di terzi necessarie per poter esercitare l’attività d’impresa in quanto aveva dismesso i propri beni strumentali cessando contestualmente anche i contratti di locazione aziendale e di affitto dell’immobile ove veniva esercitava l’attività commerciale lasciando attiva, di fatto, la sola partita I.V.A.

Finanzieri della Compagnia di Schio, approfondendo le richieste di imprese sedenti in Malo, hanno accertato la indebita percezione di contributi statali da parte di un locale imprenditore, titolare di impresa attiva nella fabbricazione di prodotti in legno, per un totale di oltre 34.500 euro, anch’egli denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Sempre a Malo, sono stati altresì denunciati alla competente A.G. per appropriazione indebita di contributi non spettanti, il titolare di un’impresa attiva nel settore del volantinaggio su strada che, nel corso dell’emergenza Covid, ha conseguito sussidi per oltre 7.600 euro e il titolare di un bar per indebita percezione di contributi non spettanti per 6.300 euro. Sempre i finanzieri scledensi hanno, ancora, segnalato all’Agenzia delle Entrate 2 imprenditori “procacciatori d’affari” per sussidi non spettanti rispettivamente per importi sotto i 4.000 euro (soglia oltre la quale scatta l’ipotesi penalmente rilevante), per l’irrogazione della prevista sanzione amministrativa.

I finanzieri del Gruppo Bassano del Grappa hanno, poi, scoperto che il titolare di una locale gelateria, anche attivo nel settore dell’interpretariato e delle traduzioni in Marostica, ha complessivamente beneficiato di contributi non spettanti per oltre 32.500 euro, dei quali quasi 20.600 euro ottenuti nell’ambito dell’attività di interpretariato, con conseguente denuncia alla competente A.G.

Sempre nel bassanese, il locale Gruppo ha effettuato un controllo nei confronti di un’attività di commercio di autovetture, al fine di verificare le condizioni di accesso a un finanziamento per 30.000 euro, riscontrando che il titolare dell’azienda aveva indicato dati non veritieri riferiti alla propria residenza, nonché al domicilio fiscale e al luogo di esercizio della ditta individuale, peraltro sottraendosi alle operazioni di accertamento dei finanzieri.

Ancora, il titolare di un’azienda bassanese operante nel settore delle locazioni immobiliari, ha ottenuto un finanziamento di 30.000 euro comunicando dati non veritieri riferiti ai ricavi conseguiti, indicando un importo sensibilmente superiore al reale al solo scopo di conseguire il finanziamento nella misura dell’importo massimo consentito.

Denunciato imprenditore attivo nel commercio all’ingrosso di legname

I Finanzieri della Tenenza di Asiago hanno, invece, denunciato alla competente A.G. un locale imprenditore attivo nel commercio all’ingrosso di legname, per aver percepito contributi non spettanti per oltre 11.500 euro; nel corso di un’ulteriore operazione, è stata individuata un’impresa operante nel settore alberghiero beneficiaria della garanzia diretta in relazione a un finanziamento concesso per 25.000 euro che aveva indicato dati non veritieri, con particolare riferimento all’utilizzo delle risorse ottenute, nonché cessando l’attività dopo alcuni giorni dall’erogazione del finanziamento. Peraltro, le investigazioni condotte hanno fatto rilevare che il 60% circa del finanziamento ottenuto era stato utilizzato tramite prelievi in denaro contante e il 17% circa presso night club con effettuazione di pagamenti elettronici.

Finanzieri della Tenenza di Thiene hanno, ancora, segnalato all’Amministrazione finanziaria, per le conseguenti sanzioni amministrative, 6 imprese del comprensorio, per un indebito conseguimento di oltre 14.500 euro; si tratta di aziende rispettivamente operanti nella fabbricazione di rivestimenti per pavimenti e tende, nel settore del design moda e industriale, settore dell’installazione condizionatori, della ristorazione e dell’ingrosso di abbigliamento, della fabbricazione di componentistiche di macchinari e, infine, della fabbricazione di oggetti di gioielleria e oreficeria.

Le Fiamme Gialle hanno altresì segnalato numerosi posizioni all’Agenzia delle Entrate, per le conseguenti sanzioni amministrative, di aziende operanti in diversi settori economici (dal commercio di piante all’industria meccanica, dal commercio all’ingrosso all’installazione di apparecchi elettronici, dal commercio di dolci alle attività di barberia) per aver richiesto e ottenuto importi sotto la soglia penale dei 4.000 euro.

Si rappresenta che, con riferimento alle ipotesi penalmente rilevanti, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte a indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

La Guardia di Finanza prosegue quindi la propria azione di contrasto ai fenomeni di indebito accesso ad erogazioni e risorse pubbliche, che minano la leale concorrenza di mercato, tenuto conto che le misure governative di sostegno alle imprese sono dirette a quelle attività imprenditoriali che hanno subito gravi conseguenze economiche per effetto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

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