Cronaca
Situazione preoccupante

Primo caso di encefalite da zecca a Vicenza: 51enne ricoverato al San Bortolo

Al suo ingresso in ospedale manifestava i sintomi di Lyme: febbre alta, forte mal di testa, dolori ai muscoli e agitazione, stanchezza...

Primo caso di encefalite da zecca a Vicenza: 51enne ricoverato al San Bortolo
Cronaca Vicenza, 23 Giugno 2022 ore 13:01

Con l'approssimarsi della stagione calda il Veneto è tornato a "popolarsi" di zecche in varie parti della regione. Nel Bellunese, a inizio mese, sono state diverse le segnalazioni di morsi di zecca. Ma anche nel Vicentino: ora c'è la conferma di un primo caso ospedalizzato. Si tratta di un 51enne che attualmente è ricoverato al San Bortolo dopo essere stato morso dal piccolo insetto... Nel mese di gennaio, poi, l'ex vicesindaco di San Vito di Cadore, Lionello Bellotti, nel Bellunese, è deceduto, si pensa proprio a causa delle conseguenze della meningoencefalite da zecca.

Primo caso di encefalite da zecca a Vicenza

E' il primo caso di "Tick borne encephalitis", encefalite da zecche, per dirla in altri termini, nel territorio Vicentino. A Vicenza, per essere più precisi, visto che l'uomo, un 51enne, è attualmente ricoverato al San Bortolo. Si attende con ansia il responso del laboratorio di microbiologia dell'Università di Padova, ma non sembrano proprio esserci dubbi. Anche perché, come avevamo già scritto sul nostro sito, da tempo i vertici sanitari veneti avvertono la cittadinanza della presenza degli insetti in diverse zone. Dal Bellunese al Vicentino, soprattutto, data la temperatura estiva, le zecche sono tornate a farsi vedere. E a mordere. Morsi quasi impercettibili, quelli degli insetti noti per essere dei parassiti dei cani, ma che possono provocare delle malattie molto serie. E severe. Come la Tbe, appunto.

51enne ricoverato al San Bortolo

Gli effetti del virus iniettato dall'insetto sono molto simili alla febbre gialla, o della Dengue, con danni e disturbi neurologici anche a lungo termine, e, in qualche caso, anche la morte. Sebbene però, e non è il caso di allarmarsi, esistano diversi strumenti, farmaci e vaccini per proteggersi e curarsi. Il vicentino è da una settimana in isolamento nel reparto di Malattie infettive del San Bortolo e si attendono gli esiti degli esami per comprendere come stia reagendo alle cure di supporto a base di antibiotici. Secondo le prime informazioni, comunque, le sue condizioni di salute starebbero migliorando. Ma all'ingresso in ospedale aveva i classici sintomi della sindrome di Lyme: la febbre alta, un forte male alla testa, tanti dolori ai muscoli e alle articolazioni, stato di agitazione e senso di stanchezza.

Una malattia diffusa in Veneto

La Tbe, insomma, è una malattia con cui si deve fare i conti. Anche lo scorso anno, forse un po' in sordina per il clamore del Covid, c'erano stati casi nel Vicentino. Forse più qui che nel Bellunese, territorio in cui la sindrome è stata identificata per la prima volta in Italia nel 1994 e dove si era verificata una vera e propria diffusione endemica, tanto da dover consigliare il vaccino che protegge per circa 3 anni. Nel Vicention le zone più colpite sono il Valdagno e Arzignano, ma anche in Pedemonatana ci sono casi. Si consiglia, quindi, soprattutto agli amanti del trekking, dei camping e della natura, di fare attenzione perché il caldo di questi giorni favorisce notevolmente la presenza e la diffusione di questi insetti vampiri.

Il precedente nel Bellunese

Era stato punto da una zecca infetta e aveva combattuto per più di un anno la sua battaglia, in ospedale. Ma alla fine non ce l'aveva fatta. Era riuscito a tornare a casa per Natale, dalla sua famiglia, a San Vito di Cadore dove era stato anche vicesindaco in passato. La domenica successiva, però, le sue condizioni di salute si erano aggravate ed era morto in ospedale a Belluno. Il decesso di Lionello Bellotti, ferrarese di origine, nato a Comacchio nel 1960, ma che poi aveva scelto il Veneto come seconda casa, ha riacceso i riflettori sulla diffusione delle zecche in Veneto.

 

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