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Primavera del Fai, a Villa Bussandri, Villa Pojana e alla centrale elettrica di Chiuppano

Gli orari per visitare i tre gioielli vicentini tutelati dal Fondo per l'Ambiente Italiano

Primavera del Fai, a Villa Bussandri, Villa Pojana e alla centrale elettrica di Chiuppano
24 Marzo 2019 ore 11:55

Primavera del Fai. Ieri, sabato 23 e oggi, domenica 24 marzo, sono le Giornate Fai di Primavera. L’iniziativa del Fondo per l’ambiente italiano è giunta alla sua 27esima edizione. In queste due giornate si possono scoprire 1.100 luoghi straordinari in tutta Italia. Tre i luoghi scelti nel Vicentino, Villa Bussandri  (domenica 24 9-12,30/14,30-17,30, ultimo ingresso 17,30) a Bassano del Grappa, Villa Pojana (10-19, ultimo ingresso 18,30) a Pojana Maggiore e alla centrale elettrica di Chiuppano (10-18, ultimo ingresso 17,30) in località Bessè a Vicenza. Questi gli orari di oggi, domenica 10-12,30/14-18.

Villa Bussandri (Bassano del Grappa)

Villa Bussandri è una location storica, risalente al ‘500 con arredi originali, situata nel centro di un vastissimo parco. Dispone di varie sale interdipendenti arredate con l’ inconfondibile stile “Bussandri” di varie epoche, con mobili originali ,quadri di celebri autori, come Da Ponte e Veronese, arazzi e tappeti originali. Ampie vetrate nella sala principale offrono la suggestiva visuale sul parco prospicente con piante secolari.

Giacomo Bussandri, fondatore nel 1911 di un’importante attività antiquaria a Venezia, dopo la Prima Guerra Mondiale si trasferì a Bassano, dove nel 1931 acquistò l’attuale Villa Bussandri alle Marchesane. Di origine cinquecentesca si trovava al centro di un vasto territorio, ora splendido parco. Bussandri diede vita ad un gruppo di restauro e riproduzione di mobilio in “stile” per l’arredo nota in tutta Europa. I prototipi originali e le parti di essi sono state nel tempo raccolti, accuratamente catalogati, conservati e formano oggi un vero e proprio museo privato del mobile e dell’arredo, allestito in un’ala della stessa villa e tutelato dalla moglie Sofia e dai figli Simonetta e Gabriele che ne continuano la tradizione. All’interno della villa vi sono sale arredate con mobili originali, arazzi, tappeti e bei dipinti di autori importanti come Veronese, Jacopo Bassano. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto “G.A. Remondini”; Liceo Classico “G.B. Brocchi”; Istituto Tecnico Agrario “A. Parolini”; Liceo Classico “Corradini” di Thiene.

Villa Pojana (Pojana Maggiore)

La villa fu commissionata a Palladio dal vicentino Bonifacio Poiana, di famiglia fedelissima alla Repubblica di San Marco, che possedeva sin dal Medioevo una giurisdizione di tipo feudale sui territori che portano il suo nome. Per altro, nell’area dove sorse la villa esisteva già una corte quattrocentesca dominata da una torre, dove campeggia tuttora l’insegna familiare. Palladio probabilmente progettò la villa sul finire degli anni ’40, il cantiere procedette a rilento e in ogni caso i lavori furono terminati entro il 1563, quando fu compiuta la decorazione interna eseguita per mano dei pittori Bernardino India e Anselmo Canera e dello scultore Bartolomeo Ridolfi. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto “Masotto” di Noventa Vicentina.

Progettata da Andrea Palladio nel 1549 per la famiglia Pojana. È dal 1996 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco, assieme alle altre ville palladiane del Veneto. Di antichissima nobiltà, i Pojana fin dal Medioevo furono veri signori del luogo e successivamente vennero infeudati dalla Serenissima del territorio di Pojana[1] cum omnibus juribus et juridictionibus ad castellarium spectantibus (“con tutti i diritti e le giurisdizioni spettanti al castellano”). Il cantiere è sicuramente attivo durante il settembre 1553 e risulta concluso nel 1555, compresa la decorazione plastica,[1] eseguita per mano dei pittori Bernardino India e Anselmo Canera e dello scultore Bartolomeo Ridolfi. Il complesso è completato nel Seicento, quando i discendenti di Bonifacio adattano l’edificio al loro gusto e alle loro necessità, con l’addizione di un corpo edilizio sulla destra della villa che ne riprende le modanature delle finestre. In tale periodo vengono aggiunte anche le due statue poste ai lati della scalinata dell’ingresso principale, opere attribuite a Girolamo Albanese nel 1658.
La villa è stata inserita nel 1996 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco, con Vicenza e le ville palladiane del Veneto.

È Palladio stesso a documentare la decorazione interna come opera di Bernardino India (pittore, affrescatore delle grottesche), Anselmo Canera (pittore, affrescatore del salone) e Bartolomeo Ridolfi (decoratore, responsabile degli stucchi e dei camini).
Nell’atrio, eleganti cornici a stucco, i cui disegni floreali si intrecciano intorno a rilievi in trompe-l’œil, racchiudono monocrome di divinità fluviali, mentre qua e là appaiono macchie di un cielo popolato dalle altre divinità. Il busto di Bonifacio Pojana (forse opera di Ridolfi) guarda dall’alto in basso da oltre l’ingresso principale, e sopra di lui vi sono stemma e trofei militari della famiglia. Altre decorazioni raffigurano scene pompeiane con gli sfondi e paesaggi pittoreschi disseminati di rovine e di colonne spezzate, mentre figure monocrome di guerrieri fanno la guardia in nicchie in trompe-l’œil. Il soffitto dell’atrio, con l’allegoria della Fortuna, è attribuito a Giovanni Battista Zelotti.
Gli affreschi più significativi si possono trovare nella sala principale: chiamata salone dell’imperatore, ritrae una famiglia dei tempi classici, i cui membri sono vestiti di tuniche e toghe.

Centrale elettrica di Chiuppano (Vicenza)

Ai piedi dell’Altopiano di Asiago nel comune di Chiuppano, in località Bessè, una centrale di metà Novecento in stile razionalista rimane immersa in uno scenario pregevole sfruttando l’acqua del fiume Astico. La centrale idroelettrica “Ingegner Giuseppe Gavazzi” intitolata al suo progettista, fu voluta dalla Lanerossi nel solco di un’antica tradizione della produzione dell’energia di cui tutt’oggi rimangono i segni a cavallo delle tre rivoluzioni industriali. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto Pasini di Schio.

La storia della Primavera Fai

Ogni anno, dal 1993, il primo weekend di Primavera i volontari del FAI organizzano una manifestazione nazionale dedicata alla riscoperta del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese.
Una grande festa dei Beni Culturali aperta a tutti e alla quale in 26 anni di storia hanno partecipato più di 10 milioni di Italiani che hanno avuto l’opportunità di visitare oltre 12.000 luoghi spesso inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in più di 5.000 città di tutta Italia.

L’evento: il patrimonio culturale come occasione di incontro tra generazioni e riscoperta dell’impegno civile

In occasione delle Giornate FAI di Primavera, la scoperta di un luogo speciale dell’immenso patrimonio paesaggistico italiano non è solo un’esperienza che va ad arricchire il bagaglio culturale di ogni visitatore, ma un’occasione straordinaria di incontro tra persone di età, interessi, provenienza diversi unite dal desiderio di conoscere luoghi eccezionali del proprio territorio. Luoghi di cui tornare a fruire come visitatori e sui quali accendere i riflettori affinché possano essere tutelati e valorizzati.
Le Giornate FAI di Primavera coinvolgono ogni anno oltre 40.000 Apprendisti Ciceroni©, studenti delle scuole secondarie di I e II grado che accompagnano nelle visite dei luoghi aperti. Educare al valore del patrimonio d’arte e natura attraverso una formula di partecipazione attiva alla sua cura è certamente uno dei modi più efficaci per risvegliare il proprio impegno civile.

Scopri e salva la bellezza a fianco del FAI

Partecipare alle Giornate FAI di Primavera significa fare un gesto concreto a tutela del patrimonio d’arte e natura. A fronte di ogni visita effettuata i nostri volontari chiedono un contributo facoltativo – a partire da 2, 3 o 5 euro- a sostegno di quella missione in cui il FAI si impegna da oltre 40 anni: la cura, la tutela e la valorizzazione dei luoghi e delle storie che rendono unico il nostro Paese. Puoi di rendere ancora più significativo il tuo sostegno iscrivendoti al FAI in tutti i luoghi aperti durante l’evento: potrai entrare in alcune aperture esclusive e avrai diritto all’accesso prioritario in tutti i luoghi aperti.