Le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump riaprono il dibattito sulla presenza militare americana in Europa e, in particolare, in Italia. Alla domanda su un possibile ritiro di soldati anche da Paesi come Italia e Spagna, Trump ha risposto: “Perché non dovrei?”. Una dichiarazione che, dopo il caso Germania, alimenta nuove preoccupazioni.
L’attenzione si concentra soprattutto su Vicenza, uno dei principali poli militari statunitensi nel Paese. Tra la caserma Ederle e la base Del Din sono infatti stanziati circa 5.000 militari, su un totale di 12.000 presenti in Italia. Un eventuale ridimensionamento avrebbe ricadute dirette sul territorio e sull’economia locale.
Lavoratori in allerta
A destare particolare preoccupazione sono i circa 800 dipendenti italiani impiegati nelle due basi. I sindacati parlano di un clima di incertezza, anche se non è la prima volta che emergono ipotesi simili.
“Da una parte c’è timore, ma dall’altra sono voci che si sentono ciclicamente. Ma è chiaro che detto dal Presidente degli Stati Uniti porta un po’ di spavento tra i lavoratori” ha spiegato alla TGR Veneto Andrea Sitzia della Uiltucs Vicenza.
Le tensioni attuali si inseriscono in un quadro già segnato da precedenti scossoni, tra ipotesi di tagli federali e periodi di shutdown amministrativo negli Stati Uniti. Situazioni che negli ultimi mesi hanno contribuito ad aumentare l’incertezza anche tra il personale impiegato nelle basi italiane.
Dialogo con il comando
I rappresentanti sindacali sottolineano l’importanza di mantenere un dialogo costante con le autorità militari locali per monitorare eventuali sviluppi.
“Il livello di attenzione è sempre molto alto. L’imprevedibilità di questa amministrazione la conoscono tutti. Ciò che facciamo è tenere aperto il canale di interlocuzione con il comando locale, per avere aggiornamenti continui” ha dichiarato alla TGR Veneto Matteo Manfron della Fisascat Cisl Vicenza.
Investimenti in corso
Nonostante le incertezze, sul territorio vicentino proseguono importanti investimenti statunitensi. Sono in corso i lavori per un nuovo villaggio americano, con completamento previsto entro il 2030, oltre agli interventi sugli alloggi della caserma Ederle, la cui consegna è attesa per dicembre. Un piano da circa 500 milioni di dollari che sembra indicare una presenza ancora strutturata nel medio-lungo periodo.