Più di 50 donne vittime di violenza in Valbrenta

Maria Pia Mainardi, fondatrice dell’associazione "Spazio Donna" racconta i dati raccolti allo sportello di Valstagna.

Più di 50 donne vittime di violenza in Valbrenta
, 21 Marzo 2019 ore 10:12

I dati del 2018 parlano chiaro, più di 50 donne sono vittime di violenza in Valbrenta, questo lo si sa perché si sono rivolte allo sportello «Spazio Donna» a Valstagna.

Più di 50 donne vittime di violenza in Valbrenta

«Finalmente parlano», una frase spia su un colloquio che tratta un tema attuale e sempre più sconvolgente. Nel corso del 2018 sono stati effettuati più di 50 colloqui per: sostegno psicologico, orientamento al lavoro, affiancamento ai servizi pubblici territoriali, consulenza legale.

Che cos'è lo Sportello "Spazio Donna"?

Non si può essere più specifici a causa della riservatezza, ma sono questi i numeri che sono incisi nella valle del Brenta, quelli che riguardano lo sportello di «Spazio Donna», un servizio gratuito nato per promuovere la cultura di genere, accogliere i disagi territorio.

A chi è rivolto lo sportello "Spazio Donna"?

Lo sportello è rivolto a tutte le donne che affrontano quotidianamente piccoli e grandi problemi nell'organizzazione della vita personale, familiare, lavorativa e relazionale; alle donne che vivono situazioni di disagio personale e familiare. Si tratta di un luogo sicuro, dove si viene accolte con la massima riservatezza ed è del tutto gratuito.

Quando è attivo?

E’ attivo ogni primo venerdì del mese dalle 10.30 alle 12.30 nella biblioteca civica di via Garibaldi 24 a Valstagna. «Può essere che tu ti senta disorientata e non riesca a dare nome a ciò che ti sta capitando, eppure nominare un problema è il primo indispensabile passo per poterlo affrontare e superare».

Il commento della fondatrice Maria Pia Mainardi

A rappresentare questa idea, questo sforzo e la realtà di «Spazio Donna» è la sua fondatrice e presidente Maria Pia Mainardi.

«Non appena abbiamo aperto lo sportello per la valle a Valstagna già sei donne bussavano alla nostra porta, di tutte le età. Abbiamo scelto un punto di riferimento per gli altri comuni che le stanno attorno: Solagna, Cismon del Grappa, Campolongo sul Brenta e San Nazario. Per quel che riguarda le donne che sono accorse, si tratta principalmente della fascia che va dai 35 ai 45 anni, con figli piccoli o adolescenti. Sono di tutte le nazionalità, non c’è distinzione, ma è necessario sottolineare che circa il 60% sono italiane. Si rivolgono a noi per la violenza psicologica, quella fisica, quella economica e infine lo stalking. Si va dalla donna laureata alla persona più semplice, non c’è un modello preciso di donna che diventa vittima».

Un problema diffuso, a volte taciuto, ma che deve essere messo alla luce del sole.

«Negli ultimi tempi abbiamo tenuto diversi incontri anche nei piccoli paesi del territorio bassanese e questo per avvicinarci alle donne, non solo quelle che hanno subito violenza, ma anche a tutte coloro che vogliono rendersi conto, conoscere, diffondere e dare il loro supporto ad un progetto che negli ultimi dieci anni ha aiutato più di ottocento donne. In tutti questi eventi abbiamo sempre coinvolto o il medico del paese, o il farmacista, o il pediatra. Figure che possono rassicurare le presenti. Si parla dei rapporti in famiglia, dei figli, di questioni sanitarie e del lavoro. Fino a questo momento abbiamo avuto un grande successo, tanto che ci richiedono la presenza una seconda volta».

Perché se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto.

«I numeri sono in crescita e questo ci spaventa, basta pensare che nel 2017 in tutti gli sportelli abbiamo ricevuto 106 donne, mentre nel 2018 siamo arrivati a 168. Probabilmente ha aiutato anche il fatto di sensibilizzare maggiormente il problema e la possibilità di risolverlo grazie alla nostra associazione».

Un’associazione che fin dalla sua nascita ha portato grandi risultati nel territorio, Maria Pia Mainardi ha lasciato una significativa traccia e ha diffuso la cultura riguardo ad un tema che merita di essere ascoltato e a cui bisogna riservare una sensibilità particolare.

Più di 50 donne vittime di violenza in Valbrenta nel 2018, un numero spaventoso.