Guardia di finanza

Pensioni di invalidità illegittime, tre denunciati: prendevano i soldi ma vivevano all’estero

Il diritto alla fruizione delle indennità riservate a coloro che risultano essere affetti da una riduzione della capacità uditiva è infatti condizionato alla effettiva ed abituale residenza in Italia.

Pensioni di invalidità illegittime, tre denunciati: prendevano i soldi ma vivevano all’estero
Bassano, 24 Luglio 2020 ore 08:40

Le Fiamme gialle hanno denunciato tre casi di indebite percezioni di pensioni di invalidità per ipoacusici a carico di cittadini stranieri non più residenti nel territorio nazionale.

Erano tutti e tre già all’estero

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Vicenza hanno denunciato tre casi di indebite percezioni di pensioni di invalidità per ipoacusici a carico di cittadini stranieri non più residenti nel territorio nazionale, a seguito di attività di analisi di rischio condotta dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica Repressione Frodi del Corpo e nell’ambito delle azioni di controllo volte alla tutela delle uscite nazionali mediante il monitoraggio della spesa pubblica al fine di potenziare le azioni di prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni inerenti il comparto della previdenza e dell’assistenza. Il diritto alla fruizione delle indennità riservate a coloro che risultano essere affetti da una riduzione della capacità uditiva è condizionato alla effettiva ed abituale residenza in Italia del richiedente. Elemento costitutivo, quindi, del diritto alla prestazione è la residenza effettiva nel nostro Paese dell’avente diritto; tale requisito si perfeziona con la dimora stabile e abituale in Italia, assumendo rilevanza essenziale il rapporto tra il soggetto richiedente, la provvidenza ed il luogo. Pertanto, qualora i percettori di taluna delle prestazioni di sostegno perdano i requisiti di residenza, l’importo eventualmente riscosso diventa indebito e quindi potrà essere sospeso e anche revocato.

Pensioni di invalidità illegittime, tre denunciati: prendevano i soldi ma vivevano all'estero

Il caso bassanese

In un primo caso, i Finanzieri di Bassano del Grappa hanno denunciato un cittadino italiano di origini argentine, il 37enne M.D.M., per aver indebitamente percepito una pensione di invalidità pur non essendo più residente nel territorio nazionale a seguito di trasferimento all’estero. Un’analisi incrociata di dati di erogazioni pubbliche e di residenze effettive ha infatti permesso di appurare che il 37enne, residente a Mussolente, si era poi reso irreperibile per  trasferimento in altro Stato. L’uomo è stato denunciato per il reato previsto dall’art. 316-ter del c.p., che prevede la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni per chiunque, omettendo la comunicazione di informazioni dovute (in questo caso il trasferimento fuori dal territorio nazionale), percepisce indebitamente somme di denaro da parte di Enti pubblici.

Il tunisino “vicentino”

In un altro caso, i militari della Compagnia di Vicenza hanno, invece, denunciato O.K, di anni 26, di origini tunisine, residente a Vicenza, per indebita percezione di pensione di invalidità, avendo accertato che la stessa avesse ottenuto indebitamente il contributo per una durata di circa 20 mesi durante i quali di fatto era rientrata stabilmente in Tunisia, per un totale di erogazioni non spettanti per circa € 5000.

Pensioni di invalidità illegittime, tre denunciati: prendevano i soldi ma vivevano all'estero

Aveva percepito circa 37mila euro che non gli spettavano

Anche i Finanzieri della Tenenza di Noventa Vicentina, ad esito di un controllo condotto nei confronti di M.A.U., 50enne, originario del Bangladesh e residente a Lonigo (VI), hanno appurato che questi avesse illecitamente percepito per 4 anni indebite pensioni di invalidità a favore della figlia, che di fatto era residente all’estero, per un totale di circa € 37.000. Nei confronti degli indagati è stata proposta alla Procura berica l’adozione del sequestro anche per equivalente delle somme indebitamente incassate sui conti correnti ove le stesse confluivano, misura cautelare reale tuttora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. Inoltre la segnalazione da parte delle Fiamme Gialle delle indebite percezioni all’INPS ha consentito di sospendere immediatamente le erogazioni, così confermando la costante attenzione che il Corpo rivolge al contrasto delle frodi in settori dall’elevato disvalore sociale, quale quello della spesa pubblica, nel cui contesto d’intervento l’obiettivo prioritario delle Fiamme gialle è quello di garantire la disponibilità di adeguate risorse finanziarie in favore degli effettivi aventi diritto ed a sostegno delle fasce più deboli della collettività.

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