Cronaca
Vicenza

Offese contro la Polizia su Facebook: denunciato 53enne, revocato porto d'armi e sequestrata la pistola

Anche ciò che si condivide sui social networks ha delle ripercussioni.

Offese contro la Polizia su Facebook: denunciato 53enne, revocato porto d'armi e sequestrata la pistola
Cronaca Vicenza, 13 Maggio 2022 ore 08:48

Gli Agenti della Questura di Vicenza, nei giorni scorsi, hanno denunciato in stato di libertà R.M., vicentino di 53 anni, per Vilipendio alla Repubblica e alle Istituzioni.

Offese contro la Polizia su Facebook

Nel corso delle consuete attività di monitoraggio dei siti web, gli investigatori della Questura si erano accorti che il soggetto summenzionato, giorni addietro, commentando un articolo di stampa pubblicato sulla pagina Facebook di un giornale, aveva attribuito epiteti offensivi e denigratori nei confronti delle Istituzioni, manifestando, nello specifico, in maniera espressa profonda acredine ed ostilità verso le Istituzioni dello Stato, in particolar modo verso la Polizia di Stato ed i suoi appartenenti.

In breve tempo, quindi, le indagini intraprese dalla Polizia hanno consentito di individuare e denunciare alla Autorità Giudiziaria l’autore delle offese.

In considerazione di quanto accaduto e della attitudine dimostrata dal denunciato, il quale a proprio carico annovera anche un precedente pregiudizio, il Questore della Provincia di Vicenza Paolo Sartori ha disposto nei suoi confronti il sequestro amministrativo di una pistola semiautomatica cal. 7,65 e di 55 munizioni, nonché la Revoca del Porto d’Armi.

“Come ho già avuto modo di ribadire in precedenti occasioni – ha commentato il Questore Sartori – il web non può essere considerato un ambiente virtuale ove si gode della immunità rispetto ad esternazioni offensive ovvero integranti altre, più gravi fattispecie di reato. Anche ciò che si condivide sui social networks ha delle ripercussioni: mi riferisco, nello specifico, a potenziali conseguenze di carattere giudiziario che derivano da comportamenti illeciti talvolta addirittura più severe di quanto accada in un contesto reale”.

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