L’attenzione da parte dei Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Schio verso le truffe telefoniche e telematiche ha portato in questi ultimi giorni alla denuncia, in stato di libertà, di tre persone, coinvolte in due diversi episodi su cui hanno fatto luce le indagini condotte dalle Stazioni di Valli del Pasubio e Schio. I reati contestati riguardano truffe realizzate tramite piattaforme e-commerce e con tecniche di raggiro telefonico.
Auto venduta e mai consegnata
Il primo caso si è verificato a Torrebelvicino. I Carabinieri della Stazione di Valli del Pasubio hanno denunciato per truffa in concorso un 19enne residente a Magenta e un 38enne residente a Cesano Maderno.
L’indagine è partita dalla denuncia di un 20enne del posto che, intenzionato ad acquistare un’auto su una nota piattaforma online, aveva avviato una trattativa con i due presunti venditori. Dopo aver versato 20.680 euro, i truffatori si sarebbero resi irreperibili, facendo perdere ogni contatto.
Finto allarme bancario
Il secondo episodio è avvenuto a Schio. I Carabinieri hanno denunciato un 20enne di Afragola per truffa e sostituzione di persona.
Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe contattato un 76enne scledense con la tecnica dello SMS-spoofing: prima un messaggio che segnalava una presunta anomalia bancaria, poi una telefonata in cui si sarebbe spacciato per operatore dell’istituto di credito.
Prospettando una frode in corso sul conto corrente, avrebbe convinto la vittima a mettere in “sicurezza” i risparmi effettuando un bonifico da 4.600 euro verso un conto indicato dal truffatore.
Presunzione di innocenza
Le misure sono state adottate d’iniziativa dai reparti procedenti. Si ricorda che la responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.