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“Nonna, ho il Coronavirus!”, ma era una truffa. Anziana derubata di tutti i gioielli

Al fine di poter sostenere le spese delle costose cure salvavita, la ragazza le ha chiesto di raccogliere gli oggetti d'oro che aveva in casa.

“Nonna, ho il Coronavirus!”, ma era una truffa. Anziana derubata di tutti i gioielli
Vicenza, 15 Settembre 2020 ore 16:44

Solite tattiche, soliti stratagemmi: finti tecnici di luce, gas, energia e anche finti parenti.

Nuova truffa

E’ accaduto di nuovo ieri, lunedì 14 settembre 2020, una anziana signora veronese ha ricevuto nel pomeriggio una telefonata da parte di una ragazza che diceva di essere la nipote e che si trovava in ospedale perché aveva contratto il Coronavirus. Al fine di poter sostenere le spese delle costose cure salvavita, la ragazza le ha chiesto quindi di raccogliere gli oggetti di oro che aveva in casa e di consegnarli a una donna che era rimasta in attesa al piano terra, all’esterno del condominio.
La signora, credendo di aver riconosciuto la voce della nipote, ha raccolto tutti gli oggetti in un sacchetto che ha poi consegnato alla donna che l’attendeva.

“Nonna, ho il Coronavirus!”, ma era una truffa. Anziana derubata di tutti i gioielli

La chiamata al 113

Nel ricevere il sacchetto la medesima ha confermato all’anziana che avrebbe consegnato il tutto alla nipote ricoverata. Rientrando nella sua abitazione, la signora ha ripreso la conversazione telefonica durante la quale l’interlocutrice le ha consigliato di non fare parola con alcuno dell’accaduto.
Ma dopo qualche ora, preoccupata per la nipote, la donna ha telefonato a sua figlia che, dopo aver capito che l’anziana madre era stata truffata, ha allertato subito il 113.

A Borgo Trento non ci sono riusciti

In zona Borgo Trento invece il colpo non è andato a segno in quanto l’ottantenne, compreso dalla telefonata che poteva trattarsi di un malintenzionato, ha riferito all’interlocutore di non tenere in casa denaro liquido bensì solo gioielli. La risposta fornita dall’anziano ha fatto desistere l’interlocutore dall’avanzare ulteriori richieste impedendo di fatto al medesimo di portare a termine il tentativo di truffa. La Polizia di Stato, che ha avviato le indagini per identificare i malfattori responsabili di questi episodi di truffa accertati, ribadisce ai cittadini di diffidare da falsi operai, tecnici o dipendenti dell’Inps, finti poliziotti, avvocati o sedicenti medici, finti parenti.

I consigli della Polizia

I consigli rimangono gli stessi: non aprite la porta di casa a sconosciuti, anche se vestono un’uniforme o assumono l’aspetto di distinti professionisti. Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati inviati gli sconosciuti che bussano alla vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo.
Non credete alle telefonate di finti parenti che chiedono denaro o altri beni.
Per qualsiasi problema o per chiarirvi qualsiasi dubbio, non esitate a chiamare il 113 e richiedere l’intervento di una pattuglia.

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