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E' un giallo

Morto come George Floyd in Uruguay: i funerali di Luca Ventre a Vicenza

Sembra che il 35enne si sentisse minacciato in Uruguay e che avesse espresso intenzioni di rientrare quanto prima in Italia. Ad ogni costo.

Morto come George Floyd in Uruguay: i funerali di Luca Ventre a Vicenza
Cronaca Vicenza, 06 Maggio 2021 ore 10:12

E' entrato nell'ambasciata italiana a Montevideo scavalcando un cancello. Poi, dopo essere stato immobilizzato da due agenti, è stato trasportato di peso all'ospedale, dove poi è stato dichiarato il suo decesso. Una vicenda ancora avvolta nel mistero quella di Luca Ventre, il 35enne morto in Uruguay in condizioni che sembrano del tutto simili a quelle del rapper statunitense George Floyd, che hanno innescato tutto il movimento dei Black Lives Matter. A inizio settimana la salma è rientrata in Italia per celebrare le esequie a Vicenza, città in cui risiedono i famigliari di origini lucane.

Morto come George Floyd in Uruguay: i funerali di Luca Ventre a Vicenza

La sequenza delle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza dell'ambasciata italiana a Montevideo, in Uruguay, sono agghiaccianti: si vede l'uomo, il 35enne Luca Ventre, con una valigetta in mano mentre scavalca il cancello poco dopo le 7 di mattina. Poi viene inquadrato mentre esce, cercando ancora una volta di scavalcare.

Ma è a quel punto che un agente interviene, insieme a un collega, prima impedendogli di arrampicarsi sulla cancellata periferica, e poi, una volta a terra, immobilizzandolo. Immagini che riportano subito alla mente quelle che hanno visto come protagonista (e vittima) il rapper statunitense George Floyd, bloccato e ucciso (per asfissia) da agenti della Polizia.

Una vicenda, quella di Minneapolis che aveva innescato una forte presa di posizione, nonostante la pandemia, da parte della popolazione civile, che aveva letteralmente affollato le strade di mezza America al motto di "Black lives matter".

Per il momento, quanto si sa sulla vicenda ancora avvolta nel mistero di Luca Ventre, è ben poca cosa: la Procura di Roma ha ipotizzato il reato di omicidio preterintenzionale per i fatti avvenuti il primo gennaio a Montevideo. Ma sulla vicenda, comunque, ci sono versioni decisamente discordanti.

C'è, infatti, chi è pronto a giurare che non sia morto in ospedale, ma che sia stato il "trattamento" riservatogli dai vigilantes a provocare l'arresto cardiaco poi comunicato dalle Forze dell'ordine locali. C'è la possibilità, comunque, ora che la salma è in Italia, di poter affidare un incarico a un medico legale per effettuare l'autopsia. Per quanto si apprende da fonti vicine alla famiglia, sembra che Ventre si sentisse minacciato in Uruguay e che avesse espresso intenzioni di rientrare quanto prima in Italia. Ad ogni costo.

Cosa ci faceva Luca Ventre in Uruguay

Il 35enne Luca Ventre abitava in Uruguay dal 2021. Era padre di una bimba di 8 mesi e aveva aperto a Montevideo un bar e una pizzeria. Poi aveva avviato una collaborazione con la Camera di commercio locale nell'ambito dell'import-export di prodotti alimentari, nello specifico, sembra, di cioccolata.

Ecco la sequenza di quei drammatici momenti in ambasciata

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