Era il 2 ottobre 2024 quando fu ritrovato il corpo senza vita dell’ex medico Luigi Rossato, 72enne residente a Gallio. Ad oggi, però, non è ancora stato stabilito se gli undici indagati avrebbero potuto evitare le accuse di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali. Di fatto, le indagini sono state chiuse a fine gennaio di quest’anno, ma non è ancora chiaro se, in quei venti minuti, si sarebbe potuta scongiurare la tragedia.
I 20 minuti prima della tragedia
Erano le 16,29 quando, in via Monte Valbella, i lavoratori addetti alla posa della conduttura per la fibra ottica hanno colpito una tubatura dedicata al gas metano, creando uno squarcio a un metro e venti di profondità. In particolare, per lo scavo era stata utilizzata la tecnica della perforazione orizzontale controllata, chiamata anche “no-dig”.
Tuttavia, nonostante la fuoriuscita di gas che ormai si era infiltrato nel terreno e nelle fognature, oltre a sollevare un pezzo di asfalto, non fu lanciato l’allarme. Infatti, la segnalazione ai pompieri arrivò alle 16,52, quando ormai era troppo tardi visto che, nel mentre, erano transitati diversi pedoni e centinaia di veicoli, tra cui anche una corriera e un’autocisterna che trasportava benzina.
Troppo tardi anche per evacuare i residenti e bloccare temporaneamente l’approvvigionamento di metano dal momento che, in Via Ech, il gas causerà l’esplosione e il crollo parziale di una palazzina di tre piani.

Luigi Rossato e il figlio
Al suo interno c’erano Luigi Rossato e il figlio Michele, allora 26enne, che sono rimasti entrambi coinvolti nello scoppio. Il 26enne è riuscito a sopravvivere, uscendo da quel che rimaneva dell’edificio autonomamente e con qualche ustione. Il padre, invece, non ce l’ha fatta ed è stato ritrovato solo dopo una notte di ricerche.

Nell’esplosione è stata anche coinvolta la macchina appartenente alla vittima, che, come possiamo vedere dalla foto, ha subito diversi danni per colpa del calore e del fuoco.

L’inchiesta
L’inchiesta, a due anni dalla tragedia, vuole dimostrare che quei venti muniti di attesa siano stati fondamentali nel determinare la morte dell’ex dottore. Di fatto, l’accusa afferma che in quel lasso di tempo si sarebbe potuta bloccare la tubatura di metano, probabilmente evitando l’esplosione, ma anche che i cittadini non sono stati avvisati del pericolo e non sono stati evacuati.
In particolare, prima di dare l’allarme, gli inquirenti sottolineano che i responsabili dei lavori hanno contattato Etra e Italgas, ma senza avvisare le Autorità. Il numero degli indagati, inizialmente cinque, è salito a undici. Qualcuno preferirebbe evitare l’aula del tribunale, sottoponendosi già a un interrogatorio con il sostituto procuratore Maria Elena Pinna.
Casa crollata a Gallio dopo l’esplosione, ex medico Luigi Rossato trovato morto sotto le macerie