Mano tesa per raggiungere le difficili vette della vita

A Schio nasce #portaunacugiinvetta.

Mano tesa per raggiungere le difficili vette della vita
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Un # come metafora di vita. Superare i propri limiti, non arrendersi e avere il coraggio di andare oltre. Perché ognuno, nella vita, ha la propria vetta da scalare e una montagna tutta da conquistare. Non sempre servono ramponi e zaino, in molti casi la montagna è una metafora e i ramponi e lo zaino cedono il passo al coraggio che occorre avere per affrontare le difficoltà e, sulle spalle, serve avere tutta la forza necessaria. Anche quella che spesso non si crede neppure di avere.

Nasce #portaunacugiinvetta

Nasce così il progetto di vita #portaunacugiinvetta che ha visto come protagoniste due cugine: Elena Rigotto e Giovanna Berto. Due donne molto unite anche nel grande dolore della perdita prematura del cugino Giacomo. «Tutto iniziò qualche estate fa percorrendo un sentiero sul Pasubio - raccontano le due donne - quando ancora il nostro passo non riusciva a mantenere quello di una comitiva e ci siamo ritrovate l’una accanto all’altra con la nebbia fino a Cima Polon». In quel momento nella loro mente si affacciò la frase che Giacomo diceva guardando dalla finestra e poteva viaggiare solo con lo sguarda: «E’ nevicato a Cima Polon!». «In quel momento - riprendono alternandosi le due cugine - abbiamo sentito Giacomo con noi. Il gruppo ci aveva abbandonate e abbiamo vissuto lo sconforto, la delusione, il meteo avverso, ma il passo del nostro passo ci ha portato verso la vetta. Da qui ci siamo ripromesse che avremmo dovuto realizzare qualcosa insieme, farlo non solo per noi ma anche per tutte quelle persone che, come noi, stavano vivendo un momento impegnativo». Ecco all’ora l’# diventa un mantra, uno stile di vita, una presa di coscienza per andare avanti  e la «cugi» è chiunque si faccia prendere per mano perché in quel momento, accanto a sè, non trova alcuno.

Mano tesa nel buio

E’ una mano tesa nel buio, nella tempesta, nella nebbia nella vita. E quando tutti sembra ti abbiano abbandonato arriva il sorriso della «cugi» che ti aspetta, ti sostiene nel percorso irto e a tratti sdrucciolevole della vita, quando il fiato si fa corto e la meta sembra allontanarsi lei si ferma, ti aspetta, ti allunga una borraccia fatta non solo di acqua, ma anche di speranza, di coraggio, e ti disseta anche solo con una parola. Accanto all’#portaunacugiinvetta nascono dei veri e propri momenti di ritrovo dove ci si incammina, con rigorosa maglietta rosa, verso i sentieri e le vette. Passeggiate immerse nella natura, quando l’alba fa capolino fra le cime o quando il sole si addormenta per lasciare lo spazio a percorsi rischiarati solo dalla luna piena. Dove la luce e la forza derivano dallo stare insieme, dal sentirsi gruppo, dal sentirsi appartenenti a un progetto «più alto» anche fra donne che non si conoscono. Ma sanno di avere un filo rosso che le tiene unite, in una cordata unica. Ognuno porta la sua «cugi» in vetta e a volte la «cugi» non è nient’altro che se stessa con le proprie fragilità, solitudini e momenti bui. Si chiacchiera, si ammira il paesaggio, si ascoltano le voci della natura, ci si ferma, si parte e si arriva tutte insieme. Non manca poi il ritrovo culinario, vuoi mettendo le gambe sotto al tavolo, vuoi scartando un panino su una panchina o su una roccia.

Più facile da vivere che da raccontare

«A chi ci chiede cosa sia questo # noi diciamo che è quel momento in cui anziché pensare a sè ci si rivolge all’altra persona per dirle: “Indossa gli scarponi e vieni con noi”. E’ un’esperienza che va vissuta, più che spiegata». Per cui  non resta che farsi travolgere dall’entusiasmo e condividere su facebook con il tag sui nomi Elena Rigotto e Giovanna Berto e su instagram con l’#portaunaciginvetta e seguendo la pagina portaunaciginvetta. Portando una «cugi» in vetta si entrerà a far parte di questo progetto mirato a far raggiungere una qualsiasi  meta  indicando così un momento no superato. Perché c’è sempre bisogno del sostegno di una «cugi» che ci indichi la strada quando ci si perde nella fitta nebbia della vita.

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