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«Last shot»: L’ultimo colpo incastra il rapinatore VIDEO

L'indagine che ha portato all’arresto del 35enne Eros Bizzotto, vecchia conoscenza dei Carabinieri.

Cronaca Bassano, 28 Ottobre 2019 ore 12:08

«Last shot»: L’ultimo colpo incastra il rapinatore

«Last shot», l’ultimo colpo. Così è stata intitolata l’indagine che ha portato all’arresto del 35enne Eros Bizzotto, vecchia conoscenza dei Carabinieri.

Le indagini

Dai primi giorni di ottobre fino all’ultimo suo colpo, aveva messo in atto una ventina di rapine. Sulle sue tracce fin dai suoi primi crimini, ci sono stati i Carabinieri di Rosà, guidati dal maresciallo maggiore Massimo Guelfi sostenuto da due altri componenti della Stazione. Un’indagine, inoltre, coordinata dal Pubblico Ministero Giovanni Parolin e in collaborazione anche con il Comando di Bassano del Grappa guidato dal maggiore Filippo Alessandro. Pertanto, grazie a sopralluoghi di esercizi pubblici ed elementi che sono poi risultati rilevanti ci si è potuti concentrare sull’uomo di 35 anni Eros Bizzotto. Frutto sicuramente di un’attività di indagine serrata e di un controllo del territorio messo in atto seguendo le direttive del Comando Provinciale di Vicenza e anche grazie al tavolo tecnico che è stato messo in atto nel comune di Bassano del Grappa.

La cattura

Si è quindi arrivati alla sua cattura lo scorso sabato 19 ottobre, colto in flagranza di reato mentre derubava la cassa del locale «Ai Buei» nel centro storico di Bassano del Grappa. Inoltre, durante le perquisizioni sono stati ritrovati inconfutabili elementi che hanno portato alle prove schiaccianti nei suoi confronti. Così è scattato l’arresto per furto aggravato.

I colpi

L’arrestato è ritenuto responsabile di almeno una ventina di colpi effettuati dal 2 ottobre nel centro di Bassano del Grappa, Rosà, Rossano Veneto, Nove e dintorni. Sono, tuttavia, in corso ulteriori accertamenti per stabilire le esatte responsabilità.

Il soggetto

L’arrestato è un tossicodipendente, facente uso di cocaina, che ha l’esigenza di denaro contante per comprare giornalmente la sua dose. Questa dipendenza, quindi, lo ha spinto nei suoi diversi colpi. Infatti, nei suoi furti si concentrava a rubare contanti e, solo in qualche occasione, ha rubato attrezzatura per ulteriori colpi futuri. Non aveva fissa dimora, ma abitava nella sua auto e dormiva per lo più nei parcheggi della zona di Vicenza. Questo perché era già stato arrestato per maltrattamenti in famiglia lo scorso febbraio 2019 dalla Stazione di Rosà, quando prima era stato sottoposto ad un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare dal giudice per tale motivo. Ma il provvedimento era stato violato e questo l’aveva portato al primo arresto. Tuttavia, la sua carriera criminale inizia nel 2010 per furti e per consumo di sostanze stupefacenti. Ha avuto molte segnalazioni alla prefettura per l’uso di tali sostanze e diversi ritiri patente e divieti di espatrio emessi dalla Prefettura, che li utilizza come misure amministrative nei confronti delle persone che poi che non compiono il percorso terapeutico concordato.

Gli obiettivi

Il soggetto prendeva di mira gli esercizi pubblici e questo perché ognuno di loro lascia sempre un fondo cassa che va dai 50 ai 250 euro contanti. Tenendo quindi conto che una dose giornaliera di cocaina ha un costo importante, difficilmente l’arrestato poteva mantenersi per due o tre giorni. Per questo motivo c’era da parte sua la necessità di colpire quasi quotidianamente e lo faceva esclusivamente di notte.

Il bottino più consistente

Nel territorio, dunque, sono stati numerosi gli esercizi colpiti dai suoi furti. Tuttavia, il bottino più ricco è stato da lui messo in atto nel Patronato di Cusinati di Rosà, poiché la chiusura di cassa era stata fatta da una persona che solitamente non è adibita a tale compito e che aveva lasciato nel registratore 400 euro.

I danni

I furti, però, non solo provocavano una perdita di denaro per gli esercenti, ma erano causa di danneggiamenti. In particolare, nell’ultimo furto, ha divelto la porta del locale in diversi punti utilizzando i suoi arnesi da scasso e riducendo a pezzi l’infisso. Ha così procurato qualche migliaio di euro di danni materiali.