Cronaca

Kouirhi Nabil arrestato per lo spaccio di hashish

La condanna scaturisce dall’arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di 450 grammi di hashish e per la ricettazione di un televisore rubato al Hotel Eden di Schio.

Kouirhi Nabil arrestato per lo spaccio di hashish
Cronaca Schio e Valdagno, 13 Giugno 2019 ore 09:19

Kouirhi Nabil arrestato per lo spaccio di hashish

I militari della Stazione di Schio hanno tratto in arresto Kouirhi Nabil, marocchino nato nel 1980, pregiudicato, destinatario del provvedimento di ordine di carcerazione che dispone l’espiazione di una pena detentiva di 2 anni e 7 mesi. La condanna scaturisce dall’arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di 450 grammi di hashish e per la ricettazione di un televisore rubato al Hotel Eden di Schio, operato dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile il 16 agosto 2015 a Schio a seguito di un servizio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, e dalle successive attività investigative.

L’indagine che vedeva coinvolto il Kouirhi prese spunto da una segnalazione fatta dalla sua convivente all’epoca dei fatti, in quanto intimorita dalle attività illecite poste in essere dallo stesso. Proprio la continua reiterazione delle suddette attività spinse la donna tossicodipendente, in data 16 agosto 2015, a recarsi presso gli uffici di questa Compagnia per consegnare spontaneamente ai servizi sociali, con l’aiuto dei Carabinieri, il proprio neonato in quanto riteneva di non essere più in grado di accudirlo. A seguito del triste evento venne svolta una perquisizione domiciliare durante la quale i militari rinvennero la succitata sostanza stupefacente ed il televisore oggetto di furto.

Le indagini svolte dai Carabinieri all’epoca furono in grado di dimostrare che la donna temeva che il compagno volesse sfruttare il bambino per trasportare droga nell’autovettura, sfruttando la presenza del neonato a bordo per dissuadere eventuali FF.PP. dal porre in campo controlli più approfonditi, e che il Kouirhi era effettivamente dedito all’attività illecita di spaccio di sostanza stupefacente.

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