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Il progetto «Monte Grappa-Mab Unesco»

Un pezzo di terra di alcuni metri quadrati, dalle parti di Cibara, frutto di una donazione privata e si potrà entrare a far parte del piano.

Il progetto «Monte Grappa-Mab Unesco»
, 26 Novembre 2019 ore 16:30

Un pezzo di terra di alcuni metri quadrati, dalle parti di Cibara, frutto di una donazione privata e la città del Grappa potrà così aspirare, a pieno titolo, ad entrare a far parte del progetto «Monte Grappa-Mab Unesco». Se ne è parlato in sede di prima commissione consiliare dove il progetto è stato illustrato dai promotori dell’iniziativa in quella che si può definire come una prima presa d’atto.

Il progetto «Monte Grappa-Mab Unesco»

Di cosa si tratta?

Di un percorso di candidatura del Monte Grappa a riserva della biosfera. Bisogna ricordare come nel mondo ci siano 1121 di beni tutelati dall’Unesco e di questi 55 sono in Italia. Per quanto concerne le riserve di biosfera queste sono 701 nel mondo e 19 in Italia. Ed è di queste ultime che ora si sta parlando. In questo caso si tratta di aree di ecosistemi terrestri, costiere e marini in cui, attraverso una appropriata gestione del territorio, si associa la conservazione dell’ecosistema e la sua biodiversità con l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali a beneficio delle comunità locali.

Cos’è la riserva Mab?

Si può definire come una «cassaforte di risorse umane e naturali» da proteggere perché costituiscono la fonte di ricchezza che può garantire lo sviluppo sostenibile delle comunità residenti sul territorio. Anche attraverso l’ottenimento di risorse offrendo, nel contesto, maggiori possibilità di successo nella partecipazione a bandi di finanziamento. Facilita anche il coordinamento di politiche, risorse e progetti, stimolando, nel contesto, anche la collaborazione tra Enti locali ed associazioni.

Perché il monte Grappa?

Sarà il tema della pace il fattore caratterizzante del rapporto uomo-biosfera nella candidatura del monte Grappa a riserva di biosfera. In virtù del valore simbolico che rappresenta questo massiccio si contribuirebbe a dare al monte Grappa una visibilità internazionale quale luogo simbolico di costruzione di pace, attraverso delle progettualità che mirino a concretizzare uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale.

Quanti sono i comuni coinvolti?

Sono quelli che hanno confini sul Grappa. Ma vi hanno aderito anche molte associazioni, quali l’Ana, Proloco e consorzi. Allo stato attuale i comuni che vi hanno aderito sono 21. Nel territorio bassanese: Mussolente, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino e Solagna. Mentre un consiglio comunale, quello di Valbrenta, sta perfezionando la formalizzazione della pre-adesione dopo avere terminato la fusione. Prima avevano aderito i singoli comuni.

Chi saranno i prossimi nuovi entrati?

Hanno manifestato l’interesse a far parte di questo percorso altri due comuni e tra questi, Bassano del Grappa (l’altro è Pedavena).

Qual è l’attuale proposta per quanto concerne l’area geografica, della futura riserva della biosfera?

Questa dovrebbe coincidere con la zona a protezione speciale del Monte Grappa. Non sono incluse le principali strade di accesso provinciali e l’area del santuario e del rifugio Bassano. Questo in considerazione dell’altra frequenza al monumento. Rimangono fuori dall’area protetta anche le aree di decollo e di atterraggio del volo libero mentre vi saranno incluse le aree ad alto pregio ambientale.

Quale la governance?

In cima alla piramide è previsto un coordinatore cui si affiancherà un Comitato di gestione, una specie di cabina di regia, oltre all’assemblea consultiva ed a un comitato scientifico.

A quando gli incontri di presentazione del dossier di candidature nei vari comuni?

L’obiettivo è a cavallo tra maggio e giugno del prossimo anno.