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Si temono danni per la salute

Il Fai scrive al sindaco di Sarcedo: “Rischio contaminazione e inquinamento falda, quel sito va rimosso”

Ad ARPAV è stato richiesto di verificare eventuale presenza di materiali dannosi per la salute pubblica o non stoccabili in tal sito, con eventuale contaminazione della falda acquifera, in una provincia, quella di Vicenza, tristemente interessata dai Pfas.

Il Fai scrive al sindaco di Sarcedo: “Rischio contaminazione e inquinamento falda, quel sito va rimosso”
Cronaca Vicenza, 10 Marzo 2021 ore 12:04

In una lettera firmata dalla Presidente Regionale Veneto del FAI- Fondo Ambiente Italiano, Ines Lanfranchi Thomas, inviata la scorsa settimana al Sindaco di Sarcedo (Vi), sig. Luca Cortese, il FAI Veneto interviene riguardo un sito in area di vincolo paesaggistico, a ridosso del Torrente Igna e accatastato quale “opera incongrua”.

Il Fai scrive al sindaco di Sarcedo

Lo studio legale Cocchetti di Brescia, su richiesta di alcuni cittadini di Sarcedo, ha depositato presso la Procura della Repubblica di Vicenza e di ARPAV, la richiesta di una verifica di eventuali forme di inquinamento alla falda acquifera e dei materiali conservati nel sito di via Fossalunga 14 che, a partendo da un originario capanno per ricovero di attrezzi agricoli, è divenuto nel tempo fonte di inquinamento acustico, di polveri, a contatto con abitazioni e aree agricole coltivate per la produzione di cibo.

Ad ARPAV è stato richiesto di verificare eventuale presenza di materiali dannosi per la salute pubblica o non stoccabili in tal sito, con eventuale contaminazione della falda acquifera, in una provincia, quella di Vicenza, tristemente interessata dai Pfas.

L’intervento della Presidenza Regionale del FAI è stata ancora più forte perché, analizzata la documentazione disponibile e di pubblico dominio, l’Amministrazione Comunale di Sarcedo, a partire dall’anno 2008 e per ben tre volte, ha deliberato sullo sgombero dell’attuale attività “incongrua”, senza tuttavia procedere con l’applicazione della Delibera. La presenza di questa attività, visibilmente deturpante di uno scenario collinare pregevole, intercetta la magnifica proprietà pubblica di villa Ca’Dotta e del suo parco storico, sede di iniziative sulla salute pubblica e la cui visuale è pesantemente compromessa.

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Non ultimo, tale sito affianca un percorso ciclo-turistico mappato e segnalato, offrendo al visitatore o al turista la misura della gestione, alquanto discutibile, del territorio di Sarcedo, interessato da numerose attività ricettive, agro- turistiche e ville storiche vincolate.

Il riconoscimento dell’autorità pubblica e del bene pubblico ha per il FAI un valore importante. La lettera indica come “il rispetto delle leggi, delle norme di pacifica convivenza tra i cittadini e dell’articolo 9 della Costituzione Italiana “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione“.

È la seconda volta, in pochi anni, che il FAI interviene su questioni riferite al Comune di Sarcedo, dopo la vicenda del “Golf Club”, che grazie all’Ufficio Ecologia del FAI di Milano, sede nazionale, divenne un caso emblematico per tutta Italia.

Clicca qui per la lettera integrale.

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