Nella giornata di lunedì 26 gennaio 2026, i Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa, con il supporto dei militari del Reparto Territoriale di Mondragone (Caserta) e della Tenenza di Quarto Flegreo (Napoli), hanno dato esecuzione a un’ordinanza del GIP del Tribunale di Vicenza che dispone la misura cautelare dell’obbligo di dimora nei confronti di due giovani.
Si tratta di un 27enne residente a Mondragone e di un 18enne di Quarto Flegreo, entrambi obbligati a non allontanarsi dalla propria abitazione dalle 20 alle 6.
I fatti del 12 novembre
Come riferito dalla nota stampa diffusa dai militari dell’Arma tramite il loro canale ufficiale, il provvedimento nasce da un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Vicenza, successiva a un episodio avvenuto nel pomeriggio del 12 novembre 2025 a Rosà, ai danni di un’anziana di 93 anni.
L’anziana aveva ricevuto una telefonata da un sedicente carabiniere, che le aveva raccontato di una rapina commessa con un’auto intestata al defunto marito, aggiungendo che il figlio della donna era già stato accompagnato in caserma per accertamenti.
Il raggiro
Durante la conversazione, il falso carabiniere ha chiesto all’anziana conferma della presenza di gioielli in casa, sostenendo che fossero già stati menzionati dal figlio. Ottenuta la conferma, ha riferito dell’arrivo imminente di un collega per effettuare rilievi fotografici, con il pretesto di verificare la versione del figlio.
Pochi minuti dopo, un giovane si è presentato effettivamente nell’abitazione della 93enne. Una volta entrato, si è impossessato del telefono cordless, impedendole di contattare altre persone, e si è fatto condurre al piano superiore, dove erano custoditi i gioielli.
La situazione è precipitata con l’arrivo del figlio 58enne della vittima, insospettito dal fatto di non riuscire a contattare la madre telefonicamente. Scoperto, il truffatore ha aggredito il 58enne con calci e pugni per guadagnarsi la fuga, riuscendo a scappare portando con sé il telefono della 93enne.
La fuga e l’incidente
All’esterno, il giovane ha raggiunto un’utilitaria condotta da un complice, che lo attendeva. Durante la fuga, nel tentativo di superare una colonna di veicoli e sfuggire all’inseguimento del figlio della vittima, l’auto ha speronato una vettura guidata da una 45enne del posto, riuscendo così a dileguarsi.
Il 58enne aggredito ha riportato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.
Le indagini
Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due giovani. Il 27enne è ritenuto colui che si sarebbe introdotto nell’abitazione e avrebbe aggredito il figlio della vittima, mentre il 18enne avrebbe guidato l’auto per la fuga, senza patente, danneggiando anche il veicolo della 45enne.
I due sono indagati, a vario titolo, per tentata truffa aggravata in concorso, rapina aggravata in concorso, lesioni personali e danneggiamento.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in base al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità penale degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva di condanna.