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Operazione "Scambio posta"

Fatture false per ottenere finanziamenti Covid-19: sequestri per 2,5 milioni, 17 indagati

Si tratta di coniugi residenti in provincia di Padova ma con sede operativa in Torri di Quartesolo.

Cronaca Vicenza, 08 Giugno 2021 ore 15:57

Operazione della Guardia di Finanza di Vicenza che ha permesso di far emergere i reati di associazione per delinquere finalizzata all'emissione di fatture per operazioni inesistenti, all'uso di fatture per operazioni inesistenti nelle dichiarazioni relative all' I. V.A., alla truffa in danno dello Stato.

Fatture false per ottenere finanziamenti Covid-19

 

Nella mattina di oggi, martedì 8 giugno 2021 il personale della Polizia di Stato della Questura di Vicenza e militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vicenza - con impegno di oltre centocinquanta unità tra le province di Vicenza, Padova, Brescia- e Milano - hanno congiuntamente dato esecuzione all' ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal G.I.P. del Tribunale di Vicenza nei confronti di G.M, A.C., G.E., L.V., P.L., L. L., A.A., B.A., C.E. (custodia cautelare in carcere), G.N., M.M. (arresti domiciliari), T.R., B.G., G. E., G. S., P. A. e D. P. M. (obbligo di presentazione quotidiano alla polizia giudiziaria ed obbligo di dimora nel territorio del comune di residenza).

La misura è stata emessa per i reati di associazione per delinquere finalizzata all' emissione di fatture per operazioni inesistenti, all' uso di fatture per operazioni inesistenti nelle dichiarazioni relative all' I. V.A., alla truffa in danno dello Stato (finanziamenti erogati a seguito dell' emergenza Covid-19 ad imprese riferibili alle persone di G. M. e A.C.) nonché per i delitti di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, di emissione di fatture per operazioni inesistenti, di omessa dichiarazione relativa all' I.V.A. La misura è stata emessa nei confronti di G. M., G. E.e A. C. anche per i delitti di detenzione di armi da fuoco (pistole semiautomatiche e fucile a canne mozze) e nei confronti di G.M. e L.L. per il delitto di tentata estorsione aggravata.

Articolata indagine

Il complesso meccanismo fraudolento è emerso da una articolata attività d' indagine svolta da personale della Squadra Mobile di Vicenza e da militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vicenza, coordinata da questa Procura, con esecuzione di operazioni di intercettazione telefonica e tra presenti, C.d. ambientali, servizi dinamici (appostamenti, pedinamenti, etc.), esame di documentazione contabile e fiscale ed acquisizioni orali.

In ragione della funzione assolta all'interno del programma criminale addensato intorno alle principali figure di G. M. e A. C.- coniugi residenti in provincia di Padova ma con sede operativa in Torri di Quartesolo, ritenuti capi e promotori del gruppo associato - è possibile individuare i rispettivi compiti e le relazioni intercorrenti tra le numerose società coinvolte:

  • un primo gruppo è costituito dalle società con funzioni di "cartiera" C.d. di primo livello prive di dipendenti e di magazzino, amministrate di regola da mere persone interposte, c,d- teste di legno - destinate ad emettere in modo seriale fatture per operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti;
  • un secondo gruppo è costituito dalle società - di regola con sedi in provincia di Brescia e Milano - che facevano uso, nelle rispettive dichiarazioni relative all' I. V.A., delle fatture emesse dalle imprese "cartiere" sopra indicate, beneficiando quindi di indebite detrazioni di imposta e di consistente risparmio impositivo;
  • un terzo gruppo è rappresentato da società adibite a "bare fiscali" - anch' esse prive di qualunque struttura aziendale, C.d. cartiere di secondo livello - sulle quali gravava in via definitiva il debito fiscale, costituite appositamente per impedire l' emersione del debito di imposta in capo alle società emittenti - le C.d. cartiere di primo livello - consentendo a queste ultime, destinatarie anch' esse di fatture per operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, di eludere gli accertamenti degli Uffici fiscali e di proseguire nella illecita attività; si tratta di enti destinati, dopo l' accumulo di debito fiscale, al trasferimento della sede in altre province e/o a vicende estintive quali liquidazione o fallimento.

Ripetute operazioni di "retrocessione" alle società

Sono state accertate — anche attraverso servizi dinamici eseguiti con riprese video — le ripetute operazioni di "retrocessione" alle società "utilizzatrici" delle somme da queste formalmente corrisposte - di regola a mezzo bonifico bancario alle società emittenti a fronte delle false fatture.

Tali operazioni sono state eseguite attraverso il cambio "per cassa" di assegni bancari o postali — l' indagine ha preso avvio dalla perquisizione eseguita l'8 maggio 2020 da personale della Polizia di Stato sulla persona di G. M. con il sequestro di un assegno postale dell' importo di 13.000 euro emesso da una s.r.l.s. in favore di L. V., amministratore della società — ovvero mediante ritiro di denaro contante presso banche ed uffici postali — con la complicità dei preposti, anch' essi sottoposti ad indagine — e prelievi da apparecchi "bancomat". Prima dell' emergenza da Covid-19 la provvista delle somme impiegate per le "retrocessioni" avveniva anche attraverso prelievi su conti correnti di società aventi sedi all' estero ed amministrate da persone destinatarie della misure nella Repubblica Ceca ed in Bulgaria — costituite allo scopo di ulteriore "oscuramento" delle fittizie transazioni.

Con il provvedimento cautelare il G.I.P. del Tribunale di Vicenza ha disposto anche il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, in via diretta, nei confronti di numerose società per un valore complessivo di euro 2.504.387,87 euro - con previsione, in caso di incapienza, di sequestro dei beni delle persone fisiche destinatarie della misura, fino alla concorrenza degli importi.