Etra: l'impegno per la riduzione della plastica

E alcuni consigli per un migliore conferimento.

Etra: l'impegno per la riduzione della plastica
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Etra: l'impegno per la riduzione della plastica

300 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte ogni anno nel mondo: di questi, 8 milioni finiscono in mare, incalcolabile la quantità che finisce nei corsi d’acqua. Centinaia le specie animali che ingeriscono per errore materiale plastico, 115 le specie marine a rischio. Sono solo alcuni dei numeri che dimostrano l’urgenza di un forte e rapido cambiamento nelle abitudini che l’uomo ha acquisito verso i materiali plastici. “Etra vive con consapevolezza e responsabilità il proprio ruolo nella lotta contro l’abuso di plastica – commenta il Presidente Andrea Levorato – Oltre alla promozione di campagne ad hoc finalizzate a un corretto conferimento della plastica, incentiviamo nelle sagre la sostenibilità contro l’usa e getta, informiamo i cittadini sul riutilizzo di borse e altri contenitori, li invitiamo a bere l’acqua di rubinetto, per limitare la proliferazione di rifiuto in plastica. Non meno importante, il lavoro che facciamo con i bambini e i ragazzi nell’ambito del Progetto Scuole, nel quale quest’anno abbiamo proposto “Ocean Traceless”, incontri educativo didattici sul tema della presenza della plastica in fiumi e mari per stimolare riflessioni sui rischi dell’inquinamento ambientale nell’uso di materiali biodegradabili e la ricerca di azioni realizzabili nella quotidianità”.

Da parte loro, i cittadini di Etra hanno un comportamento virtuoso, Etra, ogni anno tratta oltre 18 mila tonnellate di polimeri in plastica, che corrispondono a circa il 9% del totale dei rifiuti raccolti. Per garantite l’effettivo riciclaggio della plastica devono però essere rispettate alcune semplici regole. La prima è relativa alla tipologia di rifiuti che possono essere conferiti: nel territorio Etra è attiva la raccolta del multimateriale ‘leggero’ ovvero possono essere conferiti assieme tutti gli imballaggi in plastica (non gli oggetti) e i metalli (sia alluminio che acciaio). Altri materiali non possono essere conferiti e se superano una certa quantità definita a livello nazionale possono determinare l’impossibilità di avviare a riciclo.

Un’altra regola da rispettare è di comprimere e schiacciare tutti gli imballaggi in plastica per contenere i costi di movimentazione e trasporto.

In particolare, per gli imballaggi in plastica (esempio vaschette) è importante togliere i residui evidenti di cibo prima di conferire la plastica nella raccolta differenziata, quando invece si conferisce una bottiglia le operazioni da fare sono tre, semplicissime: svuotarla del tutto, schiacciarla per lungo cioè non accartocciarla dall’alto al basso, e riavvitare il tappo. Non occorre fare nessun altra operazione come ad esempio sciacquare o togliere le etichette.

Perché? La bottiglia va svuotata perché la presenza di liquidi nell’impianto di selezione e riciclo crea problemi di gestione. Schiacciare le bottiglie è una buona prassi che oltre a rendere più economiche tutte le movimentazioni, facilita le operazioni di selezione che sono sempre propedeutiche al riciclo. Si evita così il rotolamento delle bottiglie nei nastri trasportatori dell’impianto che può portare a efficienze inferiori nel riciclaggio. Infine, i tappi vanno sempre avvitati alle bottiglie: se li lasciamo per conto loro rischiano di essere perduti nella fase di movimentazione interna all’impianto causa le piccole dimensioni e inoltre rimettere il tappo alla bottiglia schiacciata evita che la bottiglia ritorni alla forma iniziale.

Le plastiche, comprese le bottiglie, dopo la separazione per colore e polimero che avviene negli impianti di selezione, vengono successivamente inviate ad ulteriori impianti di vero e proprio riciclo che sono dotati di sistemi di lavaggio e rimozione delle ulteriori piccole frazioni estranee, come ad esempio le etichette o la sporcizia residua.

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