Diversamente abile realizza il sogno di vendere i giornali

Fabio Dalla Valle, di Breganze, è su una carrozzina e può muovere solo un braccio.

Diversamente abile realizza il sogno di vendere i giornali
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Realizza il sogno di vendere i giornali. Ha un'edicola a Breganze Fabio Dalla Valle: lui è su una carrozzina e può muovere solo un braccio.

Dalla carrozzina passa il giornale

Uno spazio, quello di Fabio Dalla Valle, molto fornito, e gestito con gentilezza e una padronanza del mestiere da parte sua che fa solo piacere vedere. Gli fa compagnia la mamma Maria, che collabora con lui. Fabio è su una carrozzina, non è deambulante e i suoi movimenti sono limitati a un braccio solo, ma fa questo lavoro con una passione infinita. Lo abbiamo incontrato, facendoci raccontare la sua storia di vita, di chi ha incontrato tanta gente.

Fabio Dalla Valle

Da quanto tempo lavori nella tua edicola, Fabio? E come ebbe inizio tutto?
Era il 1990, sono ormai ben ventinove anni. Andavo a scuola a Schio in quegli anni, e un giorno arrivò a casa, come inserto di un famoso quotidiano, una pubblicazione che indicava la necessità, per Breganze, di avere una nuova edicola. Io ero in campeggio, e al ritorno ne parlai con la famiglia. Sembrava una cosa davvero adatta a me, e in molti mi aiutarono. Feci l’esame alla camera di commercio e lo passai.
Come trovasti lo spazio?
Il proprietario di dove siamo, qui, stava trasferendo un suo ufficio con laboratorio a Thiene. Si liberava questo spazio, e sempre grazie a uno degli amici che mi hanno aiutato, e allo stesso proprietario del laboratorio, la aprimmo con soddisfazione.
Su una bella strada di grande passaggio, ideale.
Esatto, sono molti infatti i clienti che, passandoci davanti, si fermano e acquistano qui. E tanti che si fermano sempre, ogni volta che passano magari per andare in vacanza, per salutarci.
In tempi come questi dove la lettura dei giornali è diminuita, come si cerca di rispondere?
Restando aggiornati, e al passo coi tempi, offrendo servizi ampliati. Come ad esempio la vendita dei tabacchi, che prendemmo anni dopo l’apertura, e il gioco del lotto. Ma anche assicurando una fornitura varia di pubblicazioni, di testate.
Essere titolari di un’edicola comporta delle difficoltà?
Direi di no, non è faticoso come lavoro anche se impegnativo. Più che altro sono le tante ore di apertura, a partire dalle prime ore del mattino fino alle venti, più o meno. E poi, l’impegno riguarda anche la domenica mattina.
I giornali più venduti? 
«Principalmente i quotidiani, anche se meno di anni fa, nonostante i più giovani usino tanto il computer e lo smartphone per sapere le notizie. Anche Schio&ThieneWeek  va via bene.
La crisi che ha travolto tutto, si sente anche in edicola?
Sì, ci sono tante edicole che chiudono, e questo è un guaio. Si parla di diverse migliaia in tutta Italia, in pochi anni. E si può capire, le tasse sono molte.
E’ passato di qua anche qualche personaggio conosciuto?
«Sì, ne abbiamo avuti, diversi onorevoli per esempio, dei quali non ricordo i nomi. E anche uno dei Righeira, il duo musicale che cantava anni fa».
Qualche curiosità accaduta nel corso degli anni? Qualcosa di particolare?
Ci ha fatto piacere e dato soddisfazione una vincita al 10 e Lotto, del gioco del lotto, di 100mila euro, con una giocata di 3, capitata poco più di un anno fa. Siamo stati contenti per il vincitore, che è del nostro paese.
La collaborazione della mamma è importante per svolgere al meglio questo lavoro?
Sicuramente, perché, soprattutto al mattino c’è molta gente in giro, con i minuti contati ed è molto importante riuscire a soddisfare tutti con velocità e precisione, che vengono apprezzate molto dalle persone.
C’è qualcosa che ti auguri?
Noi siamo contenti, abbiamo la nostra soddisfazione, ed è importante lavorare con quella. Come è importante essere in due, per diversi motivi, soprattutto in certi orari. Il nostro giro di clienti affezionati ce l’abbiamo, e anche se in certi momenti magari è un po’ più difficile, va bene così.
Una curiosità: ma non è un pochino difficoltoso ricordarsi tutti i titoli di tutti i giornali che escono?
Sarà l’esperienza ma personalmente li ricordo tutti. E’ un esercizio mentale, quello sì. E tutti i giorni ci sono nuove riviste, qualcuna dura, qualcuna no.

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