La firma stamattina

Città della Speranza, nasce il gemellaggio con Conegliano

Sottoscritta stamattina la “Charta dei Comuni”. A firmarla sono il sindaco Fabio Chies e il past president e attuale consigliere Andrea Camporese.

Città della Speranza, nasce il gemellaggio con Conegliano
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Oggi è l’intero Comune ad abbracciare la volontà di dare un sostegno concreto alla ricerca pediatrica e al volontariato.

Sancito il gemellaggio

Dodici anni fa la straordinaria lungimiranza di un imprenditore apriva la strada a Città della Speranza, onlus vicentina con sede a Mote di Malo, nel territorio di Conegliano. Oggi è l’intero Comune ad abbracciare la volontà di dare un sostegno concreto alla ricerca pediatrica e al volontariato. Lo fa con la sottoscrizione della “Charta dei Comuni” che sancisce il gemellaggio tra il Comune di Conegliano e Fondazione Città della Speranza. A firmarla sono rispettivamente il sindaco Fabio Chies e il past president e attuale consigliere Andrea Camporese.

Città della Speranza, nasce il gemellaggio con Conegliano

I commenti

Presenti anche Marino Finozzi, consigliere della Commissione gemellaggi della Onlus, e Primo Longo, l’imprenditore innamorato della vita e degli altri, promotore del decennale Torneo di calcio giovanile a Campolongo.

“Penso che tutti conoscano la Città della Speranza e cosa rappresenta come eccellenza per l’Italia, per la Regione Veneto e per il nostro territorio – dice il sindaco Fabio Chies –. La sottoscrizione della Charta è un atto importante per il nostro Comune che si impegnerà a far crescere nei cittadini la consapevolezza che è un obbligo civile donare risorse e tempo a sostegno di chi ha bisogno, non come atto di buonismo, ma come dovere di ogni singolo cittadino e della comunità in cui vive. Per far crescere questa consapevolezza il nostro Comune cercherà di coinvolgere anche le scuole e le associazioni per valutare e organizzare iniziative e sostenere, attraverso le forme più varie, i principi di solidarietà, impegno e disponibilità a cui la Fondazione Città della Speranza s’ispira”.

E ancora:

“Ringrazio l’Amministrazione comunale di Conegliano per essere scesa al fianco di Città della Speranza. In realtà, si tratta di un’amicizia che esiste già da diversi anni grazie all’incessante operato di Primo Longo che ha reso i bambini protagonisti di un fantastico torneo di calcio – afferma Andrea Camporese –. Oggi più di ieri capiamo quanto la salute sia importante, ecco perché l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza (di cui Camporese è amministratore delegato, ndr) cerca di dare risposte a tanti bambini che lottano contro una malattia. I recenti risultati sul 5xMille 2019, con ben 1,9 milioni di euro raccolti e oltre 64mila preferenze espresse che ci confermano primi in Veneto e 13esimi a livello nazionale nella categoria ‘volontariato’, ci permetteranno di dare ulteriore respiro al lavoro dei ricercatori. E siamo in prima linea anche sul fronte del Covid-19, avendo scelto di finanziare un progetto, coordinato dai professori Antonella Viola e Andrea Crisanti, per capire come si comporti il sistema immunitario nei pazienti”.

Continua Finozzi:

“Il gemellaggio con i Comuni suggella il rapporto che Fondazione Città della Speranza intende avere con il territorio. Un rapporto costruito attraverso ‘la Charta dei Comuni’ con la quale si chiede reciproca trasparenza nell’uso delle risorse destinate al sociale. Ad oggi oltre 180 amministrazioni comunali l’hanno adottata – continua Marino Finozzi –. È sempre più importante canalizzare le scarse risorse verso progetti di ricerca che la Fondazione sostiene attraverso l’Istituto di Ricerca Pediatrica”.

“Dedico questo gemellaggio a mio fratello Isidoro che oggi non c’è più, ma ha condiviso con me, sin dal 2008, il progetto di sostegno a Città della Speranza”, aggiunge Primo Longo, titolare della Lpi Utensileria e da dieci anni anima del Torneo di calcio che, agli impianti sportivi di Campolongo, vede sfidarsi 12 squadre di bambini di 6-7 anni. “Sebbene quest’anno il torneo non si sia potuto tenere per via dell’emergenza sanitaria, non ho voluto far mancare una donazione a Città della Speranza – conclude l’imprenditore – Trovo importante essere utile alla comunità e, finché sarò alla guida dell’azienda, il mio impegno verso questa realtà non verrà meno”.

La storia della Fondazione

Fondazione Città della Speranza nasce nel 1994 per volontà di un gruppo di imprenditori, guidati da Franco Masello, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di cura e assistenza dei bambini, nonché di sostenere la ricerca scientifica in ambito oncologico e, oggi, in tutti i rami della pediatria. La prima grande impresa realizzata dalla Fondazione fu la costruzione e inaugurazione, nel 1996, della nuova Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova, a cui seguirono, tra il 1998 e il 2010, la realizzazione di un Day Hospital e di un Pronto Soccorso pediatrici sia a Padova sia a Vicenza. A giugno 2012 risale l’ultima grande opera: l’apertura a Padova, dopo tre anni di lavori e un costo di 32 milioni di euro interamente raccolti col fundraising, dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, il più grande centro di ricerca europeo sulle malattie infantili. La struttura oggi conta circa 300 ricercatori. Le aree di ricerca rappresentate sono: l’oncologia pediatrica, il trapianto di cellule staminali e la terapia genica; la medicina rigenerativa; la nanomedicina; la genetica e le malattie rare; la medicina predittiva; l’immunologia e la neuroimmunologia. La Fondazione destina ogni anno 700mila euro alla diagnostica avanzata di leucemie, linfomi e
sarcomi, di cui il centro di Padova è riferimento nazionale riconosciuto dall’Associazione Italiana di Emato Oncologia Pediatrica (AIEOP). Ciò significa che a tutti i bambini, residenti in Italia o provenienti dall’estero, sono garantiti una diagnosi certa entro 30 ore, i migliori protocolli di cura, i più moderni approcci diagnostici e il monitoraggio della malattia mediante tecniche di laboratorio all’avanguardia. Proprio la precisione offerta delle più recenti metodiche diagnostiche ha permesso di mettere a punto due protocolli di cura per altrettante tipologie di linfoma Non-Hodgkin (linfoblastico e anaplastico a grandi cellule), che partiranno nel corso nel 2020. Tali protocolli, elaborati con il coordinamento del gruppo di lavoro patavino, saranno applicati in tutta Europa e consentiranno il ricorso a terapie più mirate grazie alla migliore stratificazione dei pazienti, definita non più solo attraverso esami clinici, ma anche tramite metodiche innovative di biologia molecolare. L’azione di Città della Speranza ha contribuito fortemente ad innalzare i tassi di guarigione delle leucemie infantili, portandoli dal 20% dei primi anni Ottanta all’80% di oggi. Grande impatto internazionale ha avuto, nel 2018, lo studio sul rabdomiosarcoma, un tumore raro che ha origine nel tessuto muscolare. Dopo dieci anni di ricerche sostenute da Città della Speranza, è stata individuata una nuova strategia di cura che, a distanza di cinque anni dalla diagnosi, aumenta il tasso di sopravvivenza del 13%, facendolo passare dal 73,7% all’86,5%. Punto di forza della Fondazione è il volontariato. Città della Speranza, infatti, nasce su base volontaristica e conta su una rete attiva di volontari che ogni anno organizza circa 350 iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi sul territorio nazionale. Al fine di creare un’efficace collaborazione nell’ambito del volontariato, la Fondazione ha redatto un codice deontologico, denominato “La Charta dei Comuni”, la cui sottoscrizione implica un impegno da parte delle amministrazioni comunali alla sensibilizzazione dei cittadini. I Comuni che finora hanno attivato il gemellaggio con Città della Speranza sono circa 180, distribuiti tra Veneto e varie altre regioni d’Italia. Maggiori informazioni sul sito www.cittadellasperanza.org

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