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scritta choc

Cartello razzista sulla bacheca del Pd di Torrebelvicino

Sdegno nel mondo politico mentre la Regione approva la legge contro il negazionismo.

Cartello razzista sulla bacheca del Pd di Torrebelvicino
Cronaca Schio e Valdagno, 29 Gennaio 2020 ore 09:31

Cartello razzista sulla bacheca del Pd di Torrebelvicino. Sulla bacheca della sede del Pd di Torrebelvicino è stato appeso ieri, martedì 28 gennaio, un cartello con minacce nei confronti di ebrei, rom, sinti, gay, persone di colore e comunisti. La scritta choc, con tanto di svastica e la firma “Ss Vi” ha provocato lo lo sdegno e la condanna da più parti. A segnalare pubblicamente il caso un post di Coalizione Civica Schio che commenta: “Stücke. Pezzi. Così i nazisti chiamavano chi veniva prelevato e rinchiuso nei campi di concentramento. Un pezzo è un oggetto. Essendo un oggetto puoi farci quello che vuoi e quando hai finito di usarlo, lo puoi pure bruciare buttandolo in un forno. Questo foglio affisso oggi a Torrebelvicino racconta questo. La violenza passa attraverso una lenta deumanizzazione. Fa inorridire – prosegue Coalizione Civica Schio -. Quando non si riconosce la dignità umana altrui si mette in discussione pure la propria. La libertà conquistata con la fine del nazifascismo va difesa tutti i giorni. Essere antifascisti vuol dire ricordare sempre chi è morto per la nostra libertà di pensiero e parola oggi”.

Fracasso(Pd): “Gesto di stupidità e ignoranza)

Tante le reazioni al cartello razzista comparso a Torrbelvicino. Tra queste il consigliere regionale Stefano Fracasso (Pd): “Un inaccettabile gesto di stupidità e ignoranza”. Hanno diffuso un comunicato i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Cristina Guarda (Civica per il Veneto) e Patrizia Bartelle (Italia in Comune): “Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza ad Anpi, Arci e Partito Democratico di Torrebelvicino, in provincia di Vicenza, sulla cui bacheca è stato affisso un cartello contenente gravissime minacce nei confronti di ebrei, rom, sinti, gay, persone di colore e comunisti. Il tutto espresso con un linguaggio che si richiama esplicitamente al nazismo, con tanto di svastica disegnata e “SS VI” come firma. Confidiamo che possano essere individuati i responsabili di questo attacco squallido e vigliacco alle sedi di Anpi, Arci e Partito Democratico che, ne siamo certi, non si faranno certo intimidire e terranno vivo il proprio impegno civile, sociale e politico”. Che aggiungono: “Il fatto assume una particolare gravità considerata la coincidenza con la data del 27 gennaio, Giornata della Memoria. Proprio oggi che in consiglio regionale del Veneto è stata approvata all’unanimità una legge per la Memoria della Shoà e una risoluzione a sostegno della senatrice Segre, questa notizia ci fa ben comprendere come sia necessario un maggiore impegno da parte di tutte le forze democratiche per la difesa del nostro Paese dall’insorgenza di tutti i neo-fascismi”.

Il Veneto approva legge contro il negazionismo

Tutto questo mentre la Regione Veneto è la prima Regione a proporre una legge contro il negazionismo. È della Regione, infatti, invece la legge: “Iniziative per la conoscenza della Shoah e per il giorno della memoria” approvata all’unanimità e che «ci impegna alla memoria lunga, a continuare a dar voce e vita ai testimoni anche quando non saranno più presenti tra noi. E ci impegna soprattutto a combattere ogni germe di negazionismo, antisemitismo o razzismo di ritorno», ha commentato il governatore Luca Zaia.