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Breganze: Dietrofront sul senso unico perché non tutela i ciclisti

Dopo la sperimentazione su via Castelletto occorre trovare una nuova soluzione. Amministrazione al lavoro.

Breganze: Dietrofront sul senso unico perché non tutela i ciclisti
Thiene e Valdastico, 19 Novembre 2019 ore 14:40

Dietrofront sul senso unico perché non tutela i ciclisti

Dopo una sperimentazione temporanea di due  mesi che aveva trasformato il traffico veicolare in Via Castelletto a senso unico l’amministrazione torna sui suoi passi e con il suo assessore ai lavori pubblici Sebastiano Silvestri, spiega la scelta.

Come si spiega questa scelta assessore?

«La motivazione principale è stata l’impossibilità di creare lo spazio per una pista ciclabile e questa è stata la problematica più grossa che abbiamo riscontrato, è stato quello che per abitudine e anche per necessità ci sono le  biciclette che entrano praticamente in paese anche se è stata fatta la sperimentazione del senso unico e quindi trovare la bicicletta o la macchina che va in senso opposto diventa veramente pericoloso. L’impossibilità è proprio tecnica, anche con il regolamento del codice della strada non possiamo andare in deroga».

Soluzioni possibili?

«L’unica cosa che si potrebbe fare è togliere l’attuale marciapiede e fare uno spazio di un metro e mezzo a raso come doppio senso ciclabile e la carreggiata per la macchina però andare a togliere un marciapiede per creare questo credo sia proprio un controsenso».

I cittadini che ne pensavano?

«Qualcuno di questi ci suggeriva di fare il senso unico contrario nel senso che gli autoveicoli potessero entrare in paese e non in uscita come avevamo fatto noi  ma credo che questa fosse stata una soluzione praticamente impraticabile perché chi arrivava sostanzialmente nel punto dove c’era il senso unico non c’era neanche la possibilità di girarsi lì  non so che analisi sia stata fatta in quel senso».

Semaforo intelligente?

«A parte il costo, la situazione l’avevamo analizzata anche noi, noi abbiamo tre uscite su quel tratto di strada lì che vanno regolamentate, quindi prima di regolamentare l’entrata e l’uscita della strada bisogna regolamentare anche l’entrata e l’uscita delle tre strade che ci sono una che da in biblioteca, una che è una strada privata che va su delle abitazioni e l’altra è l’uscita di un garage.  Si dovrebbe fare una tempistica di percorso: nel momento in cui alterni il rosso dall’altra parte chiaramente devi avere una tempistica adeguata per poterlo attraversare. Se noi pensiamo di dare due minuti e mezzo per fare questo, io credo che la colonna di auto ce la troviamo in piazza e dall’altra parte di Via Castelletto, quindi con tutte le altre problematiche annesse allo smog ed anche questa era impraticabile, anche perché poi nell’uscita del paese li c’è anche Via Marconi dove c’è anche la farmacia e creare colonna lì vuol dire non muoversi più».

Cosa rimane da fare?

«La problematica che ha Breganze è una problematica interna viabilistica nel senso che abbiamo poche strade che portano al centro se ci fosse stata la possibilità di creare la pista ciclabile diciamo che la soluzione era sicuramente sostenibile e l’avevamo visto anche nella vivibilità del centro scaricando il traffico su altre strade. Ora si potrebbe migliorare alcune soluzioni tecniche lasciando dei dissuasori di velocità in modo da ridurre la velocità in quel tratto spostando sul tratto di entrata dove c’è la biblioteca verificare la possibilità di spostare il passaggio pedonale in modo che se le macchine si incrociano facciamo il passaggio pedonale in un altro punto un po’ più spostato».